1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio
  4. Il Covid causa l’ennesima sospensione ai progetti migratori – Da un servizio Siproimi

_

Il Covid causa l’ennesima sospensione ai progetti migratori – Da un servizio Siproimi

SIPROIMIdi Cooperativa sociale Il Girasole | 

L’emergenza covid-19 colpisce i progetti SIPROIMI in un momento già difficile, di ridefinizione delle modalità di ingresso, della tipologia dei beneficiari e di conseguenza anche delle strategie da mettere in campo per raggiungere gli ambiziosi obiettivi: autonomia e integrazione dei beneficiari.
Il lockdown non impedisce a noi operatori ed educatori di lavorare, ma ci impone di ripensare il nostro lavoro e di rimodulare tutto in funzione delle regole per contenere la diffusione del virus. E così che ci siamo ritrovati alle prese con telelavoro, riunioni virtuali, colloqui via Skype, mediatori su Whatsapp, messaggi audio multilingue per veicolare le informazioni in maniera diretta, presenza in ufficio con mascherine, guanti, distanziamento, proroghe straordinarie, tirocini e uscite rimandate a data da destinarsi, appuntamenti in questura e in commissione da spostare, ricorsi bloccati, corsi di italiano improvvisati in giardino e sul web. Tutto nel tentativo di supportare i nostri beneficiari, di sostenerli in questo ennesimo momento di sospensione del loro progetto migratorio.
Quando posso andare a cercare lavoro? Quando ricominciano i tirocini? Quando avrò il titolo di viaggio? Quando potrò vedere i miei amici? Come faccio a trovare casa se non posso uscire di casa?”. Queste sono solo alcune delle domande che circondano la nostra quotidianità.
Cercare lavoro durante una pandemia che ha colpito duramente il mondo del lavoro, utilizzando Skype: già solo scriverlo suscita un effetto tragicomico, eppure lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo”. Marina, la nostra operatrice dell’integrazione (o tutor dell’inserimento lavorativo o orientatrice) racconta che il suo lavoro di mediatrice tra il nostro mondo lavorativo e il mondo dell’Africa e del sud dell’Asia, tra linguaggio aziendale basato sul profitto e linguaggio del sociale, solitamente implica incontrarsi, sedersi intorno a un tavolo con i nostri beneficiari, affiancarli verso l’autonomia, gomito a gomito coi colleghi. Implica andare a incontrare aziende, parlare del nostro progetto, sondare i loro bisogni e facilitare un incontro. Implica incontrare agenzie formative e rimodulare insieme contenuti e insegnamenti insieme a facilitatrici linguistiche. Tutte attività che mal si incastrano col distanziamento fisico imposto dal covid-19.
“Dal 9 marzo – spiega Marina – con i colleghi di altri progetti abbiamo cercato nuove vie per evitare che il distanziamento fisico diventasse un distanziamento sociale. Il nuovo obiettivo dell’Area integrazione e lavoro è diventato quello di favorire la mentalizzazione di questo cambiamento che si sta delineando e portare i beneficiari del SIPROIMI ad acquisire competenze che permetteranno loro di inserirsi in una nuova realtà, fatta di uno stringente utilizzo della tecnologia, di formazione e colloqui online. Se non riusciremo in questo, ci sarà ancora più esclusione, e i nostri beneficiari si troveranno tagliati fuori da una società in cui già di base fanno fatica a essere accettati”.
Così sono stati creati in pochi giorni contenuti e video di orientamento da diffondere su piattaforme social appositamente create, e stanno per partire le prime formazioni online nei settori più promettenti alle quali parteciperanno i nostri beneficiari dopo aver imparato a usare i tablet da noi forniti.
Nel frattempo anche gli educatori si sono attrezzati. Il loro – ci dice Carolina, una delle educatrici del progetto – “è un lavoro da equilibristi, un lavoro di chimica e di dosaggi, un lavoro di attenzione: un lavoro in cui è importante per l’altro sapere che nonostante tutto tu ci sei. Principale alimento è la parola, a cui si uniscono la prossemica, il tono della voce, l’espressione facciale”.

Molti di questi strumenti, però, oggi non possono essere usati nella loro pienezza: i colloqui si fanno a distanza di 1,8 metri, con la mascherina e solo per necessità. Nello stesso tempo, gli educatori non possono (e non vogliono) rovinare il lavoro quotidiano di creazione e alimentazione delle relazioni, che sono alla base dell’attività di empowerment costante necessaria per il raggiungimento dell’autonomia.
Dunque anche in questo caso, grazie alla tecnologia e al supporto di una collega di un altro SIPROIMI, gli educatori hanno ideato “L’ora del tè!”, un laboratorio di autonarrazione orale per migranti, su whatsapp.
Una coppia di educatori e una coppia di beneficiari, ognuno a casa propria, si danno appuntamento per 3 volte in una settimana, per bere insieme un tè o un caffè, e fare una chiacchierata.
“La conversazione è guidata dagli educatori e volta alla scoperta dell’altro. È importante che i beneficiari che formano la coppia non si conoscano molto; per esempio è meglio che siano di Paesi diversi e abitino in diversi appartamenti” spiega Carolina. “Gli obiettivi principali del laboratorio sono stare insieme, alimentare le relazioni e imparare a raccontarsi e a esprimere ciò che ci piace e ciò che non ci piace – competenze fondamentali e non sempre scontate. Si tratta dunque di costruire uno spazio di educazione non formale, in cui chi partecipa può sentirsi libero di parlare oppure di non parlare; di dire le proprie opinioni e di condividere con il gruppo quello che ha voglia di condividere”.
La videochiamata permette di non indossare le mascherine, di sentirsi più vicini, di osservare le espressioni facciali. “È stato sorprendente vedere come questa attività funzioni, alimenti e avvicini i partecipanti, tutti: educatori e beneficiari, permettendoci di scoprire spazi importanti, nuovi, incredibilmente curiosi e interessanti, sia per il nostro lavoro che per tutti i partecipanti”.

Nei progetti SIPROIMI, infine, si lavora anche per sensibilizzare il contesto sociale di inserimento dei migranti, organizzando eventi, incontri, momenti di formazione, attività culturali e ricreative. Nell’attesa di poter riprendere questo tipo di iniziative, ai tempi dell’emergenza sanitaria e del distanziamento sociale, abbiamo deciso di creare una pagina Facebook per mantenere e consolidare la nostra relazione col territorio.
“Volevamo trovare un modo per far conoscere i nostri beneficiari a chi storce il naso quando sente parlare di SIPROIMI e di accoglienza per migranti – spiega Furio, uno degli educatori dell’équipe – così all’interno della pagina è nata la rubrica #apillolelibere, che consiste nel postare ogni due settimane delle pillole, appunto, su cultura socio-politica, cibo e musica dei Paesi di provenienza dei nostri beneficiari, con la collaborazione della nostra operatrice legale, che ci fornisce informazioni sugli aspetti socio-politici, e dei beneficiari stessi, che ci forniscono ricette, foto e canzoni in quantità”.

Articolo a cura dell’équipe educativa del SIPROIMI SDS FIORENTINA NORD OVEST, sede di Campi Bisenzio (Firenze). Il servizio è gestito dalla cooperativa sociale Il Girasole, aderente al Consorzio CO&SO.

 Per acquistare un numero o abbonarti alla rivista >>>
 Leggi tutti i contributi arrivati #RaccontaIlTuoServizio >>>