Animazione Sociale

nr 355

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Editoriale

I confini porosi tra scuola e città

Dal 20 al 22 ottobre Animazione Sociale sarà partner di un grande appuntamento dedicato alla scuola «laboratorio di sviluppo della città». A questo evento, promosso dal Comune di Torino (Assessorato alle politiche educative e dell’istruzione e V Commissione) e dalla Città Metropolitana di Torino, abbiamo dedicato lo scorso editoriale, consapevoli della centralità della scuola nel sistema educativo di una città.

Ci ritorniamo perché nel frattempo i preparativi stanno andando avanti. In particolare il 6 luglio scorso una grande assemblea cittadina si è ritrovata per iniziare a convergere su una visione di scuola-in-rapporto-con-il-contesto.

La scuola - si è detto - in un sistema democratico ha il compito di formare cittadine/i, ossia abitanti della città capaci di contribuire al suo sviluppo (civile, sociale, economico, culturale, ambientale), non meno che al fronteggiamento dei molti problemi in cui le città oggi si dibattono. Ma alla scuola per formare cittadine/i serve l’apporto di altri attori locali: come potrebbe mai farcela da sola? Sarebbe attribuirle un «compito impossibile».

La scuola ha il compito di 
formare abitanti della città. 

Nel dibattito sempre vivo sulla scuola - si è anche riconosciuto - alla scuola vengono assegnati mandati - dalla riduzione delle disuguaglianze all’integrazione delle culture - tra cui quello di supplire alla fragilità educativa di molte famiglie e alle carenze di molte politiche urbane. Ma queste attese non sono per la scuola una delega insostenibile, al punto che poi la scuola finisce per reagire alle pressioni che avverte su di sé, circoscrivendo il proprio compito al mero trasmettere nozioni e verificarne l’apprendimento? Non è in questi termini che può essere scritto il rapporto scuola-città.

Il rapporto scuola-territorio va dunque oggi ripensato. Anche forse trovando un’altra espressione, perché quando si parla di scuola-territorio, sottolineando la necessità di tessere alleanze educative, non si sta riproponendo implicitamente una rappresentazione che vede la scuola come altro rispetto al suo contesto? Non sarebbe meglio parlare della scuola come uno dei sottosistemi (certo tra i più importanti) della città, chiamato a interagire con altri sottosistemi per fornire il prodotto più atteso per il futuro della convivenza: la formazione di cittadine/i dell’oggi?

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Indice del numero

editoriale
I confini porosi tra scuola e città

#vignetta
Non esiste la Marmolada
by Mauro Biani

professioni educative
Se educare è stare nel travaglio della realtà
La «vita come app» sta mettendo in crisi la desiderabilità del lavoro educativo?
intervista a Antonia Chiara Scardicchio a cura di Franco Floris

#giustiziasociale
L'operatore sociale come Antigone?

Quando il governo della città non costruisce giustizia
di Livio Pepino

sguardi
EDUCATORI SENZA FUTURO? UN FUTURO SENZA EDUCATORI? 

a cura di Animazione Sociale
* Educatori: senso e prospettive di una professione necessaria
di Piergiorgio Reggio

#prossimità
Servizi di prossimità alla grave emarginazione

Il diritto a non essere lasciati soli
di Leopoldo Grosso

arte del riuso 
Elogio delle forme mutevoli
Laboratori educativi con materiali destrutturati 
di Alberto Panciroli

#felicità urbana
Fare della speranza un progetto politico
Il fertile approccio di pensare possibile l’impossibile
di Benedetto Saraceno

viaggi diari libri foto
* Hackerare i capitolati sull'educatore scolastico?
di Andrea Marchesi
Lo tsunami umano in fuga dall'Ucraina
di Luca Fossarello, Camilla Zampini, Brigitta Pia Alioto
La terra è un paradiso
testi di Jorge Luis Borges, immagine di Denis Doukhan

focus
L'IMMAGINAZIONE AL LAVORO PER REINVENTARSI CASA DI RIPOSO
A cura di Ennio Ripamonti
 * L’organizzazione al bivio tra «deposito» e «serra»  Non subordinarsi a criteri di efficienza e sicurezza
 * Apprendere decostruendo stereotipi diffusi   Formarsi insieme di esperienza in esperienza
 * Resistere ogni giorno a logiche di potere   La sottrazione all’assistenzialismo e alla contenzione
 * Una comunità di professionisti motivati e capaci   Una governance collettiva a servizio degli anziani

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