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Riconversione creativa del lavoro educativo – Le persone con disabilità e le loro famiglie

restiamoacasaIl Progetto Calamaio |

A seguito dell’ordinanza del Presidente della Giunta regionale nr. 32 del 30/03/2020 che ha determinato la sospensione dell’attività dei centri socio-occupazionali per disabili su tutto il territorio regionale, la cooperativa Accaparlante di Bologna ha avvertito la necessità di attivare un’organizzazione che rispettasse le disposizioni del decreto e, al contempo, permettesse il proseguimento delle attività educative e lavorative del gruppo Calamaio ma soprattutto costituisse un contenitore solidale e prossimo seppur a distanza al fine di non lasciare sole le persone con disabilità.
Fin dal primo momento ci sono stati chiari i rischi a cui le persone con disabilità e le famiglie possono andare incontro in una situazione di isolamento e solitudine. Per questo motivo ci siamo attivati per mantenere vivo il “clima di gruppo” sui diversi piani, del fare e delle relazioni professionali e umane.
Il team degli educatori del Progetto Calamaio – cooperativa Accaparlante sta affrontando quindi l’emergenza di queste settimane impostando un lavoro di gruppo a distanza con la creatività, la vicinanza, l’empatia e la leggerezza che da sempre cerca di mettere nel lavoro educativo e nelle relazioni con ogni persona con disabilità.

Obiettivi

  • Non lasciare sole le persone con disabilità in carico alla nostra cooperativa e le rispettive famiglie;
  • mantenere vivo il “clima di gruppo” sui diversi piani, del fare e delle relazioni professionali e umane;
  • attivare e sperimentare un’organizzazione “a distanza” per dare continuità alle attività educative e lavorative del gruppo Calamaio.

Azioni

  • Mantenere il contatto con gli animatori con disabilità e con le famiglie in modo diretto e personale;
  • monitorare e prendersi cura di eventuali bisogni di sostegno educativo e relazionale;
  • predisporre e programmare attività individuali per le persone con disabilità che normalmente frequentano il gruppo, da svolgere secondo i propri tempi all’interno della propria abitazione;
  • ideare attività condivisibili in gruppi di tipo ludico anche in modo estemporaneo e/o informale laddove si riscontri la necessità o si verifichi l’opportunità;
  • attivare tutti i dispositivi tecnologici utili per facilitare l’interazione e lo scambio lavorativo e umano fra tutte le persone del gruppo, educatori, animatori con disabilità e volontarie del servizio civile;
  • verificare bisogni dei singoli, legati alla strumentazione tecnologica necessaria

Modalità organizzative
Il team degli educatori e delle volontarie del servizio civile si prende cura del gruppo delle persone con disabilità e dei singoli, entrando in contatto in modo frequente e regolare con le singole persone e con le famiglie, molte delle quali sono estremamente collaborative.
Nel primo momento dell’isolamento sono state subito individuate dagli educatori le attività individuali (distinte per competenze) e di gruppo da potere assegnare alle persone con disabilità.

Ogni educatore segue in modo privilegiato e continuativo tre persone con disabilità, a cui dà le consegne, che accompagna nello svolgimento delle attività e di cui riceve il materiale a lavoro finito.
Gli educatori si “incontrano” attraverso una call online due mattine a settimana per la riunione. Questo è il momento in cui avviene la condivisione delle azioni svolte individualmente con gli animatori disabili e i feedback rispetto al lavoro da essi svolto, le difficoltà e le fragilità, così come le risposte creative e fruttuose. La riunione è poi anche il momento in cui si elaborano le nuove proposte di attività, individuali e di gruppo per le giornate a venire.

Le volontarie del servizio civile si “incontrano” una volta alla settimana con le stesse finalità degli educatori.
Le organizzazioni rimangono distinte, sia per questione di praticità, sia per una differenziazione di ruoli e di tipologia di attività a cui i due diversi gruppi lavorano. Gli educatori si preoccupano di dare un seguito al lavoro del Progetto Calamaio attraverso i contenuti specifici e lavorano con molta attenzione agli aspetti educativi e personali delle persone con disabilità. Il gruppo delle volontarie di Servizio Civile svolge un lavoro coordinato con l’équipe educativa, in particolare si occupa di proporre e supportare a distanza attività ludico-ricreative.

Strumenti

  • Ogni educatore ha un filo diretto con due o tre persone con disabilità, attraverso telefono, Whatsapp e e-mail per riferire le consegne, accompagnare la persona nel lavoro e monitorare l’attività.
  • Poiché all’interno del lavoro educativo è sempre di primaria importanza la dimensione relazionale e della condivisione sul piano sia umano che lavorativo, in queste settimane sono stati potenziati strumenti per la comunicazione quali: gruppi di Whatsapp, chat individuali, mailing list.
  • Raccordo con i servizi socio-educativi per le situazioni di maggiore criticità.
  • Documentazione passo passo della nuova organizzazione: le singole azioni, gli scambi di parole, fotografie, esperimenti, idee che ognuno all’interno del gruppo – educatori, volontarie del servizio civile, persone con disabilità – riesce a mettendo in atto per sé e per il gruppo.

Attività per il gruppo
Nell’impostare questa differente modalità si è cercato di mantenere una scansione della settimana che si avvicini il più possibile all’organizzazione in presenza del gruppo Calamaio presso la sede del Centro Documentazione Handicap:

lunedì          Animazioni per bambini

martedì       Libri accessibili

mercoledì   Laboratori vari

giovedì        Attività individuali

venerdì       Calamai-orto

Qui di seguito, per chi fosse interessato, la spiegazione delle diverse attività.

Video di animazioni:
partendo dalle nostre attività di educazione alla diversità nelle scuole attraverso giochi e animazioni, si proverà a produrre dei brevi video di letture animate o altro, rivolti ai bambini, da pubblicare sul blog del Progetto Calamaio.
Libri accessibili:
si prosegue l’attività di produzione e traduzione in simboli di libri per bambini e ragazzi, attività che nel ritmo lavorativo al Cdh occupa molto spazio e molto impegno.
Laboratori:

  • Collage di foto “Andrà tutto bene” e “Noi restiamo a casa”: realizzazione di un collage che forma le scritte “Andrà tutto bene” e “Noi restiamo a casa”. Ogni animatore, educatore e volontaria realizza una lettera o un simbolo su un foglio di carta, si scatta una foto tenendo il foglio in maniera ben visibile. Il collage verrà realizzato assemblando tutte le fotografie e verrà pubblicato sulla pagina Facebook “Associazione Centro Documentazione Handicap”.
  • Inventastorie con video: si propone la scrittura libera di racconti seguendo alcune tracce. Scrivere sullo stimolo di 5 parole date; o su un disegno; a catena (ciascuno (individualmente o in piccoli gruppi) scrive un pezzo della storia partendo da quanto scritto in precedenza). Ogni storia viene letta da una volontaria in un video che viene pubblicato nel gruppo “Calamaio in quarantena”. Si propone al gruppo di indovinare chi sia l’autore.
  • Partecipazione al “Festivalino della poesia”: si invitano gli animatori a condividere una poesia, inviandola a “storiepertutti” che ogni giorno pubblica diverse poesie sulla propria pagina Facebook. La poesia può essere inventata oppure scritta da altri, si invitano i partecipanti ad utilizzare il mezzo a sé più congeniale ad esempio la realizzazione di un video piuttosto che la scrittura.
  • Dancechallenge: condivisione di video in cui si balla al ritmo di una canzone amata. Ballare è un’attività di per sé liberatoria, e stimolante. Le volontarie hanno registrato un video in cui ballano sulle note di “Girls just wanna have fun”, che hanno montato e condiviso come messaggio agli animatori, invitandoli a risponderci con un loro video.
  • Musei on line: si visita un museo online e si condivide l’esperienza.
  • Video di Raffaele Morelli: scrivere cosa significa prendersi cura di sé e degli altri http://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1522238344619600&id=100005003472343
  • Mangiare sano: realizzare video in cui si preparano delle ricette o inviare foto con una breve descrizione di ciò che si sta mangiando.
  • Cineforum e postcineforum: guardare un film e successivamente rispondere a delle domande per riflettere su quanto si è visto (chi non ha internet potrebbe guardare, se ha modo di farlo, un dvd che ha a casa).
  • Lista Mannarino: una volta a settimana scegliere una cosa dalla lista e farla (ascoltando magari una bella canzone carica e di “speranza” prima di iniziare).

Attività spontanee:

  • Battaglia di GIF su whatsapp: si tratta di un’attività nata spontaneamente dall’interazione tra animatori ed educatori, la cui tacita regola è quella di comunicare unicamente con le gif animate. quasi un dialogo in simboli (si può riproporre anche con emoticon e foto).
  • Indovinelli sul gruppo whatsapp.
  • Prendersi cura: una foto o breve video al giorno mentre ci dedichiamo ad una attività di cura di noi stessi/e (estetica, fare qualcosa che ci piace e ci fa stare bene). Quest’attività può dare vita ad un “diario visivo”: raccolta di foto di sé o di momenti in casa (Si ricollega al laboratorio sul “Raccontarsi” svolto al Cdh).

Attività individuali:

  • Il diario della mia quarantena: tenere un diario scritto dei propri stati d’animo, delle attività fatte durante il giorno e dei buoni propositi per i giorni successivi.
  • Lettura di articoli e domande a cui rispondere (ad esempio, Il Manifesto è gratuito).
  • Lettura libro in simboli “Storia di un coronavirus”.

Calamai-orto
Il laboratorio Calamai-orto avvicina il gruppo Calamaio ogni venerdì mattina alla magia del prendersi cura della vita attraverso l’esperienza sensoriale della terra, dei bulbi, semi e acqua, che diventano sotto i nostri occhi piante, fiori e frutti. In questo contesto a distanza si propongono semplici attività che possono essere svolte a casa, attività che vengono filmate e condivise nel gruppo.

Attività individuali e personalizzate
Per ogni utente sono state individuate alcune specifiche attività in base alle attività individuali svolte presso il gruppo, alle proprie competenze, ai propri interessi e alle risorse di cui può disporre a casa o presso la residenza.

Criticità
Nonostante la massima disponibilità e le straordinarie risorse messe a disposizione da ognuna delle persone coinvolte in termini di creatività e positività, in questo primo periodo emerge come criticità più importante quella legata all’effettiva accessibilità delle strumentazioni tecnologiche che, in questa modalità di lavoro, è uno strumento essenziale.
Purtroppo, non tutte le persone con disabilità seguite da noi ne possono beneficiare. Questo per assenza di mezzi tecnici, di competenze personali, di autonomia o di scarsità di supporto. In particolare questo si verifica per le persone disabili che vivono in centri residenziali in cui il personale sta lavorando in condizioni di emergenza e di scarsità di risorse. Anche alcune famiglie sono in difficoltà su questo perché non sempre dispongono di risorse personali e relazionali sufficienti per aiutare figli e figlie, fratelli e sorelle che sono costretti a stare nelle mura domestiche.
Su queste situazioni il monitoraggio che l’équipe educativa sta portando avanti è particolarmente stringente e sempre in raccordo con i servizi territoriali.

Il progetto Calamaio, della cooperativa Accaparlante e del Centro Documentazione Handicap di Bologna (CDH), è un gruppo educativo integrato di educatori e animatori con disabilità che da più di trent’anni lavora sull’incontro e la valorizzazione delle diversità. Lo fa a Scuola e in Università, nel campo dell’informazione, nei luoghi della cultura e del sociale, in quelli dello sport e del tempo libero attraverso laboratori, formazioni, giochi, animazioni e percorsi sulla relazione con la disabilità e le differenze rivolti a tutte le età e pensati secondo diversi livelli di approfondimento o a supporto di esigenze specifiche. 

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