1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio
  4. Come se tutto fosse, ma non è più – Una comunità in viaggio tra le risaie

_

Come se tutto fosse, ma non è più – Una comunità in viaggio tra le risaie

IMG_4593Educatori della comunità casa famiglia “Spirito Santo” | 

Leggendo le testimonianze di #RaccontaIlTuoServizio, oltre alle emozioni che spontanee sono affiorate, ci vediamo rispecchiati nella fatica e nella ricchezza che questi strani giorni ci stanno portando. Così è scaturito in noi il desiderio di portare la nostra esperienza di educatori di questa parte d’Italia, a metà strada tra Milano e Torino.

La nostra Comunità educativa, immersa tra le risaie nella piatta e silenziosa pianura padana, è costituita da un grande edificio che ospita due unità abitative: “Children” dove abitano i piccoli e “Linfa” dove abitano gli adolescenti.

Anche nella nostra “tranquilla” quotidianità, dal 24 febbraio tutto è stato stravolto, tutto è cambiato.

A noi l’arduo compito di spiegare poco per volta i grandi cambiamenti. Come se già non fossero sufficienti quelli di cui la vita è stata prodiga per i nostri ospiti…

A parte l’iniziale inno intonato dai ragazzi alle inaspettate “vacanze”, man mano la quotidianità si è trasformata e riorganizzata, come se fosse vacanza, ma non lo è, come se fosse scuola, ma non lo è, come se le videochiamate fossero luoghi neutri, ma non lo sono… come se tutto fosse, ma non è più la stessa cosa.

Di conseguenza tutte le nostre quasi infallibili metodiche professionali sono state improvvisamente assalite, corrose dall’invisibile nemico, bisognose di cure e rimodulazioni…

Difficile spiegare i tanti perché: perché non si va a scuola, perché occorre prestare mille attenzioni a tutto ciò che si fa, perché mamma e papà si possono solamente “videosentire”… Perché ancora più di prima, bambini e ragazzi devono riporre, speranzosi, la fiducia negli adulti che hanno accanto, ascoltando le loro parole di conforto, abbandonandosi alle loro cure, ora più che mai, le uniche disponibili.

A differenza di sempre, ci spetta l’arduo compito di accompagnare i nostri ospiti in un viaggio nuovo che questa volta, alla faccia della simmetria, ci vede davvero compagni di viaggio, sperimentando le stesse prepotenti emozioni, lo stesso senso di smarrimento e d’incredulità, con la profonda consapevolezza di avere il dovere professionale e umano di stare accanto e continuare a proiettare luce, camminando fianco a fianco dentro le mura della nostra comunità, diventata d’un tratto davvero casa.

Casa perché l’appartamento è lo spazio di vita dove si svolge tutto, dal risveglio all’addormentamento, sempre con le stesse persone, più o meno simpatiche, non scelte ma capitate… la stanza, la cucina, il soggiorno ora sono diventati mondo, l’unico al momento disponibile, l’unico al momento sicuro… Famiglia perché gli adulti che si avvicendano, pure loro, sono capitati nel percorso di vita e ora sono riferimenti più che mai presenti e costanti, a cui ci si aggrappa, nella silenziosa e segreta speranza che tutto tornerà meglio di prima o meglio… perché il prima del prima, già aveva bisogno di essere rivisto e corretto…

Famiglia anche perché ci si è ritrovati a vivere un’esperienza professionale nuova, fatta di condivisione profonda delle stessa esperienza di “isolamento” sperimentata dai nostri ospiti, tuttavia sempre con la fortuna di poter, terminato il nostro turno, tornare a casa, con la dolorosa consapevolezza che gli ospiti e le religiose che vivono nella nostra casa non godono al momento, di tanta fortuna.

Pur nella drammaticità, questi strani giorni ci stanno regalando opportunità relazionali inaspettate, percorsi nuovi che si sviluppano spontaneamente dalla costante vicinanza e condivisione di spazi e situazioni, spingendoci a essere ancora di più accudenti, ancora di più comprensivi, ancora di più pazienti e accoglienti.

Siamo convinti che tra un po’ ci racconteremo sì le fatiche, ma anche la bellezza nascosta in questo periodo che ci spinge a cercare il bello, nonostante tutto.

Nonostante i disinfettanti, i guanti, il metro di distanza, i collegamenti forsennati alle piattaforme per fare scuola, l’impossibilità di stare con gli amici, le notizie che si susseguono e ci fanno sentire sfiorati dal pericolo senza poter essere circondati da abbracci rincuoranti…

Quante ridefinizioni abbiamo introdotto ai nostri concetti professionali di evitamento fisico, di cura di sé e della propria igiene, di comportamenti ossessivi, connotati da necessità che ne hanno temporaneamente modulato il significato… Quanto è dovuto diventare elastico il nostro pensiero e il nostro agire ora più che mai legato al divenire, al work in progress…

Eppure siamo qua, a cercare di scorgere il bello, nelle nostre giornate, negli altri, il bello di poter, nonostante tutto, esserci, fare, parlare, lavorare… VIVERE.

La comunità educativa per minori “Casa Famiglia Spirito Santo” si trova a Trecate in provincia di Novara. Ospita due gruppi appartamento per minori, “Children” dai 5 ai 12 anni e “Linfa” dai 12 ai 18 e un prosieguo amministrativo. La struttura esiste dal 1945 ed è stata fondata dall’ordine religioso delle Sorelle Ministre della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Ancora oggi alcune Sorelle, formate professionalmente, vivono all’interno della struttura dove operano tre équipe di educatori professionali.

 Per acquistare un numero o abbonarti alla rivista >>>
 Leggi tutti i contributi arrivati #RaccontaIlTuoServizio >>>