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La furia delle energie inespresse che vagano in comunità

Agricoltura_Sostenibile_Mani_terra_Pianta_BySurajith-s_Pexels_490x368di Lara | 

Tira le redini delle parole, fodera gli sguardi di velluto, disegna baci immaginari nell’aria in un periodo in cui i contatti fisici ravvicinati li devi mettere offline.

Ti prepari a lungo, prima di entrare in casa famiglia, e non solo tenendo a mente l’elenco delle procedure di igienizzazione personale: lo fai avvolgendo le dita di carezze inespresse, che prima o poi in qualche modo riuscirai a fargli arrivare. Lo fai smussando gli sguardi troppo diretti perché siano più cauti e comprensivi, mentre seguirai le loro parole di sfogo e i loro improvvisi battibecchi sul niente.

Si discute per esempio perché stare in una camera in tre non è facile. Specie in orari in cui normalmente sei a scuola, e mentre vorresti vederti un film la compagna di stanza ha deciso di asciugarsi i capelli facendo rumore. Proprio in quel momento, nel mezzo del film che ti stava aprendo una finestra mentale che per un attimo ti avrebbe fatto dimenticare di essere ‘”lì”. E la camera è pure sua purtroppo. Di lei che come te e come gli altri sono chiusi dentro da quasi 2 settimane.

Certo grazie a Dio c’è il giardino. Ping pong biliardino rete da pallavolo e due palloni nuovi ordinati col corriere, che anche lui no, è meglio non farlo entrare e che lasci i pacchi al cancello. Certo ci sono le videochiamate con i volontari, cose nomi città animali in diretta video sul tavolo in salotto. Ma tu operatore, però, tu almeno esci. A fare la spesa, lì fuori. Non ti fermi a parlare più con i tuoi amici, lì fuori, è vero, perché gli amici non li vedi più neanche tu, e gli unici estranei da cui ti fai avvicinare sono i carabinieri che ti fermano per sapere dove vai.

“Ma la tua non è la stessa situazione nostra. Finito qua vai a casa tua. Con la tua famiglia, noi no. E questa non è casa nostra”. E capisci che è meglio tacere, rimandando risposte migliori a momenti in cui l’onda emotiva del momento si sia placata. E stringi forte le dita alle tue balaustre mentali, che in questo periodo come non mai devi tenere salde contro la furia delle energie inespresse che vagano in casa e cercano appigli per scaricarsi, come fulmini a terra. E ti prepari bene alle prossime scosse, perché la terra in questi giorni, per tutti tuoi ragazzi, sei tu.

Lara è operatrice sociale presso una comunità educativa nel Lazio

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