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Presenti e resistenti, noi ci siamo – Assistenti sociali per le emergenze

sito-socialedi Stefania Pelosio | 

Cara Clara Zanni,

il tuo racconto e il tuo appello ci trovano attente e solidali e in primo luogo parliamo a te e a tutte le colleghe che sono state coinvolte nelle zone più in emergenza Covid-19 in Italia. Lo vogliamo fare al femminile, non per escludere, ma come sorelle, come la madre a cui scrivi.
Ma chi parla ora? Nei mezzi di comunicazione abbiamo visto giustamente infermieri, medici, volontari, addetti ai mercati alimentari, trasportatori ecc.
Mai abbiamo visto operatori del servizio sociale, mai le assistenti sociali, nonostante qualche tempo fa fossero materia di grandi discussioni come strumenti di eventuale consenso politico (si veda il caso di Bibbiano).
Ci continuiamo a chiedere come mai, proprio noi che, con tutti gli altri già citati, siamo stati presenti fin dall’inizio, che viviamo mesi in emergenza e con turni continui, con richieste nuove impreviste, con ruoli di connessioni e di rete fondamentali, come mai noi risultiamo invisibili?
A questa domanda si connette un pensiero che ci preoccupa.
Se noi siamo gli operatori delle politiche di welfare, delle politiche dei diritti, delle politiche dell’equità e dell’inclusione socio-economica, quale attenzione si riserva a tutto questo?
Se come gli altri operatori siamo, non in seconda linea, ma in una primissima linea in cui famiglie intere presentano problemi quali assenza di reddito, assenza o riduzione delle reti di cura, difficoltà all’accesso ai servizi, all’istruzione e all’assistenza, perdita del lavoro, ecc. allora la nostra domanda deve diventare forte e udibile.
Il servizio sociale è il terreno privilegiato di connessione dei mondi: quello economico, del lavoro, della salute, dell’assistenza, della scuola e della cultura dei diritti fondamentali.
Noi siamo l’antenna dei danni strutturali, della forma e della trasformazione della comunità in cui si vive ora, proprio qui, e in cui si opera. Una sonda di spazio e tempo fondamentale.
Capire questo aiuterebbe a formulare politiche, proposte che tengano conto di tutto e di tutti gli attori.
Rivendichiamo questo ruolo, come un sapere e un agire professionale che deve essere considerato.
Ma se questo vale per il tempo di “pace” cosa dire del tempo dell’Emergenza?
Lavoriamo da anni come esperte delle emergenze, ne abbiamo fatto un sapere professionale e scientifico.
Varie sono le esperienze di gruppi di operatori sociali regionali a seguito delle ultime calamità, quali i terremoti, le esondazioni, le grandi migrazioni, la cooperazione internazionale.
Prima l’Emilia-Romagna, da cui scriviamo, che ha lavorato lungamente su Linee di Indirizzo per le Calamità Naturali in ambito di servizio sociale professionale, a seguito dell’esperienza diretta nel sisma del 2012.

Cara collega Clara di Bergamo e care tutte le altre colleghe che con te lavorano in un territorio così colpito che tante volte abbiamo sentito nominare; non sei sola, non siete sole!
Noi, corpo professionale, siamo con te ogni giorno, in un altro ufficio, in un altro luogo, ma con un senso di appartenenza che sempre più ci sentiamo di costruire e curare.
Quel senso di appartenenza che ci definisce in saperi specifici, in ricerche specifiche e quindi in competenze specifiche.
Poi, in quel senso di appartenenza che ci rende peculiari nella cura delle relazioni come strumento fondativo del nostro portato professionale, nell’incontro di persone, gruppi e comunità.
La fantasia e la ricchezza del nostro ruolo è un privilegio; noi siamo connessi a numerose istituzioni, forme sociali, reti informali, e tutte le espressioni che la comunità sa inventare e proporre.
Perciò cara Clara sentiti vicina a noi, noi lo siamo; e davanti a quelli che non ci vedono, non ci vogliono vedere, noi alzeremo la voce ogni giorno, non per gridare, ma per prendere uno spazio di responsabilità fondamentale che di fatto esercitiamo ogni giorno nel nostro agire quotidiano.
Siamo noi che quotidianamente (domeniche comprese) provvediamo a emettere i “buoni spesa”, siamo noi che raggiungiamo i cosiddetti “fragili” sapendo che questa pandemia ha ridisegnato persino la definizione di “fragilità”; siamo noi che connettiamo il mondo dell’assistenza alla sanità, il mondo della scuola all’educativo, le reti informali, il mondo del volontariato, le reti di tutela, le azioni di domiciliarità, i percorsi generativi, di inclusione e di empowerment.
Non siamo più chiuse nei nostri uffici, apparteniamo alla comunità e vogliamo essere visibili e vogliamo essere ascoltate e riconosciute.
Differentemente dagli infermieri o personale sanitario, che contestano questa definizione, non ci hanno mai chiamato eroi, semmai streghe, ma vogliamo essere chiamate professioniste e portatrici di un sapere professionale e accademico.
Vogliamo pertanto appartenere a quegli organismi che si occupano di emergenze: da sempre lavoriamo anche nelle emergenze e finalmente siamo riuscite a entrare nel sistema della Protezione civile, con la stessa dignità delle altre sue componenti.
Siamo certe di essere necessarie, siamo certe di fare parte di un intero sistema in cui la nostra assenza sarebbe un danno grave per le nostre comunità.
Ora come sempre, lavoriamo con turni continui per essere al fianco di tutte le persone che hanno subito questa terribile esperienza, al fianco di tutti i lavoratori che rischiano per la salute e per il posto di lavoro, al fianco degli altri professionisti e di tutta la comunità.
Presenti e resistenti, ci trovate di sicuro ogni giorno, questo è il nostro codice deontologico.
E se non ci cercate vi troveremo noi.

A nome di tutte le volontarie dell’organismo di volontariato “Assi.eme”.

Il presidente
Stefania Pelosio

L’organismo di volontariato ASSI.EME (ASSIstenti sociali per le EMErgenze) è costituito da un gruppo di assistenti sociali dell’Emilia-Romagna che ha fatto esperienza diretta di situazioni di emergenza e supportato i colleghi coinvolti, e che ha scelto di mettersi al servizio della propria comunità civile e professionale e del proprio sistema di protezione civile. Ha sede a Parma.

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