Animazione Sociale

nr 349

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Editoriale

L’anima politica del lavoro sociale

Tre giorni per riscoprire la matrice politica del lavoro sociale, educativo, di cura. Dal 16 al 18 dicembre 2021, la rivista convoca a Torino i mondi dei servizi e delle professioni per scrivere insieme un vocabolario politico dell’agire sociale.

Ogni servizio e professione che si muova nella cornice del welfare ha un’anima politica. Necessariamente. Perché è nato, è stato ideato e viene promosso per tutelare i diritti di cittadinanza (più radicalmente i diritti umani, dato che non tutte le persone destinatarie di aiuto sono cittadine in senso legale).

Potrebbe esistere l’assistente
sociale in una società non
democratica? O l’educatore?

In questi anni questa matrice l’abbiamo un po’ dimenticata. Sono prevalsi i codici della tecnica, il linguaggio delle prestazioni. Ci siamo un po’ scostati dalla nostra anima più vera. Ora è tempo di riscoprirla: per contare nella costruzione delle politiche locali, far rifiorire motivazioni affievolite, esserci con più consapevolezza e coraggio in questo tempo difficile.

Nel 2014 l’Associazione Internazionale delle Scuole di Lavoro Sociale (Iassw-aiets) ha sintetizzato così i  «principi» del social work:  «Promuovere e sostenere i diritti umani e la giustizia sociale è la motivazione e la giustificazione (essenziale) del servizio sociale».

Ma ogni professione educativa, psicologica, sociosanitaria, sanitaria, è figlia di un’antropologia democratica, di una visione delle relazioni sociali improntata su un’idea di giustizia. Potrebbe esistere l’assistente sociale in una società non democratica? O l’educatore? O lo psicologo? Potrebbero esistere, sì, ma che assistente sociale, che educatore, che psicologo sarebbero? Per cosa lavorerebbero, per quale idea di uomo e donna e di società?

Riscoprire l’anima politica del lavoro sociale oggi non è semplice. La parola «politica» ha troppe incrostazioni, è stata sporcata in questi anni e le persone non la sentono più come una parola importante, promettente. Serve allora riscrivere insieme le parole della politica. Parole capaci di aprire orizzonti, tracciare rotte, incoraggiare sperimentazioni. Per questo sottotitolo dell’appuntamento di dicembre è «Per una costituente delle parole».

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Indice del numero

editoriale
L’anima politica del lavoro sociale

#vignetta
Ma i grandi della terra senza la terra?

by Mauro Biani

una bella storia
Lezione sui diritti

Un cammino di civiltà mai concluso
intervista a Chiara Saraceno a cura di Animazione Sociale

interrogativi e prospettive
Un territorio respira con le sue reti

Organizzazioni e operatori per quale vita nella comunità?
a cura di Chiara Badino, Massimiliana Peis, Viola Poggi

vita della scuola
Costruire ponti dove dialogano i mondi educativi

Uno sportello educativo a scuola
di Sofia Vineis

il respiro della vita
Gente in cammino in un servizio di salute mentale

I benefici del camminare
di Umberto Maiocchi

contaminazioni professionali 
L’arte di stare sulla scena educativa

Perché un buon educatore è come un bravo attore
di Samuel Maverick Zucchiati

viaggi diari libri foto
Reinventarsi paese attraverso la memoria popolare
  di Maurizia Bordin
*| Interessa a qualcuno che Montedinove viva?
 
 di Giovanni Teneggi
Sette ingredienti per diventare comunità educante
 
 di Davide Boniforti
Non insegnate al fiore come sbocciare
 
 di Elena Aldi
Il budget di salute tra ottimismo e ideologia
 
 di Giovanna Procopio
La mongolfiera
 
 testo di Mario Lodi, immagine di Laura Carletti

focus
L’energia vitale della cooperativa di comunità

A cura di Carlo Andorlini, Fabio Rossi, Luca Seghedoni

* Uno spettacolo riaccende la speranze di un paese A Monticchiello una delle prime cooperative di comunità
Cosa è in gioco in una cooperativa di comunità Questioni aperte per confrontarsi sugli elementi costitutivi
Il compito di ricucire le risorse locali Se il futuro passa da cooperative di comunità
Quali istituzioni sono risorse di comunità? Per una politica del circolo virtuoso del cooperare

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