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Questa notte ho messo una lettera sotto il cuscino dei ragazzi

lettera copiadi Pino Di Leone |

Cari ragazzi,
adesso viene il difficile.

La prima settimana è andata. Abbiamo cercato di fare delle belle cose: arredare gli spazi esterni e interni, abbiamo capito che non si scherza, che questa è una battaglia, una partita anzi. Una partita. Mi piace di più. Sono un allenatore, come sapete, per me è più facile fare questo paragone.

Allora a una squadra, perché noi siamo una squadra, dovrei dire che dobbiamo essere più forti del virus contro il quale giochiamo una partita stimolante. È forte questo dannato virus. Mette schemi e tattiche balorde. Mai viste prima. Ma ad alzare le mani saremo noi, come dopo un gol. Esulteremo. E per farlo bisogna allenarsi, quotidianamente, senza abbassare la guardia perché è proprio in quel momento che possiamo prendere gol.

Capita sempre così: sei tranquillo, pensi di esserlo, ma gli avversari nella nostra tranquillità trovano lo schema per farci gol. Non deve capitare. Cazzo se è dura. Il bello di questa partita e che il tuo, NOSTRO contributo, oggi vale come se ti chiamassi Cristiano Ronaldo, Messi. Ma potresti pure chiamarti Saviano o Pippi Calzelunghe.

Valiamo tutti allo stesso modo. Anche in un ipotetico Fantacalcio del virus. Uno vale uno, il mio contributo vale come quello di un altro. E di questo dobbiamo essere orgogliosi. Farà apprezzare quanto siamo importanti anche se nella nella nostra vita qualcuno non l’aveva capito. Cazzi loro, scusate il francese.

Oggi abbiamo tutti la maglia dello stesso colore. Tutti giochiamo questa partita per VINCERE. E se qualcuno lo vediamo in difficoltà, se qualcuno sta faticando, ecco allora che non dobbiamo farci fare autogol. Dobbiamo aiutarlo a superare il momento di difficoltà. Non possiamo abbracciarlo, certo, ma una parola, un incoraggiamento aiuta.

Ogni sera prima di andare a dormire, ogni mattina prima di fare colazione, dobbiamo pensare di essere dei samurai. Tutti per uno, uno per tutti. I SAMURAI non hanno paura. Lottano. Sono contento di allenarvi, di rompermi le palle: STAI A DISTANZA (manco fossi l’arbitro che misura la distanza della barriera), stai nella tua ZONA, mica marchiamo a uomo noi, PULISCI le mani come fa il regista, il playmaker quando gli danno la palla e lui la rende più facile da giocare, la pulisce appunto. Non toccarti gli occhi, il viso e le mani.

Non possiamo perdere tempo, dobbiamo essere concentrati. Sono contento e orgoglioso di allenare dei ragazzi che sanno che il destino di tutti è anche nelle loro MANI (pulite). Le NOSTRE mani. Forza, continua l’allenamento. Le prossime settimane saranno più dure. Il virus pensa che stiamo perdendo il controllo della partita, ma noi dobbiamo reagire.

Un abbraccio. Il Mister

P.S. Ecco dopo aver letto, andate a lavarmi le mani. Grazie.

Pino Di Leone è educatore professionale (e mister) nella comunità per minori “Alfa Apodis” di Vinovo (Torino) della cooperativa Animazione Valdocco.

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