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Non siamo una famiglia, ma quello che più le si avvicina – La comunità educativa in questi giorni

cop STAMPA HARING.CDRdi Matteo Criscuolo e Francesca Magazzini |

La pandemia ha travolto anche la nostra piccola comunità. Le vite di tutti hanno rallentato il loro incessante procedere spingendoci nell’isolamento e nella mancanza di contatti sociali. Abbiamo così potuto riflettere un podi più, pensare a cose che fino a qualche mese fa non immaginavamo, imparare nuovi stili di vita.

Nel nostro piccolo, nel nostro non essere una famiglia ma qualcosa che ci si avvicina, stiamo sentendo in modo ancora più evidente limportanza di essere un punto di riferimento per ognuno dei nostri ragazzi

C’è chi ha ascoltato con apprensione le notizie sulla pandemia prendendole come un castigo divino per punire i nostri eccessi; chi ha pensato sin da subito alla fatica di resistere per un lungo periodo dentro casa senza potersi incontrare con gli amici, la ragazza, i compagni di squadra; chi sente la sofferenza ancora più forte di essere lontano dalla propria famiglia; chi sente la mancanza degli educatori che in questo momento non possono essere qui con “loro” e con “noi”; chi semplicemente vorrebbe tornare a una vita normale; chi sente nostalgia della tanto amata e odiata scuola e chi, ancora un po’ piccolo, non capisce come mai prima ci si poteva abbracciare mentre ora viene addirittura sconsigliato, reinventandoci così nuovi modi per dimostrare il nostro affetto nonostante le mascherine da ninja che ci siamo abituati a portare!

Quello che sentono “loro” non è poi così diverso da quello che sentiamo anche “noi”. Anzi, per certi versi la quarantena ci fa essere ancora più vicini… portando un po’ di tregua in quelle dispute “ragazzi vs educatori” che tanto ci stremano ma che in fondo, sotto sotto e in gran segreto ai loro occhi, a noi “grandi” divertono un sacco!

“Noi” che siamo educatori ci reinventiamo intrattenendoci tutti insieme con balli marocchini improvvisati, mimando canzoni trash albanesi cantate a squarciagola; ci divertiamo a scoprirci pure insegnanti di italiano, matematica, scienze, geografia, rendendoci sempre più consapevoli di quanto asini si possa essere da adolescenti e di quanta pazienza ci voglia per fare gli insegnanti; ci alterniamo nell’orto tra domate, albitata, kastravec, babruni, insalata, courgettes e altri ortaggi!

Non abbiamo l’illusione di essere una famiglia anche solo per qualcuno di loro, ma sappiamo che dal momento in cui arrivano dopo aver lasciato i loro affetti più importanti, e ora in modo ancora più evidente, noi siamo quelli che più si avvicinano a una sorta di famiglia. E nell’attesa che tutto passi… ci ricordiamo sempre che anche dopo le notti più buie risorge sempre il Sole!

 

Matteo Criscuolo e Francesca Magazzini fanno parte dell’équipe educativa della comunità per minori “Il Sole Dentro”, una struttura residenziale e semiresidenziale che accoglie minori con disagio familiare e/o personale dai 6 ai 18 anni, situata a Gallicano, nel cuore della Garfagnana, in provincia di Lucca.
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Murales di Keith Haring “tuttomondo”, Pisa

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