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Questo è il tempo della resilienza – Fare e nutrire reti sul territorio

FioriAsfaltodi Filomena Marangi |

In queste settimane difficili, il rischio nell’uscire di casa è elevato, al tempo stesso è fonte di stress chiudersi in casa invasi dalla paura del contagio e dal timore dei contatti e della vicinanza anche con le persone a noi più care.

La paura del contagio e la necessità di proteggere la salute pubblica stanno mettendo in circolo un “virus” insidioso: siamo tutti più vulnerabili, c’è il sospetto per lo “sconosciuto” potenzialmente pericoloso e per tutte le forme di aggregazione, sta mettendo radici anche la sfiducia e la paura del futuro; queste paure non governate mettono a rischio il nostro bisogno interiore di relazioni e la tenuta dei legami sociali.

Alcune categorie di persone sono in prima linea per proteggere e prendersi cura della nostra salute e non possono stare a casa per svariati motivi, sono sottoposte a grandi fatiche fisiche ed emotive, esposte al rischio per la propria salute e la propria vita, a stress che ci vengono raccontati dai social e dai media; a noi viene richiesto di stare a casa per aiutarle a evitare di peggiorare una situazione che è già molto grave, è una “restrizione pesante” ma irrinunciabile e il sentimento di gratitudine e di rispetto per tutti loro è grande!

E noi? Possiamo usare meglio questo riposo forzato facendolo diventare produttivo? Possiamo essere utili a noi stessi e agli altri continuando a nutrire a distanza i legami familiari e i legami sociali? Ognuno di noi può fare qualcosa… ma insieme possiamo fare molto di più: possiamo raggiungere più persone e possiamo moltiplicare le opportunità offerte a tutti.

Questo è il tempo della resilienza… è l’esame di pratica… siamo chiamati a mettere in atto le risorse e la capacità per affrontare una prova impensabile fino a qualche mese fa.

Per i genitori e per chi ha compiti educativi c’è un solo modo efficace per proteggere i figli e le generazioni più giovani dai passaggi critici della vita ed è insegnare soprattutto con l’esempio a praticare la resilienza, a conservare la speranza nel cuore e la fiducia nella nostra capacità di farcela affrontando “la salita, il picco e la discesa”.

Al tempo stesso anche per gli adulti emerge prepotente il bisogno di dare significato e profondità agli eventi producendo insieme una narrazione nuova e condivisa. Le indicazioni per diminuire il rischio di contagio ce le hanno date, ma insieme possiamo fare qualcosa di più provando a giocare in attacco al virus della sfiducia e della paura che circola in modo subdolo.

Queste riflessioni hanno prodotto la scelta di continuare a prenderci cura dei legami familiari e di nutrire la rete dei legami sociali in un modo nuovo, fuori dai luoghi abituali, stando a casa e rispettando le distanze, facendo manutenzione delle reti sociali già esistenti e nutrendo il dialogo con i cittadini e le famiglie, offrendo nuove opportunità per stare in contatto, per riconoscerci parte di una comunità che insieme affronta una prova inaspettata molto dura.

Nei territori del Consorzio Monviso Solidale sono attivi da più di 15 anni servizi e spazi rivolti alla socialità e alla partecipazione delle famiglie, alla cura dei legami sociali e dei legami familiari (Centri per le famiglie, Ludoteche, Spazi aggregativi, Ludobus). Numerose attività oggi sono impraticabili, ma l’impraticabilità dei locali e l’obbligo a mantenere le distanze non diminuisce il bisogno comune di legami sociali e il senso di appartenenza, anzi lo amplifica e lo rende oggi ancor più desiderabile.

Le reti di persone, di professionisti, di cittadini, già esistenti nel territorio, possono diventare produttive anche a distanza, e insieme possiamo realizzare una nuova narrazione del nostro territorio e delle nostre comunità. Lo sviluppo del capitale sociale, il desiderio di costruire insieme dei contesti di vita coesi e solidali anche attraverso la partecipazione è diventato da tempo patrimonio comune, prova ne è la presenza di numerose associazioni familiari e di volontariato che collaborano attivamente con le Istituzioni pubbliche e il Terzo settore. Ora più che mai è necessario evitare che la solidarietà e la partecipazione si trasformino solo in uno slogan utile ad affrontare un periodo storico difficile; l’esperienza molto faticosa può diventare fonte di apprendimento per tutti, e trasformarsi in risorsa su cui contare quando tutti insieme dovremo ricostruire i legami e riparare i percorsi di vita.

È nata così la scelta di attivare una rete spontanea e volontaria di “operatori di resilienza” perché oggi si gioca una partita importante che riguarda tutti: riguarda noi, le persone a cui vogliamo bene, le comunità a cui apparteniamo, i cittadini e le famiglie, i genitori e figli che conosciamo e di cui ci occupiamo a vario titolo. Nutrire ora i legami familiari e i legami sociali è un buon antidoto contro tutti i virus, permette di coltivare la fiducia ed è un buon investimento per il futuro che vorremmo.

Faremo rete tra noi “operatori di resilienza” con tutte le famiglie, le associazioni e gli insegnanti del territorio che vorranno aderire o ricevere il materiale. Per tutto il tempo dell’emergenza raccoglieremo e faremo circolare alle famiglie/associazioni/insegnanti del territorio con le quali ognuno di noi è in contatto, del materiale per i genitori (riflessioni, contributi scientifici, letture) e materiale per genitori e figli come le storie, i laboratori, giochi e proposte di attività. Obiettivo è sostenere i genitori nella relazione con i figli e nella capacità di sviluppare la resilienza e insegnarla ai propri figli, ma anche far sentire la forza della rete e il desiderio comune di nutrire fiducia e maggiore consapevolezza per il futuro.

Hanno aderito alla rete “Operatori di resilienza”: Luisa Colapinto, Cristina Cavallo, Giorgia Gianoglio, Monica Lingua, Sara Leone, Cristina Garino, Donatella Olocco, Luisa Testa, Loredana Zoppegno, Filena Marangi, Roberto Colombero, Luisa Ghigo.

Testo a cura di Filena Marangi, assistente sociale specialista, esperta in servizi e centri per le famiglie e la genitorialità, conduttrice di laboratori di teatro sociale, collaboratrice del Consorzio Monviso Solidale (Cuneo).

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