La quarta edizione del Social Festival Comunità Educative, prevista a Torino dal 3 all’8 novembre 2025, nasce da una convinzione. Le nuove generazioni non sono «il futuro», ma sono il presente che lo costruisce. Perché crescere non è attendere di diventare adulti, ma è formarsi ad abitare il presente.
Il concetto che le nuove generazioni siano solo il futuro appare riduttivo, perché finisce per tenerle «in panchina», per un tempo indefinito, ad aspettare che venga il loro turno. Ma già oggi i giovani abitano questo tempo, e il loro sguardo e apporto sono da includere e valorizzare nel processo di quotidiana costruzione del mondo.
Se si condivide questa premessa, ne discende una visione di educazione e formazione come processi che abilitano a esserci attivamente nell’oggi. E diventa fondamentale che i luoghi dell’apprendere e dell’educare mettano bambine/i e adolescenti nelle condizioni di essere soggetti attivi, perché il futuro sempre più richiederà il loro protagonismo.
Le nuove generazioni non sono
«il futuro», ma sono il presente
che lo costruisce.
Del resto, quando si parla di «futuro», ci si riferisce sia al futuro delle giovani generazioni che a quello della società. I due futuri sono connessi: è un bisogno profondo della società sporgere sull’avvenire alzando la testa da un presente che propone una crisi dietro l’altra; così come è un bisogno profondo di ragazze e ragazzi capire di più di sé e del mondo, mettendosi alla prova, sperimentandosi nel reale. Se il futuro tante volte spaventa in adolescenza, è perché lo si percepisce come un tempo su cui non si ha presa. Se invece i percorsi educativi e scolastici abilitano a sentirsi protagonisti nell’oggi, tante ansie si sciolgono, tante strade si aprono.
Al centro del Social Festival 2025 ci sarà dunque la cura di un diritto formalmente non ancora riconosciuto: il diritto al futuro. Un diritto oggi calpestato, mortificato. Un diritto che può oggi prendere forma in un modo solo: investendo sui processi educativi e didattici e innovandone paradigmi e pratiche, in modo che emancipino, non solo istruiscano, promuovano cooperazione, non sottomissione, ricerca attiva, non assimilazione passiva, dialoghi, non monologhi.
Ci sono tante metodologie attive con cui si tratta di familiarizzare, per rendere la scuola e i luoghi dell’educare una fucina di sogni e un’officina di possibilità. Da sempre l’educazione è il ponte tra ciò che siamo oggi, come singoli e collettività, e ciò che possiamo diventare domani. Ma mai come oggi si configura come la via più potente per costruire insieme il diritto al futuro delle nuove generazioni e della società tutta.
editoriale ~ p. 1
Educare al futuro
#vignetta ~ p. 5
Un giorno tutto questo sarà tuo
by Mauro Biani
cura del futuro ~ p. 6
Capitalismo no grazie, prima che sia troppo tardi
Costruire alternative a un sistema sempre più feroce
Intervista a Marianna Lentini a cura di Gianfranco Presutti
mappe educative ~ p. 20
Comunità educante: un concetto a rischio di retorica?
Avvertenze per costruire patti educativi di comunità
di Pier Paolo Inserra
l’arte del colloquio ~ p. 28
«Per aiutarti ho bisogno che tu mi spieghi»
Strumenti per uscire dal punto di vista dell’operatore sociale
di Marco Tuggia
metodi ~ p. 43
Portiamo il teatro nei luoghi della formazione
Il potere formativo dei laboratori teatrali nell’esperienza della FIM
di Rosario Iaccarino
viaggi diari libri foto ~ pp. 54 / 64
- I servizi sanno stare nei desideri delle persone? Lorenzo Fronte
- L’educatore in ospedale pediatrico. Alice Marchese
- Domande alla luna testo di Giacomo Leopardi, copertina di Guido Scarabottolo
focus ~ pp. 65 / 96
Quando un educatore entra in casa d’altri
L’affiancamento educativo domiciliare: come si fa, con quali attenzioni e competenze
Testi a cura di Silvia Avalli, Elena Mauri, Paola Riboldi (Cooperativa sociale Comin di Milano)
• L’origine dell’Adm
• Violazione di domicilio?
• La famiglia, o meglio le famiglie
• Il territorio? Un collega di lavoro
• Il progetto educativo
• L’équipe, per non essere soli mai
• La competenza e il ruolo
• L’istituzione, la nostra cornice
• Il coordinamento, parte del setting
• L’apprendimento sul campo
• Le parole del lavoro domiciliare
• Abbracciare la complessità
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