LE MATITE | 8

IL LINGUAGGIO DELLE COSE CONCRETE

L'educare esperienziale con adolescenti in difficoltà

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In collaborazione con Bolelli Katia

Chi opera guidato da intenzionalità educativa con preadolescenti e adolescenti in una scuola, in un centro pomeridiano, in una comunità di accoglienza, in un oratorio e agisce con specifica attenzione nei confronti di quanti vivono situazioni di difficoltà sul piano scolastico, familiare, sociale, è consapevole di dover perseguire obiettivi di particolare complessità: contribuire a modificare, almeno in parte, il loro vissuto problematico, aiutandoli a riacquistare fiducia e stima di sé attraverso esperienze possibilmente attraenti e significative, concrete e intrise di pensiero, coerenti con il loro grado di maturazione.

Un lavoro ambizioso ma non presuntuoso: accompagnare i ragazzi e facilitare un mutamento nei loro costrutti mentali attraverso cui essi approcciano il mondo fuori di sé, dare significato alla scuola, ai rapporti con gli altri, alla motivazione allo studio, costruire un punto di vista capace di restituire quella fiducia, quella serenità che manca a tanti e ne impoverisce le capacità e le potenzialità apprenditive.

Tale cambiamento a livello mentale è la condizione irrinunciabile per promuovere modifiche stabili a livello di atteggiamenti e comportamenti: gli agiti sono sempre infatti degli indicatori (sintomi) e se intervenissimo solo a questo livello l’azione sarebbe monca. È necessario lavorare a monte, là dove si formano le convinzioni del ragazzo, dove avvengono  le elaborazioni mentali e soggettive che portano a mettere in atto determinati comportamenti. Il linguaggio delle cose concrete e l’ampliamento del campo delle esperienze rappresentano strategie irrinunciabili per perseguire tali finalità.

Prezzo

18,00 euro  

SOMMARIO

Presentazione
L’apprendere reciproco, collettivo, sociale

Introduzione
Uno sguardo centrato sull’apprendere a vivere

PARTE PRIMA | Un’ipotesi pedagogica sulle difficoltà di ragazze e ragazzi
Adolescenti con cerotti e ferite aperte
Ma non ci sono ragazzi cattivi

PARTE SECONDA | Una pedagogia che riparte dall’ascolto
Abitare le domande di questa generazione
Fondamenti della relazione con i ragazzi in difficoltà

PARTE TERZA | Una Pedagogia del fare esperienza
Il linguaggio del concreto, prediletto dai ragazzi
Quale modello di apprendimento riapre i giochi per tutti i ragazzi?
Un approccio euristico alla progettazione educativa

PARTE QUARTA | Una pedagogia dell’apprendere il pensare critico e autonomo
Modalità di apprendere vitali per tutti i ragazzi
Aprire sentieri tra le difficoltà in esperienze attrattive

PARTE QUINTA | Farsi educatori apprendendo insieme da cose concrete
L’educatore: una professione impossibile?
Allestire il setting come spazio di dialogo
La capacità metariflessiva si alimenta di domande vere
Atteggiamenti dell’educatore nell’apprendere per esperienza
Educatori animati da uno sguardo introspettivo

PARTE SESTA | Una pedagogia della responsabilità collettiva
Una comunità che cammina lungo i percorsi dei ragazzi

CONCLUSIONE
Il sogno di un’educazione e di un educatore esperienziali

BIBLIOGRAFIA

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