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Insegnami tu a vivere questo tempo sospeso

message-in-a-bottle-3437294_1920di Azzurra Galli |

[Questa è la lettera che consegnerò a ogni ragazzo della comunità, oggi quando entrerò in turno. Un elogio al tempo dell’adolescenza]

Carissimo,

mi piacerebbe molto provare finalmente ad osservarti per quel giovane adulto che sei senza la fretta imposta dall’incessante pressione delle cose da fare. Accedere a te con il passo umile, autorevole e leggero di una danzatrice classica che può finalmente piroettare intorno a te finché la musica ci accompagnerà. Ora abbiamo Tempo per stare insieme e per parlare un po’. 

Scusami se prima non ho trovato lo spazio per ascoltarti: c’erano i Servizi a cui rispondere al telefono o l’Assistente Sociale, la Psicologa o il Medico, gli Allenamenti, la Scuola, da cui accompagnarti. C’erano le corse di un educatore che tra una chiamata al telefono e la preparazione della cena per dieci persone deve far partire almeno un paio di lavatrici per turno (e magari stenderle perché l’asciugatrice è un lusso per noi). Ti ho detto tante, troppe volte, che quello non era un buon momento per chiedere o per parlare con me, che dovevo fare altre cose. Sempre di corsa. Sempre affannata. Iperventilata. 

Ti chiedo scusa se non ci sono stata. O peggio: se ci sono stata ma sfuggendoti, come sabbia tra le dita. Non voglio che tu la prenda come una giustificazione, ma credimi: il Tempo di un adolescente non è quello di un adulto. E io te lo invidio davvero quel tuo orologio il cui ticchettio scorre così innocuo su di te. Il mio Tempo sai… mi morde, mi strazia, mi fa sentire in colpa, in ritardo, costantemente inadeguata. Invece il tuo non è un Demone cattivo e punitivo. Tutt’altro. È un Tempo che concede, ti permette di rallentare, rimandare, delegare, aspettare. Addirittura può esser Tempo perso e non per questo ti fa sentire sbagliato. Sa essere vuoto, libero e quindi Creativo. 

Io ti adoro, anche se il mio ruolo mi impone di far la faccia indispettita, quando mi dici : “Azzu, dai… ti giuro… lo faccio dopo!…”. È lì che avverto la nostra incolmabile distanza: perché tu sai aspettare a fare le cose e ti godi il tuo tempo pigro magari fermo a contare quante righette son disegnate sulle piastrelle della cucina; io, invece, me lo son dimenticata da Tempo, appunto, di come non riempire il Tempo di cose da fare. Allora stavo pensando, se puoi, se troverai il Tempo, stavolta tu dovrai trovarlo per me… Ecco, sì, ti volevo chiedere se magari potevi insegnarmi ad usare quel Tempo per non sentirlo così opprimente. 

Se puoi, liberami dai condizionamenti e dagli obblighi a cui adempiere per sentirmi un bravo educatore efficace… Voglio osservarti e giocare con te, ribaltare tutte le tabelle di marcia, togliere le pile a tutti gli orologi… Sentirmi immerso nel Tuo Tempo, decisamente No Covid. 

Azzurra Galli è educatrice in una comunità socioeducativa che ospita adolescenti tra i 12 e i 17 anni della cooperativa “Si può fare” a Fornovo Val di Taro (Pr).

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