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Gli adolescenti, protagonisti dimenticati di questi giorni

The_Social_Truck_01di Alicia Iglesias | 

Buongiorno, sono la responsabile del progetto The Social Truck, un’idea che da giugno è attiva sul territorio ticinese. Lavoriamo a stretto contatto con i giovani attraverso un furgone costruito insieme a loro e che funge da laboratorio creativo itinerante. L’obiettivo è quello di lavorare insieme a loro valorizzando le loro passioni e i loro interessi attraverso il project management, realizzando così dei progetti in collaborazione con i servizi (aziende, associazioni, scuole, artisti, ecc.) e trasformando il contesto urbano in luoghi di esperienze e relazioni intergenerazionali e interculturali.

Come è successo a tanti, da ormai un mese abbiamo dovuto sospendere le nostre attività in concomitanza con la chiusura delle scuole. Repentinamente la realtà di tutti noi è stata stravolta. Tante le riflessioni, molte le domande e nel silenzio di questi pensieri affiorano anche nuove idee.
Il nostro lavoro ci porta a metterci costantemente in discussione, facendo fronte agli imprevisti, e nel saper guardare con nuovi occhi la realtà che ci circonda leggendo tra le righe i messaggi che ci arrivano per dare il meglio di noi nel nostro lavoro. Amo il mio lavoro, lo sceglierei di nuovo, e oggi mi trovo a ritradurlo in nuove modalità con i giovani.
In che modo mantenere la relazione con i ragazzi e le ragazze? In che modo progettare a distanza? Come comunicare con loro dando spazio ai loro bisogni e alle loro preoccupazioni? Come fare a costruire un dialogo saldo creando dei momenti di leggerezza, di sensibilità e di creatività?

Tra i tentativi di risposta ci viene in soccorso la tecnologia che, oggi più che mai, si sta dimostrando un mezzo volto a rispondere a una serie di necessità, in particolare quelle relazionali. E così mi sono lanciata insieme al mio collega nel percorrere “nuove” strade. Abbiamo iniziato a realizzare dirette instagram. Ogni diretta ha un tema scelto dai ragazzi e dalle ragazze. A volte invitiamo degli “ospiti speciali” e questi in alcune occasioni sono i ragazzi o le ragazze stesse che si mettono in gioco portando in campo le loro peculiarità e conducendo con noi la diretta streaming.
L’importanza della relazione, del vedersi, del mantenere fin dove possibile il “contatto umano” mi ha portato, insieme ai ragazzi, a costituire dei momenti di incontro online con piccoli gruppi di giovani, con lo scopo di progettare, chiacchierare e passare del tempo insieme attraverso delle applicazioni che favoriscono l’incontro (con un numero superiore a quattro persone). Il dialogo ti permette di tematizzare diversi argomenti e tra questi il bisogno di comunicare, di elaborare questa nostra nuova realtà.
Non è facile far passare il messaggio di stare a casa. I giovani ma anche gli adulti si sentono ripetere #iorimangoacasa per lottare contro un nemico invisibile che però sta lasciando un segno concreto nella nostra attuale società. L’adolescente fa fatica a comprendere chi è questo nemico invisibile e vive la casa come una prigione. Nel contempo gli viene chiesto di punto in bianco di autoregolarsi e di tenersi occupato quando, fino a quel momento, la sua vita è stata costantemente gestita dalla scuola, dai genitori e dalla società che ne dettavano tempi, modi.

Fino all’altro giorno abbiamo vissuto in una società altamente strutturata e nella quale l’essere performanti in tempi brevi era un valore aggiunto. Una società che chiedeva massima resa in tempi brevi e dove il concetto di noia aveva una connotazione negativa. In questo momento molti di noi hanno l’occasione di chiedersi a che punto sono della loro esistenza e quale direzione vogliono dare alla propria vita valorizzando la lentezza, l’autoriflessione e il dedicarsi alle proprie passioni. Ma in tutto questo i giovani come si collocano? Abituati come sono a ricevere costanti intromissioni dal mondo degli adulti che perennemente organizzano la loro vita. Ed ora eccoci qui a chiedergli di punto in bianco di essere autodisciplinati, di essere responsabili e di far parte di questa società.
Ci troviamo quindi confrontati con una nuova sfida nella quale siamo invitati a relazionarci con i giovani guardandoli con nuovi occhi e riconoscendoli in nuovi ruoli quali “guardiani e protettori” di noi adulti. Un nuovo sguardo che forse permetterebbe di vedere i ragazzi e le ragazze in modo diverso riconoscendo in loro una maggiore responsabilità rispetto a uno stare a casa e a viverla come una prigione.
Non possiamo pretendere e basta, non funziona così anche nei momenti di grande difficoltà. L’essere umano ha bisogno di sapere che il suo ruolo ha un perché, ha uno scopo e a maggior ragione un adolescente che sta imparando a stare al mondo. Di fatto, non tutti gli esseri umani hanno la stessa capacità di autoregolarsi e autodisciplinarsi specialmente in riferimento a un’età, quella dell’adolescenza, in cui stanno imparando a capire chi sono.
Quindi come arrivare a loro valorizzandoli e facendogli capire quanto in realtà il loro comportamento aiuterebbe l’intera società? Abbiamo ragionato insieme ai ragazzi e alle ragazze rispetto ad una serie di possibili iniziative online in cui sono loro i protagonisti promuovendo dei temi legati alla realtà attuale. Il gioco, in queste situazioni, si trasforma in uno splendido alleato, volto a far passare dei messaggi positivi e proattivi malgrado la distanza, il dover stare chiusi in casa e le difficoltà che lo caratterizzano.
Tra questi il tema della noia, considerata la grande nemica del nostro tempo. La noia, quell’esperienza fondamentale per produrre nuove idee o/tuffarsi in un mondo di pensieri divergenti. La noia, madre della creatività, della fantasia dell’autoreinventarsi. Ed ecco che per noi è importante dialogare con i ragazzi anche sul tema della noia come mezzo per creare, per sviluppare nuove idee, nuovi progetti.

Mi auguro di cuore che questa situazione porti in sé i cambiamenti di cui tutti stanno parlando e, oltre al rispetto per la nostra terra, nuove forme di conciliazione tra lavoro e famiglia, e molto altro ancora, auspico un nuovo modo di interagire con gli adolescenti. Un nuovo modo che non implichi un rispetto dovuto all’adulto ma un rispetto reciproco guadagnato.
Mi auguro che ci sia più lentezza nelle loro vite (come nelle nostre) affinché abbiano il tempo di respirare le loro esistenze e comprendere dove vogliono andare e cosa desiderano fare. Mi auguro che la scuola permetta sempre più di sviluppare un pensiero critico e creativo. Mi auguro di cuore che capiscano che solo loro possono decidere come vivere la loro vita e che tutti gli altri sono un contorno che fornisce loro dei punti di vista ma non la verità assoluta.
Mi auguro che comprendano il valore delle loro azioni e dei loro comportamenti (come in questa attuale circostanza). Mi auguro che questi ragazzi e ragazze imparino dai nostri errori e sappiano ripartire da qui per ricostruire insieme a noi una società più forte, più positiva, che dia il giusto valore a noi come esseri umani, alla natura che ci circonda e alle risorse che abbiamo sulla terra.

Alicia Iglesias, operatrice sociale e media educator, è responsabile di The Social Truck in Ticino (Svizzera): www.thesocialtruck.ch / instagram truckthesocial.

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