1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio
  4. Noi educatori, carne da macello – Quarantena in comunità

_

Noi educatori, carne da macello – Quarantena in comunità

coronavirus-4994031_1920di Lubna | 

Lavoro in una comunità per adulti in difficoltà a Milano. I nostri utenti sono ragazzi, per la maggior parte provenienti dalle comunità per msna o dagli sprar.

Non siamo in tanti, una decina, e io sono l’unica figura educativa presente.

Inutile dire che con l’inizio della quarantena 9 ragazzi su 10 sono stati lasciati a casa dal lavoro e una struttura pensata per l’autonomia si è trasformata in un’affollata casa non preparata a reggere l’urto.

I volontari ovviamente e giustamente si sono volatilizzati e sulle mie spalle è caduto tutto il peso dell’organizzazione quotidiana di 10 ragazzi. Mi occupo di fare la spesa, di cucinare a pranzo, di organizzare attività didattiche, delle procedure burocratiche per ottenere gli ammortizzatori sociali e ovviamente sempre meno di educazione.

I ragazzi si sono dimostrati molto consapevoli e collaborativi, ma la situazione non è facile.

Non è facile che interiorizzino le norme igieniche in epoca di pandemia, come non è facile vivere con l’ansia del futuro quasi sicuramente con difficoltà lavorative.

Nei pochi momenti di riposo la voglia di parlare è tanta.

La nostra fortuna è quella di avere una struttura grande con un giardino che permette almeno un po’ di movimento.

Questa situazione ha colto impreparati tutti, inclusi i miei coordinatori, non sono stata dotata di alcun dispositivo di sicurezza e mi sono armata solo di buon senso, che chiaramente non è mai abbastanza.

Mi sono sentita molto sola ad affrontare un gigante più grande di me con il timore di prendere la decisione sbagliata ad ogni passo. La gestione di un gruppo non abituato a vivere momenti senza far niente così lunghi non è facile, bisogna saper usare bene equilibrio e regole, vanno soppesate molto le parole e bisogna adottare stili comunicativi molto precisi dando tutte le informazioni ma nella maniera adatta, senza creare panico.

Sarebbe stato decisamente meglio che ci fossero state ufficialmente fornite tutte le informazioni in caso di contagio e che fossimo stati affiancati da qualche servizio medico in caso di bisogno. In spazi di vita comune sarà quasi impossibile non avere casi di Covid-19 e l’incubo è che accada senza sapere come fare.

Noi educatori di queste strutture siamo stati usati come carne da macello, nessuno si è preso cura di noi e nessuno ci ha tutelati. Io attualmente sono a casa in isolamento e come me, a rotazione, altri colleghi di altri servizi con sintomi vari.

Quello che fa più arrabbiare è che siamo una categoria totalmente dimenticata e invisibile da tutti i punti di vista.

Spero che le cose migliorino!

Ciao Lubna

Lubna è educatrice in una comunità per adulti in difficoltà a Milano.

 Per acquistare un numero o abbonarti alla rivista >>>
 Leggi tutti i contributi arrivati #RaccontaIlTuoServizio >>>