editoriale
Esistere è creare, nella creatività è custodita l’essenza dell’umano. Anche resistere è creare; come si è capito in questi mesi, resilienza non è solo la capacità di assorbire un colpo, ma anche la capacità di rispondere al trauma in maniera trasformativa. Non a caso nel lessico della pandemia si è diffusa l’espressione resilienza trasformativa.
La creatività è una questione
di sguardo. Il mondo ci appare
come noi lo guardiamo.
Mai come oggi, è il caso di dire, siamo spinti a essere creativi. Da più parti si rimarca infatti come non si tratti di ripristinare il passato, ma di re-immaginare nuovi modi di vivere, lavorare, produrre, consumare. Le sfide del tempo – serie e gravi – chiedono uomini e donne capaci di leggerezza, che come diceva Italo Calvino «non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto». Esigono grammatiche in grado di animare il senso della possibilità, che come diceva Robert Musil è «la capacità di pensare tutto quello che potrebbe essere, e di non dare maggior importanza a quello che è, che a quello che non è».
La sfida della creatività interroga in particolare quanti si occupano di educazione, cura, assistenza, aiuto, insegnamento: sappiamo costruire relazioni capaci di intravedere evoluzioni possibili, nelle storie delle persone o nella vita di un quartiere?
La creatività, ci ricorda l’epistemologia, è anzitutto una questione di sguardo: «Presta attenzione a come guardi il mondo, perché il mondo sarà come tu lo guardi». Per questo è cruciale aver cura del proprio filtro di lettura, in modo che sia un filtro creativo, capace di scorgere un verso promettente alle storie anziché irrigidirle in definizioni oggettivanti.
Creatività, diceva Gianni Rodari, è sinonimo di pensiero divergente. È creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli. «Sviluppiamo la creatività di tutti, perché il mondo cambi» era il suo invito, quanto mai attuale.
La creatività sarà un filo rosso di quest’anno. Prima tappa il 26-27 marzo.
editoriale
I tempi chiedono approcci creativi
#vignetta
Il Paese che vogliamo
by Sergio Staino
città del noi
Abilitiamo i quartieri alla democrazia
Un lessico per disegnare una città diversa
intervista a Benedetto Saraceno a cura di Animazione Sociale
stagioni del vivere
Invecchiare in un declinare «crescendo»
Meditazioni sulla vecchiaia
di Duccio Demetrio
contro l’indifferenza
Noi e gli anziani non autosufficienti
Umanizzare la vecchiaia per ripensare i servizi
di Antonio Censi
r-esistere adolescenti
Fare poesia nel lavoro con gli adolescenti
Linguaggi&tecniche/5: esercizi di scrittura poetica
di Davide Fant
resilienze trasformative
Finalmente Favour può sognare il suo sogno
Un laboratorio con donne vittime di tratta
di Luca Rondi
viaggi diari libri foto
* In bici per una nuova visione del vivere in città
di Carlo Venegoni
* Dalla pandemia emerge un nuovo volontariato
di Antonio Porretta
* Animare laboratori di educazione finanziaria
di Monica Cellini, Chiara Dallavalle e Barbara Aiolfi
* Educare i bambini al sacro
testo di Raffaele Mantegazza, immagine di Laura Carletti
focus
Le cooperative sociali come stanno cercando la loro sostenibilità?
di Francesco d’Angella, Claudia Marabini, Monica De Luca, Felice Addario
* Le strade che portano al futuro
* Prima strada: la cura dell’organizzazione
* Seconda strada: la cura dei conti e delle strategie
* Terza strada: la cura del network
* Il futuro è una questione di conoscenza
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