#Racconto/6 - Adolescenti e sostanze

La drug education che funziona

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Il consumo di droghe e alcol tra ragazze e ragazzi non può essere interpretato esclusivamente come un comportamento a rischio, ma va compreso come un fenomeno complesso, inserito nei processi di crescita, nelle dinamiche relazionali e nell’immaginario collettivo giovanile. Per molti adolescenti il consumo può rappresentare un’esperienza di esplorazione, un rito di passaggio, una modalità di appartenenza al gruppo dei pari o uno strumento per gestire emozioni difficili come ansia, noia o pressione sociale. Il significato che assume varia in base al contesto, all’età, alle risorse personali e alle norme del gruppo di riferimento. Per questo motivo è fondamentale superare un approccio giudicante o esclusivamente proibitivo e lavorare con i ragazzi, riconoscendoli come soggetti competenti e protagonisti dei propri processi decisionali.

Il consumo diventa problematicoquando perde il carattere di occasionalità e diventa abituale o compulsivo, quando rappresenta l’unica strategia di regolazione emotiva, quando compromette la salute, le relazioni, il percorso scolastico o il benessere psicologico, oppure quando espone a rischi elevati in assenza di consapevolezza e informazioni adeguate. Non è soltanto la sostanza in sé a determinare il problema, ma l’interazione tra persona, sostanza e contesto. In quest’ottica, la Drug Education non si limita a trasmettere informazioni sui rischi, ma mira a sviluppare consapevolezza, empowerment e life skills, affinché ciascuno possa riconoscere le situazioni potenzialmente pericolose e compiere scelte più sicure e orientate al proprio benessere.

Le azioni messe in campo dai vari progetti gestiti dalla cooperativa Il Cammino integrano dimensioni educative, sociali e cliniche. In ambito educativo si realizzano interventi nelle scuole, sia in momenti informali come le assemblee sia durante l’orario curricolare, utilizzando metodologie attive e partecipative quali role playing, quiz interattivi e spazi di confronto strutturati. Centrale è la peer education, che favorisce un cambiamento delle norme e dei significati condivisi all’interno del gruppo dei pari, rendendo il messaggio più credibile ed efficace. Vengono inoltre creati spazi sicuri di dialogo, come infopoint o strumenti anonimi per la raccolta di domande, in cui studenti e studentesse possano esprimere dubbi, curiosità ed esperienze senza timore di giudizio. Parallelamente si sviluppano interventi sociali attraverso attività di outreach nei luoghi di aggregazione spontanea, stand informativi in eventi e contesti del divertimento (notturno e non), e un lavoro sui social media volto a diffondere contenuti chiari e accessibili. Questo consente di intercettare anche chi non formula una richiesta esplicita, costruendo relazioni basate sulla prossimità e sulla fiducia. Quando emergono situazioni di maggiore fragilità, si attivano collaborazioni con i servizi territoriali, promuovendo una presa in carico integrata e non stigmatizzante, centrata sui bisogni della persona.

La scuola rappresenta un contesto privilegiato per questo tipo di intervento, in quanto luogo universale di crescita e confronto. È possibile attivare collaborazioni che prevedano co-progettazione degli interventi, formazione dei docenti, spazi strutturati di informazione e dialogo, sostenendo il mandato educativo dell’istituzione scolastica e supportando gli insegnanti nella gestione di un tema spesso percepito come complesso. Anche le famiglie possono essere coinvolte attraverso incontri informativi e momenti di confronto che rafforzino l’alleanza educativa tra scuola, servizi e genitori. L’obiettivo non è il controllo, ma la costruzione di un dialogo basato su ascolto, comprensione dei bisogni e riconoscimento precoce di eventuali segnali di difficoltà.

In sintesi, affrontare il tema del consumo di sostanze tra i giovani richiede un approccio integrato che unisca prevenzione, promozione della salute e riduzione del rischio e del danno, fondato su evidenze scientifiche e su una metodologia partecipativa. Mettere al centro ragazze e ragazzi, riconoscerli come risorse e coinvolgerli attivamente nella costruzione degli interventi significa favorire una cultura del dialogo e della responsabilità condivisa, in cui ciascuno possa diventare protagonista consapevole delle proprie scelte, orientandole al benessere personale e collettivo.

Il Cammino Cooperativa Sociale


In vista dell'Agorà 2026 "Adolescenti e giovani che consumano sostanze" la rivista Animazione Sociale ha avviato una raccolta di testi.

Se lavori con adolescenti e giovani che consumano sostanze, raccontaci la tua esperienza di lavoro
Ci interessa il tuo osservatorio, la tua visione, il tuo sapere.
Scrivi un breve testo, puoi partire da una o più di queste domande guida:

• Che significato riveste il consumo per ragazze e ragazzi?
• Quando e perché diventa problematico?
• Quali percorsi metti in campo?
• Come coinvolgi famiglie e scuola?

Invia il tuo contributo a animazionesociale@gruppoabele.org.
La rivista rilancerà sui suoi canali e ne parleremo insieme Venerdi 13 marzo 2026 a "Adolescenti e giovani che consumano sostanze"

Aspettiamo di leggere il tuo racconto.

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