Animazione Sociale

nr 351

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Editoriale

Il 2022, l’anno della Costituente.

Un’idea che si è affacciata nel primo lockdown, quando le routine furono sconvolte e si aprì una potente fase inventiva.

In quei giorni nulla fu come prima. Il tempo ordinario si fermò, l’inedito irruppe nella storia, quella con la S maiuscola, ma anche le nostre tante piccole storie di persone, professionisti, servizi, comunità.

Una poesia si incaricò di dar voce allo sgomento che diventava consapevolezza: «Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti / ch’era troppo furioso / il nostro fare. (…) Ci dovevamo fermare / e non ci riuscivamo. / Andava fatto insieme. / Rallentare la corsa. / Ma non ci riuscivamo» (Mariangela Gualtieri, Nove marzo duemilaventi).

Da quel marzo 2020 questa
è la ricerca della rivista:
sostenere una nuova fase.

L’impatto della pandemia aprì una fase istituente in tante prassi lavorative irrigidite da anni. Ci si autorizzava a inventare. Si sentiva la forza dei legami, l’appartenenza a un territorio. Si ragionava per priorità sospendendo protocolli. Si riscopriva il senso della professione, perché cura e aiuto erano le parole centrali dell’emergenza. Si rompevano le gabbie dei ruoli tra «operatori» e «utenti» nel percepirsi tutti vulnerabili, medesima comunità di destino…

Quel tempo è stato un tempo di disvelamenti. Nello squarcio della routine siamo riusciti a guardare oltre la superficie. E a capire cose che prima magari solo intuivamo. E tante volte ci siamo detti che sono lezioni da non disperdere, ma da portare con noi nel nostro modo di lavorare futuro. Lo abbiamo detto convintamente («dopo nulla sarà come prima») confidando nel legame che spesso intercorre tra trauma collettivo e cambiamento.

Poi però passano i mesi e gli anni e ci accorgiamo che quel compito rischia di sfuggirci tra le mani. Per la rivista la Costituente del lavoro sociale, educativo, di cura ha allora questo significato: non sprecare ciò che è stato, ma sedimentarne gli apprendimenti. Far sì che non sia una esperienza episodica, ma trasformativa. Che si apra una fase nuova per professioni e servizi.

Da quel marzo 2020 questa è diventata la ricerca. Una ricerca che si è articolata in seminari, convegni e numeri, tra cui questo, il nr. 351. Buona lettura.

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Indice del numero

editoriale
L’anno della Costituente 

#vignetta
E’ proprio questo il fiore

by Mauro Biani

il senso del lavoro
Cosa ci faccio, io professionista, nel servizio?

Pensarsi musicisti in un’orchestra sinfonica
intervista a Franca Olivetti Manoukian a cura di Animazione Sociale

inserimenti lavorativi
Il lavoro è ancora fattore di inclusione delle persone fragili?

Questioni aperte nelle politiche e nelle organizzazioni
di Flaviano Zandonai, Giacomo Libardi, Giuseppina Valenti

sguardi
Dov’è oggi l’anima politica delle nostre professioni?

a cura di Animazione Sociale
* Se la nostra debolezza è la nostra forza,  di Anna Biffi
E’ tempo di ibridare gli sguardi professionali,  di Marco Lo Giudice

r-esistere adolescenti
Imparare insieme da YouTube?

Linguaggi&tecniche/8: il lavoro riflessivo attraverso i video preferiti dai ragazzi
di Davide Fant

viaggi diari libri foto
Accumulatori seriali in case da incubo 
di Giovanni Armando Costa 
Con Davide ho imparato a stare nel ritmo di ogni storia 
di Elena Bragazzi 
Un po’ di mindfulness nel servizio sociale
di Rosita Mazzi e Anna Corsi 
Danzare è pensare con il corpo 
testi di J.-L. Barrault e Mats Ek, immagine di Hulki Okan Tabak

focus
Lavorare in ottica di comunità

A cura di Roberto Camarlinghi, Francesco d’Angella, Franco Floris
Perché lavorare in ottica di comunità? Cinque ragioni per un lavoro territoriale 
Che cosa implica lavorare con quest’ottica? Un decalogo senza pretese di esaustività 
E’ tempo di superare alcune resistenze Per una maggiore adozione di questa ottica di lavoro 
Nella comunità respira la nostra anima politica Professioni a servizio di un’idea di polis

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Da oltre 30 anni Animazione Sociale mantiene l'abbonamento a un prezzo ridotto, grazie al sostegno delle lettrici e dei lettori e del Gruppo Abele che ne è l'editore. Una scelta per favorire l'accesso di tutti alla formazione, risorsa vitale per lavorare nel sociale.

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