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Spiegare il virus perché nessun bambino pensi che non vedere i genitori sia una punizione

festa_bambinidi Alessandra Faino | 

Nella nostra struttura “La casa dei bambini”, una comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, la più piccola compirà gli anni tra due giorni, e stiamo per lei organizzando una grande festa, perché a quell’età già è difficile spiegarsi perché vedi mamma una volta a settimana, figuriamoci poi perché a un tratto non la vedi più se non attraverso un pc e come mai il compleanno lo festeggerai senza di lei.

La nostra principessa è una forza della natura, simpatica e intraprendente, molto più dei bimbi della sua età; lei ogni volta che rientra dà un bacio a mamma e la saluta dicendole “ciao mamma, ci vediamo sabato”, senza piangere entra spedita e ritorna facilmente alla sua vita in comunità.

Ovvio è che quando accadono queste cose, ci si pone il problema del cosa lasci fuori per non sentirne così tanto la mancanza, ma il nostro compito è concentrarci su ciò che lei ritrova in quella grande casa, tutta colorata e chiassosa, dove probabilmente ha trovato una propria dimensione e dove sta sviluppando la propria personalità.

Il lavoro degli educatori è impegnativo, soprattutto in questi momenti, chiunque potrebbe crollare dietro le proprie debolezze, preoccupazioni e ansie, ma a noi non è concesso perché siamo addestrati alla sopravvivenza del buon umore, alla lotta per l’energia vitale e all’educazione al rispetto e all’amore.

In queste settimane contenere gli umori di tutti, grandi e piccoli, è roba da matti: se da un lato devi incoraggiare e rincuorare continuamente gli educatori, dall’altro devi fare in modo che si rispettino le normative per la prevenzione del contagio, non devi mai far mancare nulla, dalla spesa alle medicine, ai giochi, devi organizzare turnazioni, devi negoziare con gli umori altalenanti dei minori e devi sempre e comunque dimostrarti lucido, positivo e coraggioso.

Abbiamo rimodulato le nostre giornate, per certi versi sembriamo già a fine giugno, quando finita la scuola si fanno attività creative, sportive, ludiche, tutto ciò che aiuta a svagare la mente e rilassare muscoli e tensioni. Ma la realtà è ben diversa, e lo sanno tutti perché tra le attività quotidiane c’è la visione obbligata di almeno due tg al giorno; sappiamo tutti cosa sta accadendo, è giusto così, perché nessun bambino deve pensare che non uscire con i propri familiari o non riceverne visita sia una punizione per una marachella. L’equilibrio psicologico e il benessere emotivo vanno sempre tutelati, e noi l’indomani del decreto ci siamo tutti riuniti e abbiamo spiegato di questo virus monello ai bambini, nella maniera più semplice possibile, così che anche i più piccoli potessero comprenderla.

Ansie, paure e legami fragili vanno nell’immediato messi su una bilancia, bisogna trovare i modi e le parole giuste, le parole assumono un peso indescrivibile e non dormo la notte pur di trovare il modo giusto per rassicurare tutti: bambini, educatori e genitori.

In comunità parliamo del virus, lo combattiamo lavando spesso le mani e lo disegniamo… in poche parole lo stiamo vivendo e affrontando, sperando che si stanchi di noi e vada via il prima possibile. Perché ciò che non si vede e non si conosce crea ansie e paure, ma noi le paure dobbiamo sempre affrontarle e superarle pian pianino tutti insieme, come abbiamo sempre fatto. Dalla paura del buio, al dentino che deve cadere, al primo giorno di scuola.

Ad oggi ce la stiamo cavando alla grande, la tecnologia aiuta, videochiamate, telefonate più frequenti ai familiari da parte dei bambini e telefonate interminabili, foto e messaggi ai genitori spesso giovanissimi che nonostante tutto vanno aiutati, sostenuti e incoraggiati a tenere duro. Anche questo rientra nei compiti della responsabile di comunità, perché nessuno deve sentirsi solo, abbandonato e sconfortato.

Tutti ci stiamo abituando a questa assurda situazione, e la soddisfazione più grande è che nonostante le restrizioni, questa volta non imposte da un giudice, riceviamo tutti i giorni messaggi di stima e affetto dai familiari di questi meravigliosi bambini, che sono sereni nel saperli con noi in comunità. Questo, insieme ai sorrisi dei bambini, ci dà la carica ogni giorno per affrontare le attuali difficoltà.

Tornando alla piccola, il giorno del suo compleanno faremo una grande festa, con torta, festoni e palloncini, si faranno videochiamate e si ballerà, faremo di tutto per rendere questo strano compleanno il più bel compleanno della sua vita. E ancora una volta saranno loro a fare la differenza… gli educatori, portatori sani di amore e dedizione infinita.

Alessandra Faino è responsabile e psicologo della comunità alloggio per minori “La casa dei bambini” a Priolo Gargallo (Siracusa).

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