Seminari Cidis

UN WELFARE ATTIVANTE
GLI INDIVIDUI E LE COMUNITÀ

Seminari di formazione e ricerca

Come proseguire la storia del welfare, quel dispositivo di protezione sociale nato per assicurare e rassicurare i cittadini e le cittadine di fronte ai rischi del vivere? Come coltivare ancora la promessa di serenità che il welfare rivolge alle società che lo adottano: “Non sarete lasciati soli/e negli inevitabili nodi e snodi della vita, perché non siete individui ma cittadini di un contesto”? Come affrontare, in momento in cui diminuiscono le risorse economiche, la povertà economica dei nuclei familiari, la fragilità di persone straniere che migrano per necessità, gli anziani bisognosi di cura, assistenza, i giovani in difficoltà, etc.?

Per rispondere a questi interrogativi occorre assumere la prospettiva del “welfare di comunità”: una prospettiva che appare ancora oggi la principale via d’uscita da questioni circolanti da tempo nella società.

La scelta di un welfare di comunità è strategica perché mentre si persegue la tutela dei diritti delle persone, si contribuisce a rigenerare le basi della solidarietà nel tessuto sociale. Il welfare di comunità è quindi un welfare generativo. Perché non utilizza solo risorse date, ma si adopera a mobilitare risorse presenti nella comunità, coinvolgendo i cittadini nella costruzione delle risposte ai problemi sociali. Per questo il welfare di comunità è un welfare attivante gli individui. Perché non si limita a fornire risposte, ma a coinvolgere i soggetti stessi nella costruzione di risposte. Considera le persone non solo per quello che manca loro, ma per quello che possono dare: a sé, agli altri, alla comunità. Lavora sulle competenze dei soggetti, non solo sui loro bisogni. Non si limita infatti a rinforzare i singoli, ma ad allestire condizioni di contesto che consentano alle competenze di esprimersi. Perché è sempre il contesto che consente alle persone di includersi: sono le opportunità presenti a livello locale, è il tasso di solidarietà e di intelligenza collettiva che un luogo è capace di esprimere, ciò che permette alle persone in difficoltà di trovare appigli per risalire la china.

In questa prospettiva il welfare di comunità si configura come una diffusa attivazione della società e dei singoli. L’idea di fondo è che il superamento delle disuguaglianze sociali e l’uscita dalle condizioni di fragilità siano obiettivi più raggiungibili laddove si sperimenta circolarità e partecipazione sociale. Per questo le esperienze di welfare di comunità sono esperienze dove si cerca di superare le logiche di intervento prettamente redistributivo delle risorse economiche, verso modelli capaci di valorizzare le competenze delle persone considerate non come individui singoli ma come persone-dentro-un-contesto. In questo circolo virtuoso i Servizi pubblici affianco alle realtà del terzo settore sono tutti responsabilizzati nel far fronte alle cause dell’impoverimento e delle fragilità sociali.

Al fine di condividere profondamente gli orientamenti culturali e metodologici del welfare di comunità con i diversi operatori del CIdiS, del Terzo settore e dei Comuni verrà attivato un percorso di formazione e ricerca. Il percorso prevedrà dei momenti collettivi (lezioni e condivisione di quadri concettuali ) e dei momenti di lavoro di approfondimento in piccoli gruppi di lavoro.

Al fine di favorire un confronto anche a partire dalle azioni concrete in ogni sessione dei seminari verranno presentate due esperienze significative del territorio. Le esperienze verranno rielaborate all’interno di uno specifico momento laboratoriale di preparazione.

La conduzione sarà affidata alla Rivista Animazione Sociale (Franco Floris, Roberto Camarlinghi) e allo Studio APS (Francesco d’Angella).

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