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Se chiude il centro diurno ci si incontra sulla web radio

immagine per animazione socialedi Giada Aceto e l’équipe educativa dei centri diurni psichiatrici |

La nostra realtà è stata messa a dura prova: nessuno di noi era pronto a ciò che sta accadendo.

L’Associazione “iSemprevivi” non è solamente l’insieme dei suoi servizi, del suo housing sociale e dei suoi due centri diurni psichiatrici per adolescenti e adulti: ogni utente, volontario e operatore contribuisce a creare quell’alone famigliare a cui ognuno sente di appartenere e vuole alimentare.

Anche per noi, come per uno dei fondamenti della psicologia della Gestalt, il tutto è più della somma delle singole parti.

Improvvisamente costretti alla distanza, noi.

Noi che da sempre poniamo l’accento sulla necessità della relazione con i nostri utenti, del valore della presenza fisica e della giusta vicinanza.

Un isolamento che ci ha spinti a cercare di uscirne, incontrandosi in modi nuovi.

Con questa crisi (dal latino crisis) i nostri antenati intendevano il concetto di “decisione” ed è proprio quello che la nostra équipe educativa si è trovata a dover fare una volta che questa difficoltà è arrivata. Abbiamo deciso di cambiare il nostro lavoro, di non essere ignavi di fronte a quanto sta succedendo e di elaborare strategie che possano colmare la distanza che inevitabilmente si è venuta a creare.

Ed è così che dopo un primo momento di spaesamento e riflessione per capire come non trascurare i nostri ragazzi, ci siamo attivati per creare nuove strategie di lavoro “a distanza”.

Per i giovani del Centro diurno adolescenti “Il Sorriso di Lollo” abbiamo creato una piattaforma digitale sulla quale è possibile offrire tutoraggio per i compiti scolastici e lo studio, proporre video e tutorial per attività di laboratorio manuali, consigli di lettura e cineforum settimanale. L’idea è stata ricreare, in modo alternativo, la quotidianità vissuta nel Centro. Vi è inoltre la possibilità di postare sulla piattaforma idee, pensieri e proposte utili per proseguire il lavoro una volta tornati alla “normalità”. L’educazione non si ferma di fronte alle avversità, noi ci siamo.

Stiamo inoltre usufruendo di applicazioni che ci consentono di videochiamare e rimanere in contatto con tutti i nostri ragazzi, adulti e volontari per aggiornarci sui diversi progetti, e sui loro stati d’animo. È nostra premura cercare di trasmettere loro l’attesa di tempi migliori, la fiducia nelle capacità degli uomini di saper affrontare le sciagure che si possono incontrare nella vita e la speranza che possa tornare a splendere il sole. È fondamentale sapere che ognuno di noi C’È, ed è presente per l’altro.

Ma lo strumento più interessante su cui stiamo puntando tanto è la nostra Web Radio, attiva ormai da tempo (che trovate sul sito www.isemprevivi.org), divenuta ancor più importante in questo momento critico, dove non ci è più consentito incontrarci, almeno di persona. Abbiamo ampliato il palinsesto cercando di dare voce ai cittadini, volontari e ragazzi del nostro quartiere. Il nostro desiderio è quello di creare una comunità attiva e sensibile che possa essere d’aiuto anche per fronteggiare questi giorni difficili…per essere Comunità davvero, senza barriere e limitazioni di virus, pregiudizi e paure.

In questo cambiamento epocale che stiamo vivendo, ognuno di noi ha fatto emergere capacità che non pensavamo neanche di avere: abbiamo imparato a fronteggiare la noia, la solitudine, l’incapacità a utilizzare mezzi tecnologici ma soprattutto abbiamo imparato a comunicare in un modo “differente” che sarebbe bene non dimenticare una volta finita questa pandemia.

Un nuovo spunto di riflessione nasce dall’accorgerci che talvolta i ragazzi dei nostri Centri hanno più strumenti rispetto a noi per affrontare giorni faticosi come questi, poiché per loro spesso questa è normalità e la solitudine è qualcosa contro cui combattono ogni giorno.

Quello che possiamo sperare ora è che nessuno si dimentichi di quello che stiamo vivendo, che nessuno dimentichi ciò che sta vivendo e ciò che sta imparando, che si faccia tesoro di tutte le strategie innovative che stiamo adottando in alternativa all’incontro personale e che questo possa essere l’inizio per la nascita di nuove modalità di lavoro e di comunicazione.

In questo momento di emergenzala nostra realtà è stata messa a dura prova: ma è questa l’occasione per stare realmente mano nella mano e cuore contro cuore.

Giada Aceto è educatrice professionale di un centro diurno psichiatrico per adolescenti dell’Associazione “iSemprevivi” di Milano.

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