Animazione Sociale

nr 344

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editoriale

Creatività applicata alla convivenza

Il riscontro ottenuto da «Creatori di storie e di speranze. I linguaggi della creatività» (25-27 marzo scorso), la tre giorni online promossa dalla rivista grazie al sostegno del Comune di Ravenna, rilancia la creatività come parola chiave per aprire le porte del futuro.

Creatività è parola chiave per
aprire le porte di un futuro
più equo e sostenibile.

Creatività intesa non come gesto originale fine a se stesso, ma come forma di intelligenza applicata ai problemi della convivenza. Dunque come possibilità concreta di progredire verso assetti maggiormente tutelanti e favorenti le vite individuali e la vita collettiva.

Se infatti l’intelligenza si può definire come la capacità di trovare risposte valide ai problemi, la creatività è la dimensione che più permette di sviluppare questa capacità. Perché comporta curiosità e ricerca, ascolto e dialogo, esplorazione di possibilità alternative, sperimentazione di soluzioni inedite. Non per nulla Gianni Rodari amava dire: «Sviluppiamo la creatività di tutti, perché il mondo cambi».

La creatività chiede di uscire dai ruoli, di sconfinare, con coraggio. Franco Basaglia, uno dei più straordinari interpreti della creatività applicata alla convivenza, ammoniva: «Fino a quando io non sono che lo psichiatra, lui non può essere altro che un matto» (troverete questa frase nel «Focus» di questo numero, dedicato da Franco Santamaria alla figura dell’educatore, o meglio all’arte di educare).

Creatività è una parola che molto ha a che fare con generatività. E a sua volta generatività – ci ricorda Mario Pollo nella (bellissima) intervista d’apertura – ha a che fare con animazione, al punto che «non è animazione se non è generativa» L’animazione sociale e culturale è sempre pratica «critica, creativa, politica». Se si chiude «in una ludicità evasiva, come avviene in certi contesti chiamati “di animazione”, è fuorviante, è ingannevole».

Creare, generare, animare: tre verbi che rimandano alla necessità, e dunque alla capacità, di allestire le condizioni – Pollo le definisce «climatiche» – per cui la vita, ogni vita, possa svilupparsi in pienezza insieme alle vite degli altri, e a quella della comunità.

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Indice del numero

editoriale
Creatività applicata alla convivenza

#vignetta
– soli + ius soli

by Mauro Biani

costruire futuro
Non è animazione se non è generativa

Prendere parte da adulti al fermento nel mondo attuale
i
ntervista a Mario Pollo a cura di Franco Floris

zone di confine creative
Nella «buffer zone» delle politiche giovanili

Con i giovani, fuori dai luoghi comuni
di Alessandro Belotti, Andrea Marchesi

ritornare nei territori
Costruire il post accoglienza

Una sfida per chi ospita persone in situazione di fragilità
a cura di Michela Tintori

oltre il senso comune
Lo sguardo professionale sui problemi

Come non assuefarsi al senso comune
di Davide Pizzi

comunità per minori
A servizio del ricomporre legami familiari

Il quotidiano apprendere a relazionarsi con famiglie in difficoltà
di Francesco Cerrato

viaggi diari libri foto
* Famiglie che aiutano famiglie
 
  di Antenne di comunità 
* Donne migranti che imparano il napoletano

   di Ada Boffa 
* La stagione del risveglio e del ricominciamento, 
  testo di Marco Belpoliti, immagine di Laura Carletti

focus
Farsi educatori con ragazze e ragazzi nell’apprendere da «cose concrete»

di Franco Santamaria
? Un continuo connettere i mondi dei ragazzi
? Un setting dove portare fatiche e conquiste
? Atteggiamenti dell’educatore nell’apprendere per esperienza
? Non si cresce educatori senza uno sguardo introspettivo

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