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La capacità di sentire il momento, e fermarsi – Ragazze in comunità nella Bergamo ferita

img_4263-1di Ilaria Cattaneo | 

La nostra comunità si chiama Casa ai Celestini. Si trova in via dei Celestini 10. A Bergamo città.
Le nostre ragazze, quasi per scherzo di un educatore, qualche anno fa hanno cominciato a chiamarsi, e a essere chiamate, Principesse Celestine.
E delle principesse oggi stanno mostrando tutta la bellezza.

La bellezza di chi ha ascoltato con serietà le parole degli educatori quando è stato spiegato ciò che stava accadendo, e in particolare ciò che stava accadendo a Bergamo.
Hanno seguito con attenzione i Tg e le comunicazioni delle istituzioni.
Hanno riorganizzato le loro giornate, si sono adattate ai nuovi ritmi e quando ci sentiamo in videochiamata hanno sempre un sorriso aperto al futuro. E chiedono sempre “Come stai”?

Sono adolescenti, avrebbero voglia di uscire con gli amici, con i loro ragazzi , ma con una consapevolezza che fa invidia a molti adulti, sono state capaci di fermarsi, di sentire il momento, di non fare capricci.
Ma so che per ciascuna di loro non è facile: c’è a chi la comunità sta stretta da un po’ di tempo e il pensare di starci senza spazi altri fa una gran paura, c’è chi avrebbe potuto in questo mese cominciare a sperimentare qualche rientro a casa dopo averlo atteso a lungo, c’è chi teme per un nonno, una nonna che non sta troppo bene…
Hanno anche dei momenti di grande tristezza, ma si lasciano accompagnare e avvicinare da noi.

Abbiamo festeggiato un compleanno il secondo giorno della chiusura dell’Italia, oggi ne festeggeremo un altro: il giorno del compleanno il menù della cena è scelto dalla festeggiata. Ieri sera in videochiamata le ho chiesto cosa avrebbe scelto mentre con l’educatrice in turno attendevamo la risposta del supermercato per la consegna a domicilio: “Non voglio niente di che…pasta aglio olio e peperoncino perché mi piace stratanto e la torta con la Nutella”… avevamo praticamente tutto in casa… casualmente.

Penso molto a loro in questi giorni, a loro che la lontananza dagli affetti più grandi l’hanno già dovuta vivere e attraversare, a loro che già avevano imparato a tenersi in contatto a distanza. A loro che, per motivi tanto diversi e tanto seri, hanno dovuto imparare a volersi bene necessariamente da lontano per non mettersi in pericolo.

Come è chiesto a ciascuno di noi oggi.

Hanno accettato di disegnare il loro arcobaleno. Andrà tutto bene… e a lanciare un messaggio sul quotidiano locale che è stato pubblicato oggi… un invito alla responsabilità e un augurio di cose belle per domani.
Si lasciano coinvolgere dagli educatori in tante attività: chi fa fare loro un po’ di allenamento fisico, chi ha il tempo che prima non aveva per preparare torte bellissime, fanno scuola a distanza, abbiamo acquistato cuffie e videocamere per i pc, poi studiano, leggono, puliscono e riordinano casa.
E insieme a loro gli educatori, che non si sono fermati un attimo, che con attenzione e responsabilità fanno la spola tra la comunità e il loro appartamento rispettando scrupolosamente le indicazioni date, le mascherine a disposizione se hanno la tosse, perché alcuni di loro sono appena rientrati al lavoro dopo la malattia, proprio mentre in casa avevamo tre ragazze con febbroni da cavallo. E gli altri tiravano avanti.

Gli educatori, che non si capisce mai bene che mestiere fanno e cosa hanno studiato, sono lì, so per certo con qualche timore, con la preoccupazione comunque di stare in un gruppo di persone, mangiare, dormire, lavarsi insieme, con adolescenti che “e vabe’ il metro di distanza” ti abbracciano e ti vengono vicino vicino perché nonostante tutto un momento così non l’avevano immaginato nemmeno loro e sebbene spesso dicano di non aver paura di nulla, un po’ di paura e di pensieri girano anche nei loro cuori. Perché qui a Bergamo, oggi, è davvero molto dura. E la voglia di un po’ di adulti rassicuranti, anche se non lo ammetteranno mai, c’è e si vede.
E a loro, va tutta la mia stima e la mia gratitudine.
…. è …. nella comunità educativa “Casa ai Celestini” a Bergamo che accoglie adolescenti femmine che si trovano in difficoltà dal punto di vista sociale e familiare.

Ilaria Cattaneo è coordinatrice della comunità educativa per adolescenti femmine “Casa ai Celestini” di Bergamo (associazione Agatha onlus e cooperativa sociale L’Impronta).

Illustrazione: Abito farfalla" di Christian Schloe 

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