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Il telefono non squilla più – Il difficile sostegno alle donne vittime di violenza

farfalla spezzata_Pietra Barrassodi Ivana Calamia | 

Siamo tutti d’accordo che la casa in questo periodo di Covid-19 è il primo luogo che ci tutela, che ci salva dal contagio di un virus troppo aggressivo e per il quale ancora non abbiamo il rimedio. Ma quel luogo di protezione per alcune donne non è mai stato un luogo sicuro. E se prima era galera con alcuni spazi di tempo per poter respirare, adesso il maltrattante non esce più… è sempre attento alle sue vittime affinché queste non possano liberarsi di lui neanche per un momento.

È in questo momento che le relazioni conflittuali possono diventare estremamente violente. Sta avvenendo una trasformazione pericolosa che silenziosamente distrugge il femminile.

Alma, la cooperativa che presiedo, ha da tempo istituito un servizio al territorio che è di prevenzione e di profonda sensibilizzazione alla tematica della violenza di genere, nasce come forma di attivismo sociale perché siamo convinti che la conoscenza da parte di tutti i cittadini debba essere il primo step verso la tutela reciproca. Aggrega donne e uomini, non abbiamo una matrice femminista, siamo convinti che l’uomo sia una parte indispensabile alla genesi del cambiamento.

“Vuci di fimmina” è così un progetto che nasce da tanti cittadini attivi che hanno voglia di dire basta alla violenza di genere; ognuno di noi con sensibilità e delicatezza è sentinella attenta della vita dell’altro, per chi non è in grado di proteggersi, cittadini che tendono la mano a donne in difficoltà, solo così possiamo essere in grado di moltiplicarci come custodi della salute dell’altro.

La possibilità di coinvolgere operatrici di diverse etnie adeguatamente formate ci garantisce un’attenzione particolare anche alle donne che non parlano l’italiano e che sanno di poter essere comprese nella loro lingua, nelle loro abitudini culturali, nelle loro difficoltà. Un sostegno psicologico ma anche un’assistenza e una guida legale competente.

Questo è un periodo in cui però non bisogna stare fermi, dentro casa sì ma fermi mai… una linea telefonica dedicata alle donne era il servizio più utile che in questo momento potevamo offrire. Gli episodi di violenza di genere continuano ad aumentare e un telefono muto è il segno di maggiore controllo sulle donne da parte dei maltrattanti, è la voce delle donne che è stata ulteriormente spezzata, proibita, esclusa, negata. Si tratta di una doppia condanna per le vittime e noi a questo non possiamo arrenderci.

Quotidianamente abbiamo un contatto con chi ha già intrapreso un percorso con noi per uscire dal ciclo della violenza, le accompagniamo in questo momento di difficoltà, proviamo a seguirle nelle scelte che devono fare da sole.

Un telefono ci consente di non lasciarle sole e la paura passa. Vorremmo essere la fiducia che hanno perso negli altri, la possibilità di rinascita negata, la certezza di trovare qualcuno che le aiuta concretamente, la consapevolezza che vivere liberamente si può!

Per le nostre vittime di femminicidio, per le donne che hanno lottato anche contro se stesse per scappare dalla violenza, per le mamme che non sanno più come proteggere i loro figli, per tutte le loro ferite dell’anima e del corpo… vuci di fimmina c’è…

Ivana Calamia, psicologa, è presidente della cooperativa sociale Alma, coordinatrice del progetto “Vuci di Fimmina” a Mazara del Vallo (Trapani).
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Illustrazione di Pietra Barrasso “farfalla spezzata” 

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