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Non possiamo continuare a fare torte tutti i giorni – Riflessioni di due comunità educative per minori

cake-4910417_1920Casa delle Ragazze e Casa dei Ragazzi, Fondazione Pirani Cremona | 

C’è più gente in giro. L’aria è ancora fresca ma c’è un bel sole che si sta alzando e sicuramente la giornata sarà calda. Negli ultimi due mesi e mezzo è l’unico tragitto che faccio, ogni giorno la stessa strada: casa-comunità e ritorno. Ci sono tutti i ragazzi ad aspettarmi, i colleghi, la seconda famiglia o forse la prima. Non siamo abituati a non vederci, siamo tutti tanti pezzetti di storie diverse, tessere di un puzzle astratto, strano, ma che forma un’immagine unica, bellissima, colorata, e a volte anche indecifrabile. Già, chi siamo? Educatori, senza mascherina o con la mascherina, facciamo il lavoro più bello del mondo, a volte così difficile da spiegare, ma forse non è poi così importante, in fondo questo non è un lavoro che richiede un palcoscenico, tanto meno dei riflettori. Ci siamo sempre stati, e ci saremo, ogni giorno, senza tanto clamore. Corriamo il rischio, ma non abbiamo paura.

Appena si arriva bisogna misurarsi la temperatura. Da quando c’è il registro si fa la gara a chi ce l’ha più bassa. Non ci sono regole, neanche premi, forse è solo un modo per iniziare la giornata con un sorriso. A volte la giornata inizia al mattino, altre con il tramonto.

A casa (in comunità), abbiamo dovuto imparare a stare distanti. Per i maschi adolescenti non è un gran problema, ma i più piccoli e le ragazze (tutte) un po’ sì. Ci salutiamo con i piedi, con il gomito, con i baci soffiati, ma gli abbracci sono un’altra cosa. Bisognerebbe istituire un registro per tenere conto degli abbracci mancati, perché il rischio è quello di perdere il numero di quelli da recuperare. Non c’è niente di normale, è tutto normale.

Ci sono problemi di connessione, Kim ha scaricato un sacco di giochi e il pc è andato in tilt, Gianluca ha rotto il caricabatterie, il microfono non funziona, neanche la videocamera. Possiamo usare i tablet nuovi che ci hanno regalato – per fortuna – ma ci sono problemi con la wi-fi. Il telefono di Emily non va più, non dà segni di vita, come si fa? Julie ha fatto l’interrogazione di musica con il flauto, è stata bravissima e ha preso 9 meno, oggi poi ha video lezione anche al pomeriggio, dalle 15 alle 16, anzi no, fino alle 17, ha una montagna di compiti da fare. Debora non scende mai, dov’è? È sempre in camera, sta scrivendo un libro. Veronica sta bene, l’ho sentita ieri, vi saluta. E bisogna mandare anche il video per educazione fisica, e quello di rugby. Degli esami invece non si sa ancora nulla. Ma io come faccio a studiare? Stai tranquilla, ti aiutiamo noi.

Nick ha l’appuntamento con la psicologa oggi, ma lo fa con il suo telefono. Ci sono tre videochiamate da fare, finalmente. Buongiorno signora, noi stiamo bene, vedrà che presto ci rivedremo, le mando un abbraccio, ecco Simona è qui con me. Ma quand’è che anch’io potrò sentire mio papà in videochiamata? Oggi alle 14:30 c’è un incontro su meet con il tuo Servizio, ne parleremo, promesso. Sarebbe bello anche mandare un video a tutti i volontari, che dite? Oggi arriva anche la spesa, e dobbiamo pulire la lavanderia.

Pietro ha fatto il pane per tutti, l’altra volta era troppo salato, adesso è perfetto. Nicola ha rotto un’altra volta gli occhiali a Carlo, il contendere era una macchinetta – che per chi può capire, in fondo, è sempre un buon motivo. Nick e Marco sono i più grandi (Nick è maggiorenne), hanno aiutato a spostare i mobili dell’ufficio, mi hanno mandato la fattura sul cellulare. Se non ci paghi la fattura ci devi fare l’abbonamento a Netflix, l’avevi promesso e le promesse vanno mantenute. Visto che non usciamo in questo periodo potremmo sospendere anche i compensi settimanali. Non è giusto, uffa, però ci dovete fare un regalo allora.

Nick l’altra sera era nervoso, ha finito le sigarette, voleva scappare, non l’ha fatto, qualche offesa gratuita, poi ha dato dei pugni sul tavolo. Ne abbiamo parlato il giorno dopo, dobbiamo resistere ancora un po’. Ha chiesto scusa. Non possiamo continuare a fare torte tutti i giorni. Pietro è già nell’orto, deve togliere le erbacce, lo sai che l’insalata è cresciuta rispetto a ieri? Emily ha fatto l’ennesimo video su Tik Tok, fa morire dal ridere. Nick voleva dirti una cosa ma non sa come fare, per errore tirando il pallone ti ha colpito lo specchietto della macchina e si è rotto – non importa, è venuto a dirlo subito. Gianluca, ho visto che su Instagram ci sono dei corsi gratuiti sul canto. Grazie, ma hai tempo adesso per insegnarmi qualche accordo di chitarra? Per sbaglio Matteo ha lanciato il cellulare di Sindy sull’erba, non pensava si staccasse lo schermo, ma è successo. Strano, incredibilmente il telefono, funziona ancora, meglio se intanto ci mettiamo un po’ di scotch. Non c’è niente di normale, è tutto normale.

Ieri ha piovuto molto, finalmente. Poi è uscito di nuovo il sole, caldo, potente, quasi come quello di luglio. A proposito, ma andremo al mare quest’estate? Non lo sappiamo. E a Gardaland, non ci sono mai stata? Se apre… vediamo. Ok, non importa, abbiamo un bel giardino, siamo fortunati. Quando montiamo la piscina? Appena finita la scuola, a metà giugno.

Ma la nuova ragazza quando arriva?

Cosa stai facendo? Sto scrivendo di noi. Su Animazione Sociale si possono mandare dei racconti sul periodo che stiamo vivendo. Anzi, mi piacerebbe che scriveste qualcosa anche voi, se qualcuno ne avesse voglia. Io sì, ma senza mettere i nostri nomi veri però. Hai ragione, li cambiamo tutti, ce li inventiamo. Ok, io voglio chiamarmi Gertrude, anzi no, meglio di no! Ma diventiamo famosi? Poi arriva Nicola che dal nulla dice: “sei bello come un cuore”.

Per fortuna, non c’è niente di normale, perché è tutto normale.

“Questo corona virus per me è troppo lungo. È la prima volta che mi succede. Per me questa cosa è un po’ strana, molto lunga da aspettare, c’è noiosità in casa, anche se siamo fortunati perché abbiamo un giardino grande. Mi mancano gli incontri con mia sorella e i miei genitori, i miei amici di scuola. Voglio che finisca presto. Se ci aiutiamo a vicenda possiamo salvare un pianeta che in questo momento è in grande difficoltà”.
Carlo, 15 anni

“Il mio telefono è in via di riparazione ma ci vorrà tempo. Cosa farò nel frattempo? Io e Sindy facciamo le scenette di sera, le nascondo sempre le ciabatte e lei si arrabbia, ma alla fine ridiamo tutte e due. Abbiamo visto tre saghe, ci manca da finire quella di Pirati dei Caraibi. La wii non funziona proprio quando ci serve. La quarantena mi sta facendo impazzire. La mia testa sta scoppiando, è difficile addormentarsi alla notte se di giorno non ti stanchi”.
Emily, 14 anni

“Tutto sommato non mi dispiace non essere andato a scuola, perché non mi piace proprio tantissimo. E così non avendo niente da fare mi sono potuto dedicare di più a dolci, pane, pizza e pizzette”.
Pietro, 13 anni

“Ho sognato che per tutte le ragazze era arrivato il momento di lasciare la Comunità e andare ad abitare a casa degli educatori. In uno scatolone enorme c’erano tutte le cose di Sindy, allora ho pensato che anch’io avrei voluto andare via. Io una casa non ce l’ho e non saprei dove andare. Così siamo partiti tutti insieme. La casa è enorme, tipo una villa di quelle del cinema e ha la piscina, un giardino grande, il mare vicino, un parco giochi… Entrando la prima cosa che ho visto è stato un orologio, molto grande, appeso alla parete e che a ogni numero delle ore c’era la faccia di un educatore o delle altre ragazze! Poi mi sono svegliata. Comunque, volevo dire che io ogni tanto, anche se non si può, do dei baci di nascosto agli educatori perché li attacco di sorpresa”.
Julie, 11 anni

Bassano del Grappa, 14 maggio 2020

 Gli educatori, i ragazzi e le ragazze della Fondazione Pirani Cremona di Bassano del Grappa (Vicenza). La Fondazione Pirani Cremona dal 1750 si occupa di minori in difficoltà. Attualmente ha all’attivo due comunità educative per minori (la Casa delle ragazze e la Casa dei ragazzi), un appartamento di sgancio per maggiorenni, progetti di accoglienza di interi nuclei famigliari e di donne seguite dal centro di salute mentale. Offre inoltre servizi di spazio neutro, segue e collabora con altri progetti sociali sul territorio.

Immagine freepik.com

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