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In casa famiglia il contagio è quello dei sorrisi

casa-fasmigla-680x365_cdi Simona Di Mambro | 

Ci chiedono tutti com’è lavorare in questo momento di emergenza in casa famiglia, con tanti bambini piccoli e alcuni grandi… che dire: è una figata!

Lavorare in una casa famiglia per minori, significa dare normalità a chi viene da vissuti traumatici, difficili e pericolosi. Vuol dire continuare, come ogni giorno, a organizzare colazioni, pranzi, merende e cene… e perché no, momenti serali con il dolce della buona notte.

Abbiamo operatori che lavorano in tre strutture con bimbi molto piccoli e alcuni più grandicelli. Siamo la loro famiglia momentanea, siamo il loro porto sicuro, il luogo dell’affetto e dello sfogo. Gli operatori affrontano il loro turno con un sorriso, con in mente tanti giochi e laboratori, con film e qualche gioco di società per i più grandi che saranno contenti di fare più tardi la sera, magari con una coppa di gelato in mano… fuori dal balcone. Festeggi i compleanni facendo la torta tutti insieme e spegnendo la candelina in video chiamata con tutta l’équipe.

Anche se in fondo siamo figure imposte, con pretese educative lontane da quelle a cui erano abituati, eppure, siamo le loro guide. E te ne accorgi ogni qual volta stacchi il turno e ti chiedono quando tornerai… o quando sei a casa e chiedono all’educatore di poter fare una videochiamata per scherzare e salutarti.

Ai più piccoli non possiamo dire cosa sta accadendo e quindi accogliamo i loro momenti di nervosismo, di rabbia nel dirgli che non possono andare al parco, o con la coppia adottiva che avevano appena conosciuto. Ai più grandi spieghi ciò che accade senza spaventarli troppo, ma facendoglielo vivere come un’opportunità di ritrovarsi e stare più vicini. Gli spieghi che ora bisogna sostenersi e aiutare chi è in difficoltà. E loro ti rispondono scrivendo un biglietto agli anziani del palazzo per fargli la spesa, o uscendo sul balcone a cantare.

Loro sono il motore grazie al quale noi andiamo avanti e siamo noi operatori a ringraziarli, perché ci fanno capire che si può affrontare anche questa situazione con un sorriso, quello che vedi stampato sui loro volti quando varchi la porta di “casa”.

Se stiamo facendo bene il nostro lavoro in questo momento? Ce lo diranno i loro sorrisi.

Simona Di Mambro è coordinatrice delle case famiglie gestite dalla cooperativa sociale “I Naviganti” di Cassino (Frosinone).

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