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Chi è in comunità sa come si sta nella terra dell’emergenza

suckersdi Isaura Nucci | 

Mi sembra che in comunità siamo più abituati a stare in quella terra di confine che riguarda l’emergenza, che riguarda il rischio. La lotta tra la vita e la morte è un lavoro quotidiano con chi questa morte l’ha cercata, l’ha sfiorata, ci ha giocato insieme. La scelta della vita qui viene compiuta ogni giorno, nel trovare la forza di mettere da parte la sofferenza e trasformarla in qualcosa di diverso, che oggi può essere mettere i semi dell’insalata dell’orto.

Il lavoro della terra ci insegna che bisogna aspettare, non sempre il raccolto sarà buono. Si fatica, si prepara la terra, ma non dipende solo da noi, dipenderà dal seme, dipenderà dal sole, dalla pioggia, dal vento. A volte il raccolto sarà abbondante e lo condivideremo con tutte le nostre case, altre volte dovremo con delusione fare con poco.

Fabrizio è sordomuto, fa il gesto della mascherina con le mani sulla bocca, è nervoso perché non può andare a lavorare in fabbrica come suo solito. A lui piace lavorare, ci tiene molto. Raccoglie i fiori spontanei del giardino e te li porge.

Fino a ieri ci abbracciavamo, ci tenevamo per mano, stavamo vicini, perché siamo una famiglia. Una stretta di mano ti dice sono con te, sono qui, non preoccuparti, non temere. Un abbraccio vuol dire ti voglio bene, sei importante, sono contento che ci sei, grazie, stammi vicino. Oggi ci dicono che è cambiato tutto, ma siamo sempre una famiglia.

Si discute insieme su quello che significa cambiare il proprio rapporto con se stessi e con gli altri.

Gianfranco dice “La sofferenza ci aiuta a crescere, tralasciando le cose banali e incontrando il nostro vero senso della vita”. Tornare alla radice delle cose, all’essenza, a quello che è veramente importante, avere un buon rapporto con gli altri di serenità e condivisione, fare qualcosa per la comunità, fare la propria parte.

Non tutto si può controllare, loro lo sanno, bisogna essere disposti ad accettare il nostro limite, convivere con le nostre paure e andare avanti.

Isaura Nucci è psicologa per la cooperativa sociale Arborvitae di San Damiano d’Asti, che si prende cura delle persone in condizioni di fragilità, attraverso servizi quali comunità di reinserimento e risocializzazione ed emergenze abitative.

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