Lavorare con adolescenti della strada

Adolescenti interrotti, vite che si identificano nella strada e che spesso diventano protagoniste di microcriminalità. Un rischio al quale la strada non ti prepara.
Nella mia esperienza di operatrice sociale, ho avuto modo di interfacciarmi con gruppi di adolescenti, i quali non hanno scelto di fare questa vita.
Sì, non hanno scelto perché quando parliamo di scelta sottintendiamo, inevitabilmente, la presenza di due o più opzioni. Spesso, invece, per queste persone la strada è l’unica opportunità.
Neoarrivati in Italia, vittime di un viaggio migratorio che spesso li turba e si fa capofila di un trauma che li segnerà per tutta la vita. Minori stranieri non accompagnati che sognano un Occidente ricco di opportunità, come assimilano dall’interpretazione distorta che i media internazionali forniscono.
Il consumo di sostanze psicoattive come droghe o alcol risulta problematico nel momento in cui questo diventa l’unica opzione possibile. Spesso attuato come mezzo di accettazione nel gruppo dei pari.
O sei come noi o stai fuori.
E quindi ci provi ad essere come loro. Ma sì dai, solo per questa volta. Poi smetto. Poi mi controllo. Magari è la mia occasione. Magari mi considerano uno di loro se lo faccio.
Interventi di "agopuntura sociale" assumono quindi un ruolo fondamentale. Agire capillarmente tramite la micro-progettazione sociale. Interventi mirati in aree territoriali fragili e a rischio peggioramento del danno.
Chi vive situazioni di fragilità spesso fatica a chiedere aiuto. Azioni mirate alla rigenerazione e capacitazione sociale hanno il fine di agire su chi vive ai margini del tessuto sociale, attraverso attività educative, ascolto attivo e orientamento ai servizi. Il lavoro sociale di comunità si fa promotore dell’agire consapevole: professionisti che operano sul campo, in strada.
Presidi come le Unità di Strada sono fondamentali per individuare il problema, monitorare uno specifico territorio e progettare interventi finalizzati ad aiutare - tra i vari target possibili - giovani adolescenti con dipendenze patologiche da sostanze psicoattive.
Sovente la prevenzione e riduzione del danno, attraverso distribuzione di materiale informativo e tramite la costruzione di un dialogo sinergico e bidirezionale con la persona, sono alla base dell’intervento. Ciò permette a chi chiede aiuto di riceverlo in modo efficace. La persona destinataria dell’intervento, infatti, sceglie di farsi aiutare.
E poi gli interventi nelle scuole, nei luoghi di aggregazione dove i ragazzi e le ragazze si identificano. Agire nei loro posti, mettersi alla loro altezza, andare dove sai che puoi trovarli.
C’è ancora un altro tema, la chiusura e la vergogna, la paura del pregiudizio e di non essere compresi. Tipico di quell’età direbbero molti. Tuttavia, il timore dell’incomprensione appartiene loro più di quanto pensiamo.
Forse è questo il punto zero. L’incipit del tunnel delle dipendenze. Figli incompresi e interruzione di ogni canale comunicativo familiare. È qui che il coinvolgimento dei servizi diventa punto focale. Percorsi sinergici e terapeutici familiari diventano assist per riacquisire l’omeostasi familiare.
Tra gli strumenti imprescindibili del tool kit del professionista c’è l’atteggiamento non giudicante, bensì improntato al reframing positivo della persona, mettendo in luce le sue risorse e capacità.
Laura Ronga
Assistente sociale
In occasione dell'Agorà 2026 "Adolescenti e giovani che consumano sostanze" la rivista Animazione Sociale ha avviato una raccolta di testi.
Se lavori con adolescenti e giovani che consumano sostanze, raccontaci la tua esperienza di lavoro
Ci interessa il tuo osservatorio, la tua visione, il tuo sapere.
Scrivi un breve testo, puoi partire da una o più di queste domande guida:
• Che significato riveste il consumo per ragazze e ragazzi?
• Quando e perché diventa problematico?
• Quali percorsi metti in campo?
• Come coinvolgi famiglie e scuola?
Invia il tuo contributo a animazionesociale@gruppoabele.org.
La rivista rilancerà sui suoi canali e ne parleremo insieme Venerdi 13 marzo 2026 a "Adolescenti e giovani che consumano sostanze"
Aspettiamo di leggere il tuo racconto.








