editoriale
Il riscontro ottenuto da «Creatori di storie e di speranze. I linguaggi della creatività» (25-27 marzo scorso), la tre giorni online promossa dalla rivista grazie al sostegno del Comune di Ravenna, rilancia la creatività come parola chiave per aprire le porte del futuro.
Creatività è parola chiave per
aprire le porte di un futuro
più equo e sostenibile.
Creatività intesa non come gesto originale fine a se stesso, ma come forma di intelligenza applicata ai problemi della convivenza. Dunque come possibilità concreta di progredire verso assetti maggiormente tutelanti e favorenti le vite individuali e la vita collettiva.
Se infatti l’intelligenza si può definire come la capacità di trovare risposte valide ai problemi, la creatività è la dimensione che più permette di sviluppare questa capacità. Perché comporta curiosità e ricerca, ascolto e dialogo, esplorazione di possibilità alternative, sperimentazione di soluzioni inedite. Non per nulla Gianni Rodari amava dire: «Sviluppiamo la creatività di tutti, perché il mondo cambi».
La creatività chiede di uscire dai ruoli, di sconfinare, con coraggio. Franco Basaglia, uno dei più straordinari interpreti della creatività applicata alla convivenza, ammoniva: «Fino a quando io non sono che lo psichiatra, lui non può essere altro che un matto» (troverete questa frase nel «Focus» di questo numero, dedicato da Franco Santamaria alla figura dell’educatore, o meglio all’arte di educare).
Creatività è una parola che molto ha a che fare con generatività. E a sua volta generatività – ci ricorda Mario Pollo nella (bellissima) intervista d’apertura – ha a che fare con animazione, al punto che «non è animazione se non è generativa» L’animazione sociale e culturale è sempre pratica «critica, creativa, politica». Se si chiude «in una ludicità evasiva, come avviene in certi contesti chiamati “di animazione”, è fuorviante, è ingannevole».
Creare, generare, animare: tre verbi che rimandano alla necessità, e dunque alla capacità, di allestire le condizioni – Pollo le definisce «climatiche» – per cui la vita, ogni vita, possa svilupparsi in pienezza insieme alle vite degli altri, e a quella della comunità.
editoriale
Creatività applicata alla convivenza
#vignetta
– soli + ius soli
by Mauro Biani
costruire futuro
Non è animazione se non è generativa
Prendere parte da adulti al fermento nel mondo attuale
intervista a Mario Pollo a cura di Franco Floris
zone di confine creative
Nella «buffer zone» delle politiche giovanili
Con i giovani, fuori dai luoghi comuni
di Alessandro Belotti, Andrea Marchesi
ritornare nei territori
Costruire il post accoglienza
Una sfida per chi ospita persone in situazione di fragilità
a cura di Michela Tintori
oltre il senso comune
Lo sguardo professionale sui problemi
Come non assuefarsi al senso comune
di Davide Pizzi
comunità per minori
A servizio del ricomporre legami familiari
Il quotidiano apprendere a relazionarsi con famiglie in difficoltà
di Francesco Cerrato
viaggi diari libri foto
* Famiglie che aiutano famiglie
di Antenne di comunità
* Donne migranti che imparano il napoletano
di Ada Boffa
* La stagione del risveglio e del ricominciamento,
testo di Marco Belpoliti, immagine di Laura Carletti
focus
Farsi educatori con ragazze e ragazzi nell’apprendere da «cose concrete»
di Franco Santamaria
? Un continuo connettere i mondi dei ragazzi
? Un setting dove portare fatiche e conquiste
? Atteggiamenti dell’educatore nell’apprendere per esperienza
? Non si cresce educatori senza uno sguardo introspettivo
Da sempre Animazione Sociale mantiene l'abbonamento a un prezzo ridotto, grazie al sostegno delle lettrici e dei lettori e del Gruppo Abele che ne è l'editore. Una scelta per favorire l'accesso di tutti alla formazione, risorsa vitale per lavorare nel sociale.
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