Siamo contenti di comunicare a lettrici e lettori che Animazione Sociale ha ottenuto dal Comune e dalla Città Metropolitana di Torino l’incarico di dare seguito al Social Festival Comunità Educative, la cui prima edizione - ricorderete - si era svolta nell’ottobre scorso con il titolo «Ci vuole una città per fare una scuola». Nel 2023 e nel 2024 si terranno rispettivamente la seconda e la terza edizione.
Nell’autunno 2023 la seconda
edizione per tenere aperto il
cantiere del futuro.
Punto d’avvio della prima edizione (co-promossa anche dalla Compagnia di San Paolo) è stato il riconoscimento della scuola come il grande bene comune di una città. La scuola come il cantiere educativo e formativo dove una città si prende cura del proprio futuro accompagnando la crescita di chi quel futuro sarà chiamato ad abitare: le nuove generazioni. La scuola dunque come laboratorio di cittadinanze, luogo di riequilibrio di disuguaglianze, terreno di fioritura di capacità.
Ma una scuola – era il secondo passaggio della scorsa edizione – senza la città non ce la fa. Per essere luogo di crescita inclusiva, la scuola ha bisogno della sua città: delle sue politiche, delle sue energie civiche, associative, sportive, culturali, artistiche, economiche...
Si delinea così un orizzonte di lavoro per cui vale la pena mettersi tutte e tutti al lavoro: fare della città, di ogni città, una comunità educativa. Ossia un luogo dove la scuola, i servizi educativi, culturali, di partecipazione, sociali e sanitari, del pubblico e del privato sociale, insieme con le reti della società civile, tessono alleanze educative investendo sul bene più prezioso: i percorsi di crescita di bambine/i e ragazze/i.
Come la prima edizione, anche la prossima si terrà in autunno. Ci saranno plenarie in cui si articoleranno i cardini della «città educativa»: un’idea di città (che ha avuto in Torino una, se non la, sua culla negli anni '70) in cui mestieri e professioni, attività economiche e artigianato, servizi e istituzioni culturali offrono alle scuole occasioni di apprendimento che consentano di agganciare lo studio alla vita e di crescere come cittadine/i. Nella prospettiva di animare il tessuto urbano non mancheranno poi seminari, laboratori immersivi, worhshop esperienziali, momenti conviviali...
Il cantiere è aperto, ora inizia la co-progettazione dei contenuti e del programma.
editoriale
Verso il Social Festival Comunità Educative/2
#vignetta
Il messaggio è la bottiglia
by Mauro Biani
#quotidianità
L’esperienza da cui impariamo ogni giorno
L’apprendimento esperienziale, chiave di ogni processo educativo e formativo
Conversazione tra Piergiorgio Reggio e Paolo Jedlowski
una sfida collettiva
Arginare l’esodo dalla professione educativa
Documento base dell’Agorà delle educatrici e degli educatori (25-27 maggio 2023)
a cura di Animazione Sociale
orizzonti di welfare
Oltre il silenzio politico del Terzo settore
Come tornare a essere forza emancipatoria nella società di oggi?
di Luca Negrogno
cura del convivere
Riconoscere la generatività delle reti informali
Se lo sviluppo di una comunità passa dall’apporto di reti e gruppi sociali
di Franco Floris
attivare reti
Quando un servizio sociale è di comunità?
Appunti per radicare nei territori il lavoro sociale professionale
di Norma Gigliotti
viaggi diari libri foto
• La formazione che serve al volontariato di Fabio Casna
• Cosa fare davanti all’ennesima anta divelta? di Giulia Corvi
• Il gioco è l’inizio di un mondo migliore testo di di Alberto Pellai, Laura Pomari, Barbara Tamborini, Marta Rizzi, immagine di Yaopey Yong
focus
Come collaborare per co-produrre il welfare locale?
Idee e percorsi intorno a co-programmazione e co-progettazione
Testi di Nicola Basile, Raffaella Sirtori, Francesca Viganò, Franca Olivetti Manoukian, Dario Rei
• Co-programmare e co-progettare in mezzo ai problemi I fili da tessere tra agire politico e agire tecnico
• Che cosa implica collaborare nel welfare locale? La scelta di affrontare insieme problemi complessi
• Quale idea di welfare sta emergendo? Questioni critiche su cui confrontarsi
Da sempre Animazione Sociale mantiene l'abbonamento a un prezzo ridotto, grazie al sostegno delle lettrici e dei lettori e del Gruppo Abele che ne è l'editore. Una scelta per favorire l'accesso di tutti alla formazione, risorsa vitale per lavorare nel sociale.
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