Animazione Sociale

nr 342

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editoriale

Il cinquantesimo anno della rivista

 

Nel 1971, a Milano, intorno alla figura di un grande salesiano, don Aldo Ellena, nasceva Animazione Sociale. La redazione era composta da figure appartenenti a varie discipline, accomunate dal desiderio di contribuire a migliorare la società cui appartenevano. Dal solo esser parte si voleva prender parte.

Dal 1971 Animazione Sociale,
ha a cuore il metodo e
i processi di lavoro.

In quell’atto fondativo era contenuto il dna di una rivista (poi affidata da Ellena al Gruppo Abele nel 1988) che nel tempo ha cercato di tenere fede all’intento iniziale: animare il sociale inteso come quella dimensione costitutiva della vita delle persone e dei soggetti sociali, nella quale ognuno è chiamato a dare e a ricevere, contribuendo a generare una dinamica evolutiva che allarga i perimetri della cittadinanza per tutti, specie per chi in quella cittadinanza fatica ad accedere o è a rischio di fuoriuscirne.

Così anche l’interdisciplinarietà  costituisce una matrice storica della proposta di Animazione Sociale: per affrontare problemi complessi come quelli con cui siamo alle prese servono tutti i saperi, e serve il sapere di tutti, non ultimo quello delle persone con le quali lavoriamo, per quanto immerse, talora travolte, dalle fatiche del vivere.

Nel 2021 la rivista attraverserà il suo cinquantesimo anno (il primo numero uscì a novembre). Intende farlo posizionandosi nel luogo che più le è proprio: quello dei processi e del metodo di lavoro. Perché Animazione Sociale è e resta una rivista che ha l’ambizione di aiutare gli operatori sociali a lavorare meglio.

Un’ambizione resa possibile dal fatto che chi scrive sulla rivista è spesso chi quel metodo e quei processi ha sperimentato in prima persona con la propria équipe di lavoro. E desidera condividere le sue scoperte, le sue intuizioni, i suoi dubbi, con la comunità più vasta dei professionisti e cittadini attivi che ha in Animazione Sociale il suo punto rete.

50 anni quindi. Un anno da pensare insieme, da costruire insieme. Che sia un buon anno di lavoro.

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Indice del numero

editoriale
Il cinquantesimo anno della rivista

#vignetta
Guerra di civiltà

by Mauro Biani

territori in ricerca
Di quali colori ci vestiremo?

Leggere nel presente i segnali di futuro per tutti
conversazione tra Ugo Morelli e Alberto Felice De Toni

il tempo che ci aspetta
Mai come oggi il futuro è l’altro

Ricreare nei territori fiducie, prossimità, cooperazioni
di Roberto Camarlinghi, Francesco d’Angella, Franco Floris

quali servizi?
Nella «ripresa» non dimentichiamo le disabilità

Buone leggi e vecchi maestri indicano la strada
di Carlo Lepri, Franca Olivetti Manoukian

giovani digitali
La peer education in epoca di coronavirus

Prevenire i nuovi rischi: gambling online, abuso dei device (e contagio)
di Mauro Croce, Andrea Gnemmi

le competenze che servono
Le riunioni di lavoro: uno strumento fondamentale

Che cosa occorre sapere perché siano momenti produttivi?
di Achille Orsenigo

oltre la fiction
La creatività dei giovani è bene comune

Allearsi tra paesi per dare ai giovani uno spazio di azione sul futuro
di Massimiliano Anzivino, Novella Notari, Chiara Torlai

viaggi diari libri foto
* Favole di servizio sociale,

  di Sara Incerti
* Un programma radio per e con gli abitanti di case popolari
 
 di Federica Verona
* Tutti chiusi in casa, fuorché a Canapè
 
 di Leonardo Sacchetti
* Dove e come incontriamo le persone fa la differenza
  
di Roberto Dalla Chiara  
* Dove sono i tuoi occhi?

  testo di Alessandro D’Avenia, immagine di Giovanni Marrozzini

focus
Cittadini adulti con disabilità imparano a scegliere

di Alessandra Buzzanca, Paola Marcialis
* Persone adulte con disabilità vanno al Campus
* Le trasformazioni messe in moto dal potere di scelta
* Nessuno mai è del tutto padrone delle sue scelte

Abbonati alla rivista

Da oltre 30 anni Animazione Sociale mantiene l'abbonamento a un prezzo ridotto, grazie al sostegno delle lettrici e dei lettori e del Gruppo Abele che ne è l'editore. Una scelta per favorire l'accesso di tutti alla formazione, risorsa vitale per lavorare nel sociale.

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