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Vedi il nulla attorno e pensi che il tuo posto è qui – Servizi per la grave marginalità sociale

pari passodi Francesco Zordan | 

Qual è il nostro posto? È questa la domanda che corre nella mia mente ogni singolo giorno di Covid-19, da quando questo “nuovo mondo” è iniziato. Sì perché è decisamente un’altra Vita, in primis per chi lavora nel sociale.

Tre anni fa quando creammo la cooperativa mai avrei pensato che una cosa del genere potesse accadere, forte anche dell’esperienza avuta come operatore sul campo. “Pari Passo” è una realtà che nel corso del tempo è cresciuta, diventando importante per il tessuto di Vicenza, calata appieno nei servizi di accoglienza abitativa verso famiglie, giovani madri in difficoltà, persone migranti, persone senza dimora e unità di strada: la grave marginalità sociale in sintesi.

Situazioni difficili e complesse si sono sempre poste davanti, fa parte della scelta sociale a cui abbiamo voluto rispondere con l’impegno della cooperativa.

In questo tempo di Covid-19 però qualcosa è cambiato: come prima cosa non è più solo un lavoro, ma è soprattutto un “servizio”. Un servizio essenziale, ancora di più in favore di chi è in difficoltà. È un “servizio” che richiede molto a noi stessi, che si basa sul convincimento che sì dobbiamo continuare a fare la spesa per le accoglienze, accertarci delle condizioni sanitarie dei nostri ospiti molti dei quali sono bambini, continuare a garantire un tetto alle persone senza dimora che altrimenti non lo avrebbero.

E la paura? La paura c’è. Perché quando torni a casa dal “servizio” speri sempre che tutto sia andato bene, quando hai un calo di voce o un raffreddamento pensi al peggio, quando stai andando nelle accoglienze e vedi il “nulla” attorno, perché le aziende sono chiuse e la gente è a casa, capisci che quello che stai facendo è sempre di più un servizio…

Poi vedi, senti e assapori i gesti semplici di ringraziamento o di sorriso dati dagli ospiti, anche loro provati da questa “emergenza” che sicuramente mai si sarebbero aspettati di vivere all’inizio del loro progetto migratorio o di vita. E allora è sempre una la domanda che mi ronza in testa ogni giorno, in ogni servizio, “qual è il nostro posto”? E la risposta è sempre identica: il nostro posto è qui, ognuno nel proprio ruolo, senza se e senza ma, accettando ed essendo capaci di continuare a dare (e darci) speranza.

Il “proprio posto” è quindi il servizio presso: l’accoglienza persone senza dimora San Marco, 30 ospiti, le accoglienze famiglie e madri migranti, 18 persone, le accoglienze famigliari, 25 persone, nelle lezioni online della scuola di italiano per stranieri, nel curare con dedizione gli aspetti amministrativi, rendicontativi, progettuali, nell’esserci a livello di presidenza. Ognuno al proprio posto, prendendosi cura del “proprio servizio”.

La paura? Quella c’è e rimarrà, non potendo superarla impareremo serenamente a conviverci.

Francesco Zordan è presidente della cooperativa sociale “Pari Passo” di Vicenza.

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