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Noi ci siamo, ma i ministri lo sanno? – L’educatore 2.0

resilienza illustratadi Angelica Mandriota | 

Sono tempi bui, bui per ogni professione. Il ristoratore che ha chiuso baracca. Il piccolo e medio imprenditore con l’azienda serrata e la clientela ritirata perché il “data da destinarsi” ha dato già libera al fai da te popolare. Gli insegnanti che si interfacciano con la DAD non sempre sostenibile. Persino i medici sono in crisi perché sottopagati ed esposti al perenne rischio.

Ma l’educatore, figura che passa in sordina in ogni decreto, che ruolo sta svolgendo attualmente? Perché Noi Ci Siamo e lavoriamo, eh… eccome se lavoriamo!

Abbiamo sostituito le visite domiciliari e di spazio neutro con telefonate e videochiamate per continuare a garantire un supporto educativo e legale, seppur a distanza. Perché Noi Ci Siamo.

Mediamo e gestiamo gli incontri protetti, ormai diventati virtuali, dove i conflitti per una parola captata male a causa della linea che salta sono all’ordine del giorno, cercando anche di trovare un compromesso per chi un telefono con videocamera non ce l’ha. Perché Noi Ci Siamo.

Ascoltiamo e supportiamo le ipocondrie, le preoccupazioni, la rabbia, gli sfinimenti e le parole avvilenti dettate da una condizione di vita già fragile e ampliate da un periodo di malessere collettivo. L’educatore diviene uno sportello d’ascolto virtuale, al quale richiedere un supporto prezioso in questi tempi di restrizione della modalità socio-comunicativa tradizionale. Perché Noi Ci Siamo.

Alle volte ci occupiamo di didattica on line e sostegno allo studio perché i bambini, abituati alla nostra presenza casalinga, utilizzano ogni strumento a loro disposizione per richiamare la nostra presenza. E così passiamo le ore in videochiamata inventando un modo per fare il solletico on line ad uno di loro, giocare ad UNO e portare il cane-peluche a spasso, perché Noi Ci Siamo.

Sosteniamo le mamme che son lì a chiederci come gestire il tempo, ormai “troppo”, dei loro figli e come contenere la rabbia di un marito diventato pressante e molto, molto irascibile. Perché Noi Ci Siamo.

I ragazzi vicini alla maturità necessitano di essere tranquillizzati, rasserenati. Questo è il tempo giusto per far loro acquisire nuove abilità sociali, che forse nuove non sono, impartire loro strumenti per gestire le emozioni contrastanti. Chiacchierare e asciugare lacrime con un dito che si avvicina ad una guancia separata da uno schermo. Perché la nostra empatia si adatta, si modella e Noi Ci Siamo.

Accogliamo telefonate di anziani che, pur di passare cinque minuti in compagnia, ci chiedono quale marca di minestrone surgelato possa essere migliore. Le verdure fresche ormai costano tanto e soldi non ce ne sono. Perché allora non consegnare gratuitamente un po’ di cibo? Sì, perché Noi Ci Siamo e il cuore ci dice di far così.

Nessuno tra i Ministri ci ha chiesto di continuare a svolgere la nostra professione seppur nei limiti e le cooperative per cui lavoriamo si son viste improvvisamente minacciate di esser private dei fondi economici qualora non avessero trovato un modo per poter rimodulare il servizio. Ma Noi Siamo Qui.

Ci siamo rimodulati, reinventati, ricreati e continuiamo a svolgere il Nostro Lavoro. Pronti per una nuova era che dia spazio ad un EDUCATORE 2.0. PERCHÉ NOI CI SIAMO E CI SAREMO.

Angelica Mandriota, pedagogista, lavora per la cooperativa sociale Itaca di Conversano (Bari) nell’ambito dell’educativa domiciliare.

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