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Questo non è un tempo perso, ma un tempo di apprendimenti

Camilla Engmandi Sara Manzini |

Lavoro per un Consorzio di cooperative sociali, mi occupo di progetti con le scuole.

Pro-getto, getto avanti, costruisco connessioni per formare e tras-formare l’incontro mobile tra bisogni e opportunità, e lo faccio attraverso l’incontro con le persone, dentro eco-sistemi e visioni collaborative tra enti.

Ma cosa significa accompagnare progetti in questo tempo sospeso e dentro incontri “evaporati”?

Nell’immediato per me ha significato un blocco. Poi col passare dei giorni ho rimodulato i dubbi per cercare modi di so-stare in quello che potrebbe sembrare il tempo anti-progettuale.

Sto maturando questo pensiero: questo tempo è un test di responsabilità sociale per i progetti, di costruzione di possibilità con cui prendersi cura dei bisogni delle persone.

“Abbiamo un bisogno disperato di essere con gli altri, tra gli altri, a meno di un metro dalle persone che per noi hanno importanza. È un’esigenza costante che assomiglia al respiro” (Paolo Giordano nel libro Nel contagio).

Una cosa che mi aiuta in questi giorni a respirare, che mi toglie affanno, è costruire pensiero, tenere la testa attiva e gli sguardi sul contenuto, leggere il presente.

Condivido allora alcuni apprendimenti (personali e professionali) che si muovono in me.

  • Questo tempo ci consegna il valore della scuola, come luogo fisico e di relazioni, come contesto democratico per tutti, come relazione che nutre e che è strumento di resilienza per i più fragili.
  • Questo tempo ci dice che “la relazione nutre”, e che è un nutrimento generativo che ha bisogno anche di essere corpo.
  • Questo tempo interroga sul farsi custodi delle fragilità che rischiano di restare sole, chiuse in casa, poco riconosciute e pensate, ma che necessitano di una custodia pubblica urgente.
  • Questo tempo mi attanaglia se penso ai giovani in-agganciabili, a chi era già disperso prima.
  • Questo tempo svela le relazioni autentiche, mature, curate nel passato, lascia velate quelle deboli e trascurate.
  • Questo tempo ci offre opportunità di ricostruzione di alleanze tra giovani e adulti, tra adulti, in famiglia.
  • In questo tempo cerco nuove abitudini di gestire e pensare la mia vita, deposito in me la piacevolezza del silenzio, faccio pratica dei miei limiti di mamma e di moglie ma mi sento anche felice di esserlo.
  • Questo tempo interroga la rappresentazione del futuro.

Ho sete, sete di una camminata faticosa in montagna, sete di progetti che incontrino i bisogni profondi.

Mentre penso, respiro, trovo fiducia anche in questo tempo. E sento che non è un tempo perso, ma un tempo che costruisce i progetti del dopo, i legami vivi che verranno.

 Sara Manzini è progettista di rete in area sociale ed educativa del Consorzio Solidarietà Sociale di Parma.
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Illustrazione di Camilla Engman

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