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C’era una volta una comunità educante e ora c’è diversamente – Nonni e nonne a sostegno di fragilità genitoriali

michelangelo-71282_1280di Fiorella Bartolomucci |

La storia racconta del progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” attivo a Sesto San Giovanni, finanziato nell’ambito del Bando prima infanzia – Fondazione “Con i bambini”.

Il progetto vede Auser Lombardia come capofila e le cooperative Lotta contro l’emarginazione, La grande casa e Fondazione Asilo Mariuccia come realtà partner sul territorio, in collaborazione con il comune di Sesto San Giovanni. Le attività sono supervisionate dal Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università Milano-Bicocca.

Il progetto nasce dall’idea che i nonni possano essere risorsa per le famiglie coinvolte diventando riferimento per i bambini e sostegno per gli adulti; ma non solo, intende anche promuovere occasioni di aggregazione sul territorio per riscoprire il legame tra adulti e bambini.

Inoltre crea concretamente l’opportunità di fare rete tra realtà di territorio che si impegnano per una comunità educante. Il progetto è attivo da circa un anno e mezzo, coinvolge 15 nonni volontari e 40 famiglie con bambini in fascia 0-6 anni.

Utilizzando competenze formali e informali, trova come principali strumenti la relazione di fiducia e l’incontro. Si offre un accompagnamento leggero e gioioso, attraverso l’apertura di uno spazio hub due volte a settimana. In questo spazio privilegiato si tessono preziose reti di aiuto, sostegno e accompagnamento quotidiano, con azioni mirate ulteriori per alcune situazioni specifiche.

È un hub per storie, appartenenze ed età diverse, dove insieme si sta scrivendo un racconto bellissimo, in cui tutto è in divenire e la comunità educante si forma e si nutre. Riteniamo che i rapporti creati siano preziosi; per questo motivo, oggi, il nostro sforzo quotidiano è quello di dare respiro a ciò che esiste, trovando nuove strategie di vicinanza e coinvolgimento.

Di seguito, ecco ciò che accade, sotto forma di storia, per raccontarla con delicatezza, perché delicata è.

C’era una volta un progetto bellissimo, in uno spazio colorato s’incontravano nonni e nonne con tanti bambini e con le loro famiglie. Si leggevano racconti, s’inventavano storie, si cantavano canzoni.

C’erano mamme che cucinavano merende buonissime, una volta al mese si festeggiavano i compleanni di tutti i bambini e ogni tanto si facevano gite favolose.

Si poteva giocare sotto il grande paracadute colorato, o con le mille idee dei nonni e delle educatrici, le mamme e i papà potevano chiacchierare, scambiare pareri e consigli. Da ormai un anno questa magia si ripeteva tutte le settimane.

Improvvisamente però arrivò un fatto molto strano, di quelli che non si possono proprio prevedere, un raffreddore forte forte, che se ti prende proprio non smetti più di starnutire e ti escono anche lacrime dagli occhi. Bisognava correre ai ripari, tutti nella propria casetta, a farsi le coccole e stringersi un po’. Per qualche tempo non si poteva proprio uscire, pensate un po’ non si andava nemmeno a scuola. Incredibile!

Così, ai nonni mancavano i bimbi, ai bimbi mancavano i nonni, alle educatrici mancavano le mamme, alle mamme mancavano le educatrici, a cui mancavano i bambini e anche i nonni e viceversa, insomma un pasticcio bello e buono. Bisognava trovare subito una soluzione!

Così pensa che ti ripensa, in una giornata speciale arrivò un’idea geniale! I nonni e le educatrici avrebbero fatto dei piccoli video interessanti per le famiglie e i bambini, per accorciare le distanze, per stare insieme comunque.

Così c’era Nonna Gabriella che faceva yoga, Nonno Giuseppe che costruiva il teatrino, Nonno Massimo e Nonna Ileana che raccontavano le storie della montagna, Nonna Katia e Nonno Sergio che mostravano le arti. Oltre ai giochi del clown Enrichetto e delle altre educatrici.

La meraviglia fu poi, quando questo creò un circolo VIRTUOSO e le mamme iniziarono a rispondere con i video dei bambini che salutavano i nonni, o delle famiglie che insieme costruivano i giochi, e ogni giorno nella chat c’erano due o più contributi di sorrisi e di cuore.

C’era una volta un progetto bellissimo, che dopo un anno di attività intensa in cui si sono creati legami bellissimi, in cui un sorriso ha scaldato e la semplicità ha unito generazioni e mondi, ha dovuto ripensare al modo di stare insieme.

C’è oggi un progetto bellissimo che è consapevole che per ESSERE insieme, non è necessario STARE insieme. I legami del cuore trascendono un imprevisto, una rete esistente si consolida nel momento del bisogno. Così grazie ai mezzi tecnologici, nonni, famiglie, bimbi ed educatrici sono tuttora quotidianamente in contatto, con uno scambio leggero nei contenuti ma profondo nei legami e nel messaggio che veicola: stare accanto, accompagnare, pensarsi e prendersi cura nel quotidiano è possibile anche oggi.

C’era una volta e c’è ancora un progetto bellissimo che sta facendo un respiro profondo, in attesa che si possa tornare a giocare insieme, ridere forte e ballare per poter vivere tutti felici e contenti.

Testo a cura di Fiorella Bartolomucci, educatrice nel progetto I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” attivo a Sesto San Giovanni, a nome dell’équipe progettuale.

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