1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio
  4. Avvicinare alle brutte realtà un bagliore – L’educatore in un gruppo appartamento

_

Avvicinare alle brutte realtà un bagliore – L’educatore in un gruppo appartamento

disegno Lucreziadi Francesca Barale |

Suono il citofono, salgo le scale, apro la porta d’ingresso e vedo Giada (4 anni) corrermi incontro felice come il sole con la sua testa piena di capelli e il suo corpo pieno di energia. Jessica mi confessa che le mancano i suoi figli. Piange e so che in questi casi un abbraccio non li farà materializzare qui, ma servirà almeno per dirle che non è sola.

Edoardo ha 2 anni e da qualche tempo ha deciso che non me ne posso andare da casa sua finché non mi dà un bacio. Da poco più di un mese, non posso accovacciarmi e aspettare a braccia aperte l’arrivo di Giada, non posso abbracciare Jessica e non posso ricevere il bacio più dolce del mondo, quello di Edoardo.

Dove risiede il lavoro educativo? Premesso che si possa definire lavoro, gli interventi educativi sono dappertutto e i più preziosi sono racchiusi nei gesti più piccoli: una carezza, una stretta di mano, un pranzo assieme, una passeggiata. Mi sono chiesta più volte cosa intendessi per “educare”. Col tempo ho deciso che educare significa camminare insieme, semplicemente questo. Percorrere un pezzo del sentiero della vita insieme in cui l’educatore, attraverso la relazione, semplifica le cose difficili. In questo sentiero ci sono svariate difficoltà sì, perché per alcune realtà la vita non fa sconti, ma da inguaribile ottimista sono convinta che non sia necessario rendere belle le cose brutte bensì avvicinare alle brutte realtà un bagliore, un luccichio, insomma qualcosa che schiarisca il nero su cui siamo focalizzati.

Nel fare educazione ci si accorge in fretta che il rapporto non è mai unidirezionale. I protagonisti sono sempre le persone, ognuno di loro ha una storia che va ascoltata in silenzio con occhi attenti e mai giudicanti e durante il sentiero ci si porta sempre a casa qualcosa perché le persone insegnano e le relazioni segnano, sono scintille che ti lasceranno sempre qualcosa dentro.

Da poco più di un mese ho provato a spiegare a Giada cosa fosse il Covid-19, ma ogni volta che suono quel campanello la reazione è sempre la stessa e io non ho nessuna voglia di girarmi dall’altra o allungare le braccia per allontanarla. Le lacrime di Jessica scendono con o senza Dpcm 11 marzo, lei ha bisogno che qualcuno le dica “sono qui”, ma che lo faccia adesso, non a maggio.

Edoardo invece la prima volta che mi ha visto entrare con mascherina e guanti si è messo a piangere.

E allora che fare? Come vanno gestite le cose in queste realtà di gruppo appartamento dove la mission è basata sull’accogliere nuclei, donne, bambini e storie di fragilità? Come si cammina insieme su quel sentiero ? Che distanze si prendono in contesti così umani dove serve vicinanza, calore, uno sguardo di sollievo dove la mascherina però nasconde all’altro il sorriso che talvolta basta per alleggerire tutto?

Sai che succede? Succede che siamo educatori e come tali troviamo strategie, ti piombano in testa mentre impasti i croissant per la mattina seguente (perché siamo in quarantena anche noi e a casa ti reinventi pasticciere), ti si illuminano gli occhi mentre guardi annoiato in tv il documentario del pinguino imperatore.

Succede che il giorno dopo con Giada inventi un saluto tutto vostro per salutarla a distanza coi poteri magici. A Jessica proponi una videochiamata su Skype con l’audio ritardato, che capirsi coi suoi figli diventa un’impresa e da Edoardo entrerai solo dopo esserti disegnato un sorriso a 36 denti sulla mascherina.

Stephen Hawking diceva che “l’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento”, ebbene sì noi educatori siamo davvero intelligenti.

Francesca Barale è educatrice in un gruppo appartamento che accogli nuclei, donne, bambini e storie di fragilità della cooperativa sociale FORMA LIBERA di San Secondo (Torino).

——
Disegno di Lucrezia, 12enne di Loceri (Ogliastra) – dal web

 Per acquistare un numero o abbonarti alla rivista >>>
 Leggi tutti i contributi arrivati #RaccontaIlTuoServizio >>>