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L’importanza di esserci per genitori stanchi – Un’educativa domiciliare minori

hands-3236059_1920Equipe educativa domiciliare minori |

In questo periodo di isolamento, distanziamento sociale obbligato, è facile sentirsi soli, dimenticati, abbandonati. Provare una moltitudine di emozioni – dal sentirsi alleggeriti dagli obblighi della quotidianità (scuola/lavoro, palestra, terapia, musica…) alla noia e alla fatica di non sapere come affrontare un ennesimo giorno chiusi a casa, dove la buona routine viene a soccombere all’anarchia della perdita di senso – è comprensibile e pur essendo traumatico va condiviso.

Tutti noi attraversiamo momenti up che si alternano con quelli più temuti di umore nero. In questo contesto inaspettato e preoccupante noi, dell’équipe di Educativa Domiciliare Minori, continuiamo a pensare alle famiglie che usufruiscono del nostro servizio. La nostra presenza ha assunto necessariamente una modalità diversa.

Per spiegare come si è convertito il servizio ai tempi del Coronavirus è bene spiegare il servizio prima dell’emergenza Covid-19.

Il SAD-M è un servizio di educativa domiciliare minori, a Roma denominato Sismif, e di Spazio Neutro per gli incontri tra minore e genitori o adulti di riferimento.

Spiegare il nostro servizio non è semplice, a volte la fatica sta nello specificare cosa non siamo: non offriamo un servizio di babysitter né di ripetizioni scolastiche.

Il mandato ci viene dato dai Servizi sociali dei Comuni, nella maggior parte dei casi su indicazione del Tribunale dei minori. Solitamente il nostro servizio si svolge principalmente sul campo, all’interno delle case degli utenti, nel territorio o negli spazi della Cooperativa.

Siamo chiamati, fondamentalmente, dopo un periodo di osservazione, a pensare interventi di sostegno e supporto per minori che vivono all’interno di famiglie che manifestano fragilità. Il nostro lavoro passa attraverso la relazione di fiducia che riusciamo a creare con i ragazzi e le loro famiglie in un continuo oscillare tra la funzione di monitoraggio/controllo e di sostegno.

Le famiglie vanno toccate, annusate, sentite. Esserci fisicamente è fondamentale.

Con l’arrivo del Covid-19, il Comune conferma che il Servizio deve continuare, dando linee guida difficili da garantire in un lavoro fatto di vicinanza, di contatto fisico ed emotivo.

Consapevoli che la convivenza forzata mette a dura prova la serenità di ogni famiglia, abbiamo sentito la necessità di trovare un nuovo modo per restare vicino alle nostre famiglie che ogni giorno si confrontano con le difficoltà.

Subito ci attiviamo e cerchiamo di pensare a come gestire l’intervento in sicurezza (tenere la distanza, evitare assembramenti, ecc.) ma le famiglie chiedono la sospensione del servizio. Comprensibilmente temono la nostra presenza. Noi per mandato istituzionale entriamo nelle case e siamo degli sconosciuti, ci immergiamo nell’aria che vivono e respirano i nostri utenti. Oggi più che mai la fragilità va tutelata e rispettata.

Ma non possiamo sparire con la semplice sospensione del servizio, non possiamo mettere in stand by quei legami che, con impegno e fatica reciproca, abbiamo costruito con le famiglie, le nostre compagne di viaggio.

Bisogna trovare una finestra da dove poterci affacciare e farci vedere, una finestra da dove dire ai nostri ragazzi, alle mamme e papà che noi ci siamo e non li abbiamo dimenticati.

Così abbiamo proposto di mantenere i nostri appuntamenti non più andando fisicamente casa, ma al telefono.

Mentre i ragazzi, al telefono, non hanno tutta questa voglia di chiacchierare e di raccontare come stanno e sono molto più propensi a continuare la partita online con gli amici, questa modalità ci ha permesso di scoprire l’importanza di esserci per dei genitori stanchi di dover parlare solo con i loro figli e di non avere nessuno a cui dire “HO PAURA”.

Spiegamelo tu cosa sta accadendo e come faccio a spiegare tutto ciò ai miei figli? Ma non solo. Come farò senza stipendio? Come faccio a fargli seguire la didattica senza computer?

Raggiungere tutte le famiglie in questa nuova forma è sorprendente ma anche difficile. Le famiglie rispondono quasi sempre, si raccontano, inviano foto, disegni, aspettano il nostro ingresso a casa da questa nuova finestra che, forse ci piace pensare, non le fa sentire abbandonate. C’è chi avendo il cellulare di ultima generazione ci chiede aiuto per i compiti o ci mostra la collezione dei rettili, chi ci concede dieci minuti e chi invece è irraggiungibile. Ma noi continueremo a chiamare tutti perché nessuno resti indietro e per dirgli che se ti affacci alla finestra vedi noi che ci siamo.

Non dimentichiamo che ci sono servizi che non possono essere rimodulati, come lo Spazio neutro. Gli incontri tra minore e genitore in situazioni protette vengono mantenuti rispettando quella distanza che tutela la salute e garantisce il mantenimento del rapporto tra i due partecipanti.

Noi ci siamo perché la relazione l’abbiamo instaurata e la vogliamo mantenere, ci siamo perché la distanza fisica non allontana i pensieri.

Il pensiero costante che rimanda alle persone con cui ogni giorno percorriamo un pezzo di strada insieme, quello non si sospende, al contrario nei momenti più inaspettati ci ritroviamo a pensare cosa farà Matteo? E Francesca? E poi ci sono tutti quegli scatti di vita vissuti nel nostro lavoro quotidiano che riaffiorano con forza e potenza nella nostra mente; sono gli stessi che in passato cercavamo di tenere separati dal nostro privato, ma che forse oggi ci nutrono di quel calore umano di cui l’emergenza sanitaria ci ha privato.

Nonostante gli eventi che sconvolgono il nostro operare quotidiano, noi continuiamo il nostro difficile viaggio cercando di superare la tempesta e ritrovare un nuovo approdo da cui ripartire.

Il Servizio di Assistenza Domiciliare Minori (SAD-M), destinato ai minori e alle loro famiglie che vivono in stato di difficoltà e a rischio di emarginazione, è svolto dalla cooperativa sociale Iskra in convenzione con il Comune di Monterotondo (Rm) e prevede la collaborazione della ASL RM G1.5 e, in alcuni casi, del Tribunale dei Minori.

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