1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio
  4. Anche la formazione professionale si riorganizza per garantire presenza e continuità ai ragazzi

_

Anche la formazione professionale si riorganizza per garantire presenza e continuità ai ragazzi

videocallFondazione Engim | 

L’ente di formazione professionale ENGIM, nei suoi 25 centri formativi in Italia, sta garantendo presenza e continuità agli oltre 8.000 giovani studenti. Con video-lezioni, supporti digitali e spazi virtuali, da Bergamo a Roma, da Venezia a Torino e Ravenna, tutti i formatori sono in prima linea per agganciare quotidianamente i propri allievi e dare continuità alla formazione, scongiurando il rischio di abbandono scolastico.

Come formatori, in questi giorni e nostro malgrado, rischiamo di venir meno al nostro dovere: prenderci cura degli studenti, non lasciarli soli. Perché anche tra gli allievi dei centri di formazione professionale, per lo più adolescenti, dopo le prime fasi di entusiasmo, inizia a emergere un po’ di disorientamento e di noia, obbligati a stare in casa, lontani fisicamente dai loro amici, dai loro compagni, ma anche dalla scuola, che rassicura e scandisce la routine quotidiana.

Affinché questi siano «giorni per unire e non per separare» – come ci ha esortati qualche giorno fa il presidente ENGIM, padre Antonio Lucente -, dobbiamo pensare a quali strumenti abbiamo a disposizione, alle tecnologie che possiamo mettere in campo per ridurre la distanza tra i formatori e i singoli allievi. La quarantena imposta dal Coronavirus ci obbliga a cogliere l’immensa opportunità che la didattica a distanza e il digitale ci offrono.

Per ENGIM non è un salto abissale: i nostri centri formativi sono già attrezzati dal punto di vista tecnologico e dai ragazzi non rileviamo alcun impedimento visto che vivono quotidianamente la contaminazione tra esperienze reali e digitale.

In tutto il territorio, i centri di formazione ENGIM si sono riorganizzati per attivare le lezioni a distanza: ripensare alle lezioni perché siano fruibili dallo schermo dello smartphone e rendere più smart i materiali didattici, è una sfida che sta appassionando tutti.

Sono partite le prime video-lezioni, con il supporto di spazi di archiviazione e condivisione di documenti e file multimediali, e ad esse ha risposto la quasi totalità degli studenti: i ragazzi hanno subito condiviso con i formatori il loro sentimento di solitudine vissuto fino a oggi e la loro gioia nel ritrovarsi almeno “virtualmente”. Per questo tutta l’energia si concentra su questo obiettivo primario: NON LASCIARLI SOLI.

«Come in ogni grande famiglia, in ENGIM aspiriamo al bene reciproco, condividiamo gli stessi sogni e, anche in questi momenti difficili, dobbiamo cercare di seguire le vie della COLLABORAZIONE, dello SCAMBIO, dall’AIUTO», suggerisce padre Antonio Lucente. «Tre vie che da oggi seguiamo con qualche consapevolezza in più: questi gravi eventi sono a ricordarci che non siamo padroni del nostro destino e che il virus può colpire tutti; queste crisi mondiali devono scuoterci e farci sperare in un rifiorire a nuova umanità».

Sono più di tre settimane che le aule dei centri ENGIM sono deserte, manca il vociare dei ragazzi nei corridoi e nei cortili. Come se la cavano a casa?

Nei nostri centri formativi del bergamasco, zona fortemente colpita dall’epidemia, le famiglie degli allievi vivono oggi una situazione difficile da gestire emotivamente e fisicamente: gran parte dei genitori è impiegato nel settore socio-sanitario e, oltre alla paura del contagio, devono fare i conti con la stanchezza dei massacranti turni in ospedale e il pensiero di dover lasciare i figli a casa da soli tutto il giorno. Ed è soprattutto per questi ragazzi e queste famiglie che ENGIM si è attivato velocemente con la formazione a distanza. Ogni mattina ci si connette, ci si concentra sulla formazione e ci si distrae dalla negatività del momento, si dona presenza ai ragazzi e sollievo alle famiglie.

Forse l’innovazione scaturisce proprio quando diventa necessaria, quando il sistema entra in crisi e bisogna adottare soluzioni alternative. In questo senso, ENGIM innova la formazione garantendo lezione ogni mattina, con moduli in tutte le materie non laboratoriali e favorendo l’interazione formatori-studenti.

A parte poche “lacune tecnologiche” emerse in alcune famiglie, dai centri formativi di tutta Italia raccontano di una ritrovata consapevolezza da parte dei ragazzi di quanto siano fortunati a poter seguire le lezioni. Intanto i formatori, dal punto di vista più emotivo, ce la stanno mettendo tutta per tenere alto il loro morale perché non si lascino sopraffare dalla paura, mentre dal punto di vista formativo stanno scoprendo metodi e strumenti nuovi, sicuramente da spendere e valorizzare anche a emergenza conclusa. In alcune realtà si registra un tasso di presenze pari, se non superiore, alle giornate di lezione frontale in aula. Un risultato sorprendente!

La famiglia ENGIM, fino a fine emergenza, sarà #engimdistantimauniti per sperimentare assieme questa strana quaresima che quest’anno coincide con una quarantena.

Ci aspetta un periodo di privazioni, ma non fine a se stesso, come vuole farci intendere padre Antonio Lucente quando ricorda che «Saul Bellow ripeteva che la sofferenza certe volte serve a portare via il sonno della ragione e il vuoto della umanità. La superficiale banalità viene messa in crisi, e le cose essenziali diventano fondamentali».

Fondazione ENGIM (Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo) opera in Italia e all’estero nell’ambito della formazione professionale. È accreditata per l’obbligo formativo, la formazione continua, la formazione superiore, l’orientamento e i servizi per il lavoro

 Per acquistare un numero o abbonarti alla rivista >>>
 Leggi tutti i contributi arrivati #RaccontaIlTuoServizio >>>