L'anima politica del lavoro sociale
In un'epoca in cui il welfare si fa selettivo e punitivo e l'ingiustizia sociale cresce, il lavoro sociale non può restare neutrale. Schierarsi non è un cedimento all'ideologia, ma il primo atto di responsabilità professionale, inscritto nel mandato della Costituzione.
L’ampio Focus del nr. 388/2026 raccoglie quattro contributi che affrontano da angolazioni diverse la stessa domanda: che ruolo scegliamo di agire, ogni giorno, nelle nostre pratiche?
Storia di un Manifesto(di Marina Fasciolo, pp. 64-72)
Nel 2023 un gruppo di assistenti sociali, educatori e ricercatrici si autoconvoca per interrogarsi su un disagio che molti vivevano in solitudine: lo scarto tra ciò che le procedure chiedono di fare e ciò che si sente come giusto. Da lì nasce un percorso durato due anni, fatto di casi discussi, categorie riformulate, parole cercate insieme.
Manifesto del lavoro sociale anti-oppressivo (a cura di Marina Fasciolo, pp. 73-78)
Un Manifesto – e il suo commento – per riconoscere il potere che ogni operatore esercita, spesso senza accorgersene, nelle scelte di ogni giorno. Sottoscritto da oltre cinquanta professionisti e professioniste del sociale, propone principi concreti per non riprodurre le stesse ingiustizie che si vorrebbero contrastare.
Il lavoro sociale nella crisi democratica (di Rafael Pintos, pp. 78-84)
Dal Canton Ticino, dove un decreto votato democraticamente ha tagliato servizi e sostegni alle minoranze, una riflessione su un paradosso scomodo: cosa succede quando è la stessa democrazia, mediante i suoi strumenti, a erodere i diritti che dovrebbe garantire? E che bussola resta agli operatori?
Essere di parte, sempre (a cura di Animazione Sociale, pp. 85-96)
Un saggio che smonta l'illusione della neutralità tecnica: applicare correttamente procedure e protocolli, senza mai chiedersi perché quella persona sia in difficoltà, finisce per aiutarla ad adattarsi all'ingiustizia, invece che sostenerla nel cambiarla.
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Le autrici e gli autori
Marina Fasciolo è componente del gruppo promotore per lo sviluppo del Manifesto sul lavoro sociale anti-oppressivo. Laureata in pedagogia a indirizzo sociologico e in possesso del diploma di assistente sociale ha lavorato nel Consorzio CISSACA di Alessandria nell’ambito della progettazione e dello sviluppo di comunità.
Rafael Pintos, educatore professionale, laureato alla SUPSI di Lugano (Svizzera), membro del comitato di ATLAS(Associazione Ticinese Lavoro Sociale), lavora in un servizio residenziale (in Svizzera «foyer») per persone con disabilità








