Sognare RSA senza muri
«Oggi è necessario abbattere i muri che ancora fanno delle RSA mondi a parte, separati dalla vita di tutti. Luoghi segregati, se non istituzioni totali.
In queste pagine analizzeremo quattro sfide per costruire RSA "senza muri". L'auspicio è di generare prefigurazioni utopiche e forse qualche seme di cambiamento».
Dalla riflessione su come abbattere i muri intorno alle RSA nasce a Lecco il progetto «RSA, dove le generazioni si incontrano. Insieme per un approccio di sistema (2024-2026)», documentato nell'ampio Focus (pp. 58-96) del nr. 389/2026 di Animazione Sociale, dove si esplorano le quattro sfide per trasformare le RSA da luoghi chiusi a comunità aperte:
• la sfida di renderle parte attiva di un sistema integrato di servizi e interventi territoriali, dialogando e collaborando con servizi domiciliari, ospedali, scuole, terzo settore;
• la sfida di cambiarle dall’interno, trasformando un servizio che porta il peso di una lunga storia di istituzionalizzazione e che ha bisogno di trovare vie concrete per rinnovarsi;
• la sfida dell’incontro tra le generazioni: giovani, adulti e anziani vivono in contesti sempre più separati; creare occasioni di relazione tra generazioni richiede un lavoro intenzionale;
• la sfida di garantire piena dignità e autodeterminazione ai residenti: persone che, pur nella fragilità, restano cittadini con desideri e diritti che l’organizzazione della cura non può ignorare.
Indice
Come aprire le residenze per anziani alla comunità
Testi di Laura Formenti, Elisabetta Lazzarotto, Rosaria Bonacina, Virginio Brivio, Andrea Millul, Gaia Del Negro
* Sognare una diversa Rsa
Quattro sfide per residenze senza muri
* Radicare la Rsa in un ecosistema di cura
Prima sfida: uscire dall’isolamento
* Cambiare le Rsa dall’interno
Seconda sfida: dalla logica sanitaria a quella comunitaria
* Creare occasioni di relazione tra generazioni
Terza sfida: incontri che trasformano
* Favorire l’agency e il progetto di vita dei residenti
Quarta sfida: il diritto al desiderio
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Le autrici e gli autori
Rosaria Bonacina è assistente sociale, professione svolta per molti anni nei Servizi sociali e socio-sanitari di Lecco. Dal 2014 è impegnata nel consiglio di amministrazione della RSA «Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi» di Lecco.
Virginio Brivio è dirigente di servizi socio-sanitari nel settore pubblico e del privato sociale e presidente di UNEBA Lecco e dell'Impresa sociale Girasole.
Gaia Del Negro è pedagogista e counselor. Esperta di metodi biografici, partecipativi e art-based nella ricerca sull'apprendimento adulto, dal 2020 lavora come consulente per progetti di sviluppo comunitario.
Laura Formenti è professoressa ordinaria di Pedagogia generale e sociale all’Università di Milano-Bicocca, usa la ricerca cooperativa e l’approccio ecosistemico per indagare le trasformazioni di soggetti individuali e collettivi: gruppi, famiglie, servizi e comunità locali.
Elisabetta Lazzarotto è pedagogista, PhD in Educazione presso Milano-Bicocca. Opera da anni in servizi per le persone anziane nel Lecchese, è coordinatrice del progetto «RSA, dove le generazioni si incontrano».
Andrea Millul, medico specializzato in cure palliative e antropologia medica, è direttore sanitario della RSA «Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi» e medico responsabile del reparto SLA della RSA «Villa dei Cedri» di Merate (Lc).








