Editoriale
Nei mille e mille servizi di welfare locali sta crescendo l’esigenza di professionisti sociali ed educativi «di comunità», capaci di lavorare con le reti di prossimità, di valorizzare le risorse dei territori, di interagire con professionalità con i non professionals, con le disponibilità dei contesti, con il potenziale dei luoghi.
Il welfare genera futuro
se alimenta risorse e fiducie.
Il profilo di questo professionista è stato al centro della due giorni «Servizi del welfare & reti di prossimità. In cerca di un metodo di lavoro con le risorse comunitarie» (26-27 maggio), primo grande evento del 2022 che la rivista ha realizzato con il sostegno del Comune di Cervia, sede dal 2013 di un interessante progetto denominato «Welfare dell’Aggancio», che come avrà toccato con mano chi ha partecipato al Convegno è la storia di un’aspirazione: diventare una comunità che si prende cura di sé.
Il welfare con i suoi servizi (pubblici e di Terzo settore) ? lo abbiamo compreso in questi anni, tanto più facendo l’esperienza della pandemia (per come l’abbiamo vista abbattersi sui territori) ? è generativo nella misura in cui valorizza le risorse comunitarie di gruppi e singoli (parrucchiere, bancari, amministratori di condominio, edicolanti, panettieri e altri attori territoriali) chiamandoli a diventare protagonisti di un progetto politico-culturale di comunità.
E' generativo nella misura in cui chiede ai professionisti del welfare sanitari e sociali di allearsi per elaborare insieme dati, analisi, riflessioni e sperimentazioni, da proporre ai soggetti decisori di politiche. è generativo nella misura in cui propone ai singoli di uscire nelle piazze, alle associazioni di aprirsi e alle istituzioni di ascoltare. è generativo nella misura in cui organizza spazi di incontri formali e informali (feste, cene, teatro...) perché da essi scaturisca il desiderio profondo di cose in comune, di parole in comune, di una città in comune....
In questo welfare che sa di futuro, pur allungando le radici in pratiche che ereditiamo dal passato, prende forma un progetto di città per cui è bello lavorare. Alla base due opzioni: la scommessa che i territori siano luoghi di solidarietà, non solo di problemi. E una fiducia nell’umano che malgrado tutto non può venir meno, pena la caduta nell’insignificanza.
editoriale
In un welfare generativo di futuro
#vignetta
Quanti buchi neri nella galassia?
by Mauro Biani
per un lessico
Uguaglianza, la parola più bella
Pensare il welfare nella prospettiva dell’uguaglianza
intervista a Elena Granaglia a cura di Roberto Camarlinghi
domande
Dove sarà il Terzo settore nel futuro?
Tornare all’azione politica per uscire dall’auto-centratura
di Nicola Basile e Giuseppe Imbrogno
sguardi
Educatori professionali cercasi
a cura di Franco Floris
* La «strana» carenza di educatori ed educatrici, di Sergio Tramma
* Che bel mestiere fare l’educatore, di Willy Mazzer, Silvia Schiavo
* Aprire una battaglia politica un filo più ampia, di Christian Sarno
cura è dignità
L’arte di non legare le persone
Superare la contenzione nei servizi della salute mentale
di Giovanna Del Giudice
viaggi diari libri foto
* Educatori: fuga dalla professione?
di Francesco Cerrato
* Educare con adolescenti che non perdono di vista il cellulare
di Tarcisio Plebani
* Il primo profumo di fiore accende la nuova stagione
testi di Vincenzo Riccio, immagine di Laura Carletti
focus
Mettere in campo un pensiero di cura verso le/gli adolescenti
A cura di Valeria Carli, Marcello Manea, Nicole Cortiana, Claudia Faccin, Elisabetta Pomi, Davide Toffanin
* Cosa vuol dire ragionare oggi di prevenzione? Sintonizzarsi con questa generazione di adolescenti
* Come potenziare la capacità educativa di una scuola Oltre ogni delega ai cosiddetti esperti
* Sperimentarsi a contatto con le cose del mondo «Esperienze forti»: un progetto educativo territoriale
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