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Energie sotterranee di adolescenti riaffiorano in questo tempo azzerato – Da un centro di aggregazione

Minecraft_Box_Shot_.0Educatori della Scuola del Fare |

Lo schermo è puntellato da una miriade di visi sfuocati, appaiono confusi nello spazio etereo del web, sono una ventina di esseri umani.

Più propriamente sono adolescenti, ragazze e ragazzi.

Stanno partecipando a un laboratorio on line su Minecraft organizzato dal nostro centro di aggregazione giovanile, La Scuola del Fare, siamo a Parma.

All’inizio del tempo pandemico come educatori ci siamo interrogati, come tutti, eravamo dis-orientati: che risposte possiamo dare ai ragazzi che ci chiedono di esserci, di stare con loro?

Ci rispondiamo senza esitazione che dobbiamo attivarci, proviamo a organizzare delle attività on line, ideiamo una settimana tipo da sottoporre a ragazzi e famiglie, progettiamo uno spazio d’ascolto, uno spazio di supporto per lo studio, alcune attività e giochi.

Sappiamo che alcuni servizi comunali soni stati sospesi, ci interroghiamo anche sul nostro futuro professionale, è un pensiero che sfiora tutti, in questo momento.

Sottoponiamo la proposta ai dirigenti del Comune di Parma, non vi sono esitazioni, ci dicono di procedere, per una sorta di meccanismo automatico oliato nel tempo, pubblico e privato qui condividono sensibilità parallele. Si fidano di noi. La storia dei progetti di aggregazione giovanile nella nostra città conta su 30 anni di esperienze.

All’inizio siamo bulimici, proponiamo troppe cose, come al solito la nostra sensibilità adulta trascende quelli che sono i fragili confini dell’adolescenza, pensiamo di essere nelle loro teste.

Poi succede qualcosa, quasi all’improvviso, come al solito nella dimensione pedagogica quasi per caso, un meccanismo nascosto si attiva inconsapevolmente in una sorta di gioco sospeso.

Sono i ragazzi stessi a ri-orientarci, ci fanno capire che hanno semplicemente voglia di parlare, di essere ascoltati, di distrarsi, di fare.

Ecco allora l’idea dei laboratori: si inizia con un progetto su Minecraft, proponendo ai ragazzi un laboratorio di esplorazione geografica sulla costruzione di territori.

L’obiettivo è di giocare con la creatività: si propone di costruire un territorio con una sorta di lego digitale col quale si possono ideare strutture molecolari o impianti elettrici, edifici reali del nostro territorio, figure geometriche o mappe geografiche anche di pura fantasia. La dimensione on line non scoraggia i ragazzi che partecipano da casa attivamente.

Organizziamo anche alcuni laboratori manuali, ora sugli schermi sono le mani a parlare, c’è uno scambio dei saperi dei corpi che si narra da solo, ragazze e ragazzi sono i primi a dirci come affrontare questo periodo, le parole sono importanti, i gesti ancora di più.

Dopo due settimane ci chiama la scuola del quartiere, ci chiede un aiuto, una collaborazione. Anche in questo caso attiviamo dei laboratori che affiancano le lezioni didattiche on line, gli studenti sono entusiasti di partecipare anche nei pomeriggi con noi educatori, allestiamo un blog e una micro-redazione di radio web.

Sembra un miracolo.

Non lo è, come avviene spesso sono proprio le energie sotterranee di ragazze e ragazzi che riaffiorano sulla superficie piatta di questo tempo azzerato.

Grazie, ragazzi/e.

La Scuola del Fare è un centro di aggregazione giovanile, promosso dal Comune di Parma e gestito dalla cooperativa sociale Gruppo Scuola. Testo curato da Stefano Manici, educatore.

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