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Se il quartiere si ritira in casa – L’impatto del Covid sui progetti di rigenerazione urbana

covid balconidi Roberta Catania |

“È necessario unirsi, non per stare uniti, ma per fare qualcosa insieme”, così scriveva Goethe ed è proprio così che si potrebbe riassumere il lavoro sul territorio degli operatori di COOLtour.
COOLtour è un servizio dell’associazione La Strada-der Weg di Bolzano, realtà attiva da 40 anni nel terzo settore: COOLtour è un progetto di promozione culturale che dal 1° giugno 2017 trova sede in un negozio dismesso da tempo, collocato nel territorio periferico bolzanino, spesso ricordato mediaticamente non per le sue potenzialità, ma per i piccoli fatti di cronaca che gli hanno causato spesso l’appellativo di luogo di disagio e di degrado.
COOLtour è inserito in un progetto più ampio, quello delle Botteghe di Cultura, una rete di rigenerazione urbana che stimola gli abitanti del quartiere a partecipare attivamente ai processi culturali pensati per il territorio. Attraverso la collaborazione tra l’Ufficio politiche giovanili della Ripartizione cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano e l’Istituto per l’edilizia sociale (IPES), all’inizio del 2017 è stato lanciato un bando denominato “Negozi e Cultura”.
L’innovativo progetto di welfare generativo mirava ad assegnare gratuitamente quattro spazi commerciali pubblici ad associazioni o cooperative che si fossero impegnate a sostenere l’occupazione giovanile nel settore creativo-culturale e migliorare la coesione sociale nel quartiere di riferimento, quello di Don Bosco.

La Strada-der Weg, tra i quattro assegnatari degli spazi, ha sviluppato un concept londinese, quello degli Idea Store di East End, applicandolo al quartiere bolzanino di riferimento: nati da un progetto di Sergio Dogliani, cultural manager torinese, gli Idea Store sono dei centri multiservizi che si collocano come valida alternativa ai centri commerciali offrendo agli abitanti delle zone periferiche la possibilità di usufruire di servizi primari, come supermercati, uffici anagrafici e scuole dell’infanzia, insieme e accanto a servizi culturali gratuiti come cinema, biblioteche o teatri, in un unico luogo.
L’esperienza degli Idea Store offre molte sollecitazioni per ripensare la necessità e l’accessibilità della fruizione culturale, sancita nel nostro Paese anche dalla Costituzione.
COOLtour nasce come applicazione di questi intenti e mira a coinvolgere giovani e abitanti del quartiere in un percorso di promozione culturale condiviso da tutte le realtà e le rappresentanze che vivono e animano ogni giorno il quartiere.

Il quartiere vive, dalla sua nascita nel 1938 ad oggi, una percezione di subalternità rispetto al centro città e agli altri quartieri, percezione spesso cavalcata anche dai media che dipingono il quartiere come luogo di disagio, criminalità e isolamento sociale. In realtà, facendo una mappatura della situazione socio-culturale della zona, ci si accorge di quanto Don Bosco sia storicamente sede di diverse associazioni, e di quanto lo spirito di collaborazione e il senso di comunità siano parte integrante della personalità di chi lo abita.
COOLtour, per valorizzare questa anima del quartiere e agevolare gli scambi relazionali virtuosi, non solo limitati al quartiere stesso, ma anche di intercambio con la città nel suo insieme, si propone quotidianamente come uno spazio aperto, un ufficio stampa che ha come scopo il giornalismo partecipato. L’idea è quella di rendere gli abitanti del quartiere non solo fruitori passivi delle notizie che li riguardano, ma partecipi e promotori di storie, notizie o segnalazioni.
In un’epoca in cui l’informazione e la comunicazione sono a disposizione di chiunque, il nostro progetto vuole mettere l’accento sull’etica della comunicazione, sulla scelta delle fonti delle notizie e sulla professionalità di un mestiere sempre più dato per scontato, e vuole farlo formando nuove generazioni di comunicatori.

COOLtour offre in tal senso anche dei corsi di approfondimento tematico o di miglioramento tenuti proprio da professionisti dei vari settori della comunicazione (videomaking, giornalismo, fotografia, comic, graphic recording, illustrazione) per fornire, alle giovani penne inserite nel progetto, occasioni di formazione continua e un servizio di mentoring mirato e calibrato sulle esigenze che i ragazzi riscontrano nel quartiere.
L’obiettivo di questo esperimento di giornalismo partecipato, oltre al percorso professionalizzante in sé, è l’instaurazione di una relazione significativa tra educatori, ragazzi, professionisti affermati e quartiere, con l’intento ultimo, non di poco conto, di rafforzare la coesione sociale favorendo lo scambio intergenerazionale e una pluralità di linguaggi.
Proprio per creare una rete di conoscenza e fiducia nei riguardi del servizio, COOLtour offre diversi servizi al pubblico: è un punto informativo culturale, ha una biblioteca di condominio, un punto internet gratuito, uno spazio relax in cui si può leggere il giornale e bere il caffè, una vetrina espositiva per mostre artistiche e fotografiche, un piccolo orto condiviso con piante aromatiche che sono a disposizione degli abitanti del quartiere a cui è legato un servizio di garden sitter e offre lo spazio ed esperienza professionale per creare eventi culturali ad hoc che rispondano alle esigenze del quartiere.
COOLtour è anche uno spazio in cui nascono progetti creativi, idee di innovazione culturale ed è il luogo d’incontro di sorprendenti collaborazioni, proprio come un incubatore culturale dovrebbe fare. Chi entra a COOLtour, insomma, entra anche in uno spazio condiviso a cui tutto il quartiere può contribuire e del quale tutti possono sentirsi parte.

Per la realizzazione di ogni progetto culturale ci si deve sporcare le mani: COOLtour è sì un progetto di Lifelong learning, ma anche di Lifelong doing, in cui ci sono sia figure di facilitazione e guida che possono valorizzare le competenze e i talenti di tutti e infondere il know how, sia una partecipazione attiva da parte di chi ha competenze attuative, pragmatiche, attinenti alla sfera del do how: solo unendo e condividendo le forze e le conoscenze di tutti gli attori è possibile raggiungere il fine comune e ultimo, ovvero creare un welfare aggregante, di stampo culturale innovativo.
Secondo i dati del bilancio 2019, attorno a COOLtour ruotano oltre 60 giovani appassionati di comunicazione e nel suo spazio ha accolto 1462 interessati ai servizi offerti da questa vetrina aperta al pubblico. Gli eventi organizzati durante il 2019 risultano essere 60 e quindi si può dire che più di una volta a settimana COOLtour ha ospitato mostre, rassegne, concerti o momenti di intrattenimento collettivo. A lavorare al servizio sono due figure part-time, un’educatrice e un’operatrice culturale, che complessivamente coprono l’orario di apertura settimanale del servizio che è di 30 ore a settimana. Le operatrici sono sempre in compresenza delle valide figure di volontari, di varie età, provenienze e con differenti spinte motivazionali. Tutte queste componenti fanno di COOLtour un servizio vivo.

Per un progetto basato sulle relazioni, il periodo di questa emergenza sanitaria da Covid-19 con le relative limitazioni del #IoRestoACasa pesa moltissimo, ma non può arrestare i collegamenti tra le persone che orbitano attorno al servizio. Per questo gli operatori si sono attivati per creare una fitta offerta creativa, comunicativa e relazionale mantenendo contatti telefonici con alcuni utenti e stimolando la propria community sulle loro piattaforme social: da un lavoro di prossimità, come quello dell’educatore, si è passati a un lavoro certamente più limitante e schermato, ma che può comunque creare partecipazione e scambio.

È in questo periodo che COOLour, sfruttando il suo bacino di appassionati, ha lanciato anche ArtWebSound, il primo festival italiano di musica e fumetto, che i primi di maggio animerà non solo le pagine social del servizio, ma, si spera, anche gli animi di chi fruirà da casa di arte e musica di qualità.
In questo periodo COOLtour ha imparato che anche a distanza si può essere collante sociale e che per farlo ci vuole non vicinanza fisica, ma empatia e vicinanza emotiva.

Roberta Catania è coordinatrice del progetto COOLtour dell’associazione der Weg-La Strada di Bolzano.

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