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Virus non ci avrai – Sette ragazze adolescenti in quarantena

Veneziadi Chiara Zecchin | 

Andare al lavoro quando quasi tutto il mondo è chiuso in casa (e sentirsi un po’ un’eroina per questo).
Andare in bus con mascherina e guanti, spesso io e l’autista da soli.
Camminare in una Venezia deserta e pattugliata da forze dell’ordine e ambulanze sull’acqua.
Fuori, se incontri qualcuno, schivi anche lo sguardo perché temi il suo possa essere contagioso (o era il tuo? non importa).
Scatti foto e fai video perché la città così non è immaginabile da chi è dentro.
Arrivare dalle ragazze come sempre.
Arrivare facendo quelle due rampe di scale ripidissime con la mascherina e correre a lavarti le mani (e cambiar mascherina).
Rallentare e vederle tutte lì, ad aspettarti. Sette adolescenti che, ai tempi della pandemia, apprezzano di più i cambi turno degli educatori.
Perché noi educatori arriviamo da fuori e possiamo portare quel prodotto specifico che hanno terminato (spesso si tratta di tabacco, altre volte del bicarbonato o gli ingredienti per una pietanza particolare), possiamo portare aneddoti e immagini di prima mano da fuori, possiamo portare sensazioni e notizie perfino più vicine di una diretta Instagram.

Sanno che fuori ci si ammala e qualcuna perde anche un congiunto in questo periodo. Sanno che è reale il virus là fuori. Lo sanno più di noi adulti mi pare, nonostante anche noi vediamo i tg e capita che persone conosciute si ammalino.
Le nostre ragazze sono state in casa, al secondo piano, dall’8 marzo. Vivono in un appartamento molto luminoso con un terrazzino esposto al sole con vista sul canale che, se ci si stringe, ci stanno tutte… in piedi.

Ma…

  • riescono a relativizzare: “Qui è la prima volta che capita, ma nel mio Paese questo fatto e il timore di ammalarsi non sono nuovi”;
  • riescono a far sport: tennis in salotto (sacrificata una cornice, ma tanto non era bella), sessioni di fitness in videochiamata con amiche di fuori, scale fatte più volte, addominali in stanza (5 serie da 10);
  • mantengono o instaurano relazioni sentimentali: chi trova un nuovo moroso (italiano questo, è la prima volta!), chi litiga e si riappacifica con la morosa, chi litiga e si riappacifica col moroso, chi cerca ancora ma con scarso impegno e risultati;
  • masterchef Pompeati: mai viste tante torte come in queste settimane e poi però parte la dieta e la rinuncia, micro drammi;
  • buon vicinato: flashmob e striscione con lenzuola, applausi, musica fuori come fosse una discoteca sulla spiaggia (andranno mai più in discoteca?), dialoghi con i vicini e saluti serali dalla finestra (“saluta le tate“, dice il padre al bimbo che ha in braccio. “Amoreeeee” dicono smielate le ragazze);
  • intensità: che un paio di gran litigate ci sono state, d’altronde in Cina han fatto scuola e ci dicono siano aumentati i divorzi… possiamo essere da meno noi?
  • comfort zone nel tinello: chi la vive in pigiama 24/7, chi si cambia e trucca tre volte al giorno per le videochiamate;
  • art attack: dipinte pareti, colorati Mandala, Karaoke serio, cartellone evocativo, puzzle…
  • digital tutto: in video si fa scuola, vedono psicologhe, contattano Servizi Sociali, rivedono amici, sventano attacchi di haters, corso base di chitarra, tik tok, saluti a genitori e parenti;
  • tutte assieme appassionatamente: sì ma stanze chiuse e chiuse in stanza, a turno, senza accordi. Tempo solo io che impazzisco, tu impazzisci dopo. O impazziamo assieme, ma dopo;
  • in cucina: seduti lontani come i nobili dei tempi andati, ballando, cucinando per sfogarsi come i giovani di tutti i tempi, mangiando Nutella (Nutella in comunità??? l’ha portata l’educatrice. Ah! ok allora. Ma ognuno il suo cucchiaino per diamine e senza rituffarlo… altroché virus! e chi ci ammazza?).
  • L’unica paura ora, dicono le ragazze, è quella di rimanere dentro per sempre. Ma niente è per sempre e quindi ci attrezzeremo ad uscire.

Altre sette eroine presto torneranno in città con mascherina e gel igienizzante. Virus, non ci avrai!

Chiara Zecchin è educatrice nella comunità educativa per minori “A. Pompeati” Ipav di Venezia.

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