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Se lo spazio non è più neutro – Teleducare al tempo del Covid-19

Spazio rovescio (1)

di Chiara Ferigo |

Dedicato a Ilenia, Sara e Valentina |

Viviamo giorni contraddittori fatti di contrasti, novità, giorni che sanno rendere inutili le competenze professionali e necessarie nuove competenze, spesso approssimate o non apprese ancora.
In un momento in cui nessuno ha diritto di incontrare amici e parenti succede che i servizi con il mandato di garantire la relazione tra minori e i loro familiari utilizzino allo scopo le videochiamate.
In analogia con i paradossi della fase attuale abbiamo provato a ricostruire un primo elenco di coppie di opposti emerse dai racconti delle vicende occorse in questi giorni alle nostre colleghe.

Casa Vs Fuori Casa
Gli incontri tra minori e familiari solitamente avvengono in uno spazio apparecchiato, strutturato, pensato e ordinato dall’operatore e le cui modalità di fruizione degli ambienti sono normate dall’operatore stesso. Quando tirare fuori giochi, in quale sequenza, con quali modalità, sono elementi sui quali l’operatore ha ampi margini di potere di orientamento.
La videochiamata a tre, minore adulto e operatore, si svolge in un ambiente virtuale di cui nessuno è titolare, se non i possessori dei server.
La regia non è più in mano all’operatore.
Se il bimbo durante la videochiamata decide di errare per la sua stanza e tirare fuori i giochi dalla libreria per mostrarli a papà spargendoli per il pavimento, spezzando così l’ordine immacolato che la mamma aveva predisposto per la telefonata stessa, semplicemente, lo può fare.

Tempo definito Vs Tempo incerto
L’incontro in Spazio Neutro, si sa, dura un’ora. Un’ora fatta di tante cose, domande, risposte, giochi, silenzi,
La videochiamata è meno satura di differenti accadimenti e nessuno può dire quanto potrà durare né chi deciderà per il suo termine, improvviso o dilatato oltremodo nel tempo.
 
Intimità Vs Dimensione pubblica
Lo spazio neutro è uno spazio di nessuno dei partecipanti. I corpi dei presenti sono portati lì in una dimensione pubblica esteriore, dove al massimo può capitare di scambiarsi oggetti o fotografie.
Nella videochiamata le persone sono a casa loro, magari in spazi che sono riusciti a ritagliare per l’occorrenza, ma sempre inesorabilmente privati, personali, individualizzati, intimi.
Nella scena del bimbo errante per la stanza il valore del vagare della creatura è la possibilità per il padre di entrare nella quotidianità del figlio. Un lato che di solito non intercetta nelle periodiche visite al servizio. Capita, poi, che lo strumento della videochiamata permetta al papà stesso di corrispondere a quella visione mostrando l’interno della sua casa a cui il bambino non ha altrimenti accesso.
Anche l’operatore non ha scampo. Per quanto progetti di fare la videochiamata nell’angolo meno personalizzato della casa capita che il suo stesso figlio fatichi a riconoscere i turni stabiliti dagli adulti e decida, proprio in quel momento, di aver bisogno della mamma occupata al telefono.
Tre sguardi che uno strumento allinea, rende pari, accomuna in uno spazio confidenziale.

Controllo Vs Imprevisto
Le condizioni delle videochiamate espongono a una maggior dose di imprevisti e di possibilità che prima non avevano modo di accadere.
Capita, nell’esempio, che un padre inquadri la nuova figlia per mostrarla al figlio cagionando in lui un forte dispiacere.
La mancanza di controllo e la maggiore esposizione a imprevisti comportano per l’operatore la necessità di preparare la scena. Ogni videochiamata sarà quindi preceduta da una progettazione più pianificata del solito, nella quale vengono anticipati e condivisi i nuovi vincoli per la possibilità della riuscita della videochiamata stessa.

Lontano VS Vicino
Lo Spazio Neutro è principalmente luogo di relazione prossimale. La videochiamata priva la relazione diretta. Questa stessa distanza permette però l’apertura alla confidenza, a una dimensione più vicina nei contenuti, forse proprio perché smarca dalle complessità della relazione.
Così il bambino si sente nella possibilità di offrire una maggior confidenza al padre: “Papà ti dico un segreto”.

Figura Vs Sfondo
L’operatore del servizio una volta avviato l’incontro può restare sullo sfondo, può sfumare la sua presenza, può stare in una posizione di chi non conduce ma facilita l’incontro.
In una videochiamata l’operatore occupa una porzione dello schermo, un rettangolo a pari titolo degli altri. La sua postura è ben poco sfumata, l’inquadratura inchioda il suo faccione o il suo mezzo busto.
Solitamente le competenze di un operatore spaziano su più livelli, dal saper dare le carte da gioco al saper stare, dal saper dire al saper restituire con lo sguardo, dall’uso della voce alla capacità di attirare lo sguardo.
La videochiamata rattrappisce il suo campo di azione ed espone altre competenze o insiste solo su quelle legate all’uso della parola.

Pudicizia Vs Impudicizia
L’operatore non nasce attore. L’abito professionale può richiedere che si lavori sulla propria timidezza. Competenza e tecnica offrono protezione così come il dispositivo stesso del servizio assegna all’operatore un ruolo che permette di essere interpretato.
La videochiamata non offre la medesima protezione, anzi forza il sentimento di pudore e lo denuda da ogni sovrastruttura.

Chiara Ferigo è coordinatrice pedagogica di una équipe di un Servizio di Spazio Neutro della cooperativa Arti & Mestieri Sociali di San Giuliano Milanese.

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