Chiudiamo questo numero al termine del Social Festival Comunità Educative 2023 «Corpi in movimento, menti in evoluzione». Ancora una volta al centro la scuola, la più grande comunità organizzata del Paese, e le sue relazioni con il contesto.
Otto milioni di bambine/i e adolescenti, altrettante famiglie, quasi un milione di insegnanti ed educatori/trici. Che ogni giorno si incontrano per «sfregare e limare i loro cervelli l’uno contro l’altro». Così si incoraggia la riflessione e il desiderio di conoscenza, diceva già Montaigne. E poi servizi sociali ed educativi, associazioni culturali e sportive in dialogo quotidiano con la scuola. Una comunità immensa. La comunità educativa.
Al Social Festival l’abbiamo messa in scena. A partire da una domanda: «Come fare degli anni della scuola una grande avventura educativa e formativa?». Dai tre giorni (26-28 ottobre) a Torino usciamo confortati. Malgrado le difficoltà, la scuola è viva, una comunità educativa c’è. Ed è in movimento, tesa a capire come creare le migliori condizioni e i più adeguati setting di apprendimento a partire dalle conoscenze di cui ormai disponiamo.
Questo Paese è ricco di sperimentazioni sotto traccia. C’è una comunità di uomini e donne in ricerca, che con senso etico e atteggiamento pedagogico e scientifico accompagnano ogni giorno i percorsi di crescita. Inventandosi di tutto, uscendo dalle cornici, lavorando in team, dando anima e respiro a questa grande comunità organizzata che è la scuola e che è la città educativa.
Esce una narrazione che dà coraggio. I problemi non mancano: dalla dispersione scolastica al malessere di ragazze/i. Ma come diceva il poeta Hölderlin, richiamato nelle giornate del Festival, «là dove è il pericolo, cresce anche ciò che dà speranza». Speranza è il titolo di una filastrocca di Gianni Rodari, con la quale diamo, a tutte e tutti, appuntamento alla prossima edizione nell’autunno 2024:
Se io avessi una botteguccia fatta
di una sola stanza vorrei mettermi
a vendere sai cosa? La speranza.
«Speranza a buon mercato!».
Per un soldo ne darei ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.
editoriale ~ p. 1
La scuola, la più grande comunità organizzata
#vignetta ~ p. 5
Se non è umanitario, è disumanitario?
By Mauro Biani
#vivere ~ p. 6
Fare orto delle nostre vite
Coltivare consapevolezza, tenerezza, fiducia nell’umano
Incontro con Chandra Livia Candiani a cura di Ornella Obert
dov’è la nostra anima politica ~ p. 19
L’associarsi quotidiano del Terzo settore
Oltre il che cosa si fa, conta il come si agisce
di Sebastiano Citroni
educazione familiare ~ p. 31
Tornare al lavoro di Mary Poppins?
Quattro orientamenti per il servizio di educativa domiciliare e territoriale
di Marco Tuggia
viaggio/inchiesta ~ p. 40
Le reti sociali sono sempre da rigenerare
L’esperienza del centro sociale e culturale «La Colombina» di Casatenovo (Lc)
Intervista a Antonella Cuppari, Sara Pennati, Federico Pennati a cura di Animazione Sociale
diari degli operatori ~ pp. 53 / 60
* Il collega intelligente... ma artificiale! di Davide Pizzi
* Il bullismo è una dinamica, non un’etichetta di Ambra de Candido, Stefano Chicco, Annalisa Castellano, Paola Accadia
* Il principio della rana bollita testo di Noam Chomsky, immagine di Anna Camarlinghi
focus pp. ~ 61 / 96
La via dell’apprendimento esperienziale con le/gli adolescenti di oggi
Un metodo per cambiare il modo di educare e fare scuola
Testi di Miguel Belletti, Marco Lo Giudice, Michele Marmo, Ivana Paganotto, Piergiorgio Reggio
* L’esperienza è base privilegiata per l’apprendimento
Se il compito con ragazze/i è significare il quotidiano
* Animare processi di apprendimento esperienziale
Non c’è conoscenza senza partecipazione
* Toccare la vita emergendo trasformati
Il potenziale educativo dei laboratori con adolescenti
* Assecondare e sostenere l’accadere dell’apprendere
Come ripensare la pratica quotidiana dell’insegnamento
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