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Le povertà non vanno in quarantena

Unità di stradadi Laura Cappellini |

Sono l’assistente sociale di un centro di accoglienza per adulti in difficoltà, gestito da una piccola associazione di volontariato, “Nuova Solidarietà”.

Sino all’8 marzo scorso, l’associazione offriva servizi di aggregazione con animazione territoriale, centri di aggregazione intergenerazionale, servizi alle famiglie con fragilità emotiva e per gli “ultimi degli ultimi”, quali: accoglienza, ascolto, distribuzione di alimenti, assistenza leggera per anziani e disabili.

Oggi tutto è rimodulato, un “imprevisto inaspettato”, il Covid-19 ha stravolto tutto. Niente incontri, saluti, abbracci, condivisione. Distanza sociale! È incredibile che oggi per il bene di tutti dobbiamo fare ciò contro cui abbiamo sempre lottato!

Ma lo facciamo a modo nostro, cercando di essere sempre “accanto” all’altro, per garantire l’indispensabile: la consegna a domicilio di beni di prima necessità; la mensa da “asporto”; la distribuzione delle derrate alimentari del Banco alimentare della Calabria; l’ascolto attraverso il telefono. È vero siamo distanti, ma solo fisicamente! La solidarietà non può andare in quarantena, purtroppo i bisogni e le povertà non lo fanno. Anzi, in questi momenti si accentuano più che mai.

Ed ecco, l’inatteso è sempre dietro l’angolo, che ha un modo tutto suo di sfidarti, ribussa alla porta della “Casa” di Nuova Solidarietà. Si presenta martedì sera alle ore 21:00 con una chiamata dal direttore della Caritas diocesana per chiederci se potevamo preparare un pasto caldo per le persone bloccate al porto di Villa San Giovanni.

Cosa rispondere in questo frangente se non… certamente, ci organizziamo! Pochi volontari preparano in meno di 40 minuti un pasto per 100 persone. Pasta calda, panini, acqua, frutta, piatti! Quasi contemporaneamente, arrivano gli agenti della Polizia metropolitana, che insieme alla Protezione civile ritirano la cena, appena pronta, per distribuirla ai bambini, alle donne e agli uomini, che si trovano in attesa di una risposta riguardo la loro sistemazione.

In questa emergenza, ci rendiamo conto di quanto sia faticoso mantenere una relazione d’aiuto del tutto inedita con guanti, mascherine e un metro e mezzo di distanza. Ma nonostante ciò, non smettiamo mai di regalare un sorriso, che seppur nascosto si intravede dallo specchio dell’anima: gli occhi.

Crediamo che il nostro lavoro, spesso poco conosciuto e riconosciuto, ci permette di reinventarci e ci prepara ad accogliere sempre nuove sfide, facendoci sviluppare abilità e creatività.

Questa esperienza, così tanto delicata ma al tempo stesso formativa, ci sta facendo comprendere il vero significato della parola “empatia”, il mettersi realmente nei panni dell’altro, sintonizzandoci con le diverse difficoltà di ciascuno e proprio ognuno di loro ci sta insegnando ad essere resilienti, quella capacità sorprendente di affrontare e superare gli eventi traumatici perché quell’“altro”, oggi, siamo tutti noi!

A tutti loro, la nostra dedizione e il nostro impegno, ricordando momentaneamente di rimanere distanti, ma sempre a un “millimetro dal cuore”!

Laura Cappellini è assistente sociale al Centro di Accoglienza per Adulti in difficoltà “Casa della Solidarietà P. Rotatore” di Reggio Calabria.

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