C’è una tentazione, quando si compila un bilancio sociale, di trasformare i numeri in una celebrazione. Di fare dell’anno trascorso una storia a lieto fine, dove ogni dato è una conferma. Noi vogliamo resistere a questa tentazione.
Non perché il 2025 non sia stato un anno significativo per Animazione Sociale - lo è stato, e i numeri qui raccolti lo testimoniano con onestà. Ma perché la nostra identità è nata da un’altra postura: quella di chi non si accontenta di esserci, ma vuole capire perché e per chi.
Cinquantaquattro anni fa, a Milano, un gruppo di persone decise che il lavoro sociale meritava voce, metodo, pensiero condiviso. Oggi quella scommessa si misura con abbonamenti, follower, visualizzazioni - strumenti del nostro tempo che usiamo senza vergogna, ma che non scambiamo per il fine. Il fine resta lo stesso di sempre: stare accanto a chi lavora ogni giorno nei territori più difficili del Paese, tra fragilità, disuguaglianze, vite che faticano a trovare appigli.
Il 2025 ha portato con sé momenti di grande intensità. L’Agorà Adolescenti ha riunito centinaia di professionisti e genitori intorno a domande che non ammettono risposte facili: come si accompagna una generazione che cresce in un presente ostile, tra pressioni di performance e scarsità di futuro? Il Social Festival Educare al futuro, alla sua quarta edizione, ha coinvolto oltre 4.500 persone, molte delle quali giovani studenti - e questo, più di ogni altro dato, ci dice che c’è ancora fame di senso, di comunità, di educazione intesa come atto politico.
Eppure, guardando i numeri di questo bilancio, non possiamo non notare anche i limiti strutturali di chi fa cultura con poche risorse e molto lavoro volontario. Il nostro è un progetto piccolo, tenuto insieme da una redazione ridotta, da collaborazioni preziose e da una comunità di abbonate e abbonati che scelgono ogni anno di rinnovare la loro fiducia.
È per loro - e con loro - che esiste Animazione Sociale. Non come prodotto editoriale, ma come spazio di elaborazione collettiva. Un luogo dove il sapere pratico di chi lavora sul campo incontra la riflessione teorica, e dove entrambi si trasformano in qualcosa di più utile di ciascuno da solo.
Il 2026 inizia con questa consapevolezza: crescere non significa solo allargare i numeri. Significa approfondire il senso di ciò che facciamo, e restare fedeli - pur nell’evoluzione - alla domanda che ci ha generato. ?
Animazione Sociale
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Il 2024 è stato un anno intenso e generativo per Animazione Sociale. Non solo la produzione dgli 8 numeri di rivista e un allargamento significativo della comunità di abbonate/i, ma anche due grandi eventi e la pubblicazione di volumi/supplementi.
Tra gli eventi, la giornata di studio sulle reti di comunità promossa da Animazione Sociale con il contributo della Fondazione Cariplo a conclusione del progetto Attivare/consolidare reti informali nei territori (23 aprile 2024); l’Agorà delle cooperative sociali e delle professioni che vi lavorano (13.14.15 giugno 2024), tre giorni di ascolti e confronti per ritrovare l’anima politica di organizzazioni che non sono nate per gestire servizi a basso costo, ma per cambiare le relazioni sociali in senso democratico. Il secondo, il Social Festival Comunità Educative, giunto alla III edizione, dal titolo “Prendersi cura del mondo” (dal 4 al 9 novembre), ha coinvolto oltre 3.500 persone sui temi dell’educare/educarci a una nuova relazione con la Terra e con l’ambiente di cui siamo parte.
Tra i volumi, è stato pubblicato nella collana “Le Matite”, R-esistere adolescenti. Strumenti per una risposta educativa alla sofferenza delle nuove generazioni, di Davide Fant (pp. 192) che propone modalità per allestire setting e attività didattiche ed educative rivolte agli/alle adolescenti con l’ambizione anche di contribuire ad aprire a nuove visioni. Il supplemento Attivare reti di comunità nei territori (pp. 112) ha invece rielaborato gli esiti del percorso di ricerca condotto dalla rivista Animazione Sociale su come sviluppare/rinforzare reti sociali di prossimità nei territori.
Nel 2024, 53° anno della rivista, Animazione Sociale ha insomma proseguito la sua funzione di snodo e voce delle reti di lavoro sociale in Italia. I numeri riportati in questo bilancio testimoniano la vitalità non solo della rivista, ma di tutto il mondo ad essa collegato. ?
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Il 2023 è stato un anno intenso e generativo per Animazione Sociale. Non solo la produzione dei 9 numeri di rivista e un allargamento significativo della comunità di abbonate/i, ma anche due grandi eventi e la pubblicazione di volumi/supplementi.
Tra gli eventi, l’Agorà delle educatrici e degli educatori (25-26-27 maggio), dal titolo “La dignità del lavoro educativo”, ha convocato le reti di lavoro educativo intorno all’esigenza di rilanciare la dignità di una professione ancora poco riconosciuta, oggi sofferente per condizioni di lavoro precario e malpagato. Il secondo, il Social Festival Comunità Educative, giunto alla II edizione, dal titolo “Corpi in movimento, menti in evoluzione” (26-27-28 ottobre), ha coinvolto oltre 1.500 persone intorno a una questione cruciale: come attivare processi di apprendimento e di produzione di significati con le nuove generazioni (processi che intrecciano mente e corpo, emozioni e desideri).
Tra i volumi, i due pubblicati nella collana “Le Matite”, Il lavoro sociale in ottica di comunità. Idee, visioni, metodi di lavoro (pp. 160) e Fare scuola in questo tempo. Dialoghi sull’educare (pp. 128), hanno raccolto in forma monografica interviste e saggi su due aree di lavoro cruciali per la rivista e la sua comunità (inter)professionale. Il supplemento Un sistema educativo territoriale per l’eta zerosei (pp. 128) ha invece rielaborato gli esiti di un progetto di contrasto alla povertà educativa svoltosi in un’area montana.
Nel 2023, 52° anno della rivista, Animazione Sociale ha insomma proseguito la sua funzione di snodo e voce delle reti di lavoro sociale in Italia. I numeri riportati in questo bilancio testimoniano la vitalità non solo della rivista, ma di tutto il mondo ad essa collegato.
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Il 2022 è stato l’anno in cui Animazione Sociale è diventata impresa sociale. Un bel banco di prova per una rivista nata nel lontano 1971 a Milano, per volontà di don Aldo Guglielmo Ellena, e entrata a far parte nel 1988 del progetto culturale del Gruppo Abele, al quale don Aldo Ellena, ormai anziano, decise di affidare la prosecuzione della rivista.
Più di 50 anni di storia, una bella storia, maturata nel segno del noi, un noi ampio e inclusivo. Intorno alla rivista in questi anni si è infatti creata una grande rete di uomini e donne, servizi e cooperative, operatori sociali e formatori, amministratori locali e movimenti locali, che vedono in Animazione Sociale il luogo dove mettere in circolo le proprie idee e intuizioni maturate nel quotidiano operare a fianco delle storie delle persone. Perché il lavoro sociale ed educativo, prima di essere un mero fare, è sempre una visione e un progetto di società.
I numeri riportati in questo bilancio sono lì a testimoniare la vitalità di una rivista che scommette sulla forza del pensiero per affrontare questo complicato presente. Sono numeri che attestano quante persone contribuiscano a mandare avanti una avventura editoriale che vive oggi le fatiche tipiche della stampa periodica, tanto più in una congiuntura come quella attuale, ma che resiste e rigenera cultura del lavoro sociale proprio grazie a questo sostegno ampio.
Il 2022 è stato un anno chiuso in pareggio. Grazie a chi ha reso possibile la sostenibilità della rivista, riconoscendo in essa un bene comune importante per il nostro Paese.
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