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Impariamo la mossa dell’ostrica – Suggerimenti per contatti creativi

nature-2570617_1920Centro psicologico Astrolabio | 

 Da settimane ci ha raggiunto l’emergenza Coronavirus, un “corpo estraneo” sconosciuto che ci spaventa, stravolge la quotidianità, ci obbliga a stare in casa, fa stare distanti: cosa possiamo fare, per evitare che questa situazione ci getti nel panico o nello sconforto? Possiamo fare come l’ostrica, che trasforma il granello di sabbia da cui è stata invasa in una perla, unica, bellissima, preziosa.

Noi di Astrolabio abbiamo pensato a dei piccoli suggerimenti per affrontare l’emergenza CoViD19 anche dal punto di vista psicologico, con l’augurio che ciascuno possa trasformare il difficile momento presente in opportunità di crescita, creatività, riscoperta di sé e dell’altro.

Visto che baci, abbracci e strette di mano in questo periodo sono vietati possiamo inventarci nuovi modi di esercitare un contatto. Ad esempio si può:

  • allargare il pensiero verso chi è malato – di CoViD19 come di qualsiasi altra malattia – e si sente solo, angosciato; il pensiero si espande e arriva anche ai famigliari di chi non sta bene, che vivono altrettanta sofferenza, rabbia e senso di impotenza;
  • lanciare uno sguardo di ammirazione e gratitudine a chi quotidianamente si prende cura di chi è malato: personale ospedaliero e non, medici, infermieri, specializzandi e studenti sono ormai allo stremo delle forze ma non rinunciano nemmeno per un secondo al proprio ruolo;
  • far affiorare un sorriso sul viso di tutte le bambine e i bambini che stanno vivendo questa situazione ed esprimono, a modo loro, un arcobaleno di sentimenti: curiosità, paura, rabbia, smarrimento, fiducia. Pure loro hanno bisogno di fare domande, anche se piccoli: bisogna avere il coraggio di… essere e stare alla loro altezza;
  • strizzare un occhio alle ragazze e ai ragazzi che si ritrovano, quasi paradossalmente, a non veder l’ora di tornare a scuola – chi l’avrebbe mai detto?! A loro bisogna insegnare a riconoscere dentro di sé una forza incredibile, mai vista: la forza di convivere con il vuoto, la noia, l’immobilità, l’attesa, l’indeterminatezza;
  • dare voce ai genitori (chi continua a lavorare, chi lavora da casa, chi è confinato in quattro mura ormai da settimane…): a loro va riconosciuta la funambolesca capacità di organizzazione creativa del quotidiano. Non sempre è facile, non è scontato riuscire a stare in costante e continuo contatto con i propri figli. In fondo, è un po’ come stare in costante e continuo contatto con il proprio essere piccoli;
  • prestare orecchio a chi è e/o si sente solo: questa condizione, indispensabile per la salute di tutti, può amplificare però il silenzio assordante che riempie le abitazioni di chi si trova da solo. Il suono non si propaga nel vuoto, è necessario riempire gli spazi relazionali con vibrazioni emotive autentiche.
  • non perdere di vista chi è preoccupato anche per il proprio lavoro: in questo periodo in cui è fondamentale mantenere le distanze, c’è anche la necessità di tenere strette a sé le proprie certezze, per sé e per gli altri che si hanno accanto;
  • infine, ma non meno importante, entrare in contatto con se stessi: abbracciare le proprie paure, accarezzare i propri desideri, assaporare il proprio tempo … nulla di più complesso, nulla di più prezioso.

PS. Ah, dimenticavamo. In questo periodo si naviga in una marea di notizie, spesso allarmanti. Ricercare costantemente notizie sui media e sui social può diventare controproducente: meglio affidarsi alle comunicazioni scientifiche e istituzionali: Organizzazione Mondiale della Sanità, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità.

Il centro specialistico Astrolabio, gestito dalla cooperativa sociale Koinè di Novate Milanese, si è organizzato per fornire un supporto psicologico online (in videochiamata via Skype o Whatsapp) nel difficile periodo di quarantena che tutti stiamo vivendo.

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