Le conversazioni

conversazioni

13 conversazioni sugli snodi del fare società

Venerdì 17 novembre, pomeriggio 14,00 – 18,00

1Reti inclusive, reti esclusive
Il “sociale” è fatto di reti, che costruiscono legami e generano trame. Ma ci sono reti che includono e reti che escludono. Alcune avvertenze per i “tessitori sociali”.
Genny Mangiameli, Erika Mattarella, Willy Mazzer, Alessandro Tolomelli

2Gruppi inventivi, gruppi distruttivi
Il gruppo è il dispositivo base per lavorare nel sociale, perché da soli si è impotenti. Ma oggi si rileva una fatica diffusa a essere équipe, squadra, collettivo. Urge invertire rotta.
Andrea Marchesi, Gianni Mura, Mario Pollo

3Il potere degli utenti in processi di autonomia
Quanto spazio facciamo agli utenti nelle relazioni di aiuto, educative, di cura? E se il primo modo di fare società fosse restituire loro potere?
Vittorio Agnoletto, Andrea Morniroli, Angelo Righetti

4Servizi territoriali, servizi specialistici
Oggi serve cercare un nuovo equilibrio tra approccio territoriale e specialistico. Perché molti dei problemi che incontriamo richiedono risposte che si costruiscono nei territori oltre che negli ambulatori.
Lavinia Bifulco, Germana Corradini, Diego Dutto, Rosanna Provenzano

5I cittadini nella cura dei territori
Fare società richiede ai cittadini di partecipare alla cura dei territori. E agli operatori di mettersi a servizio della partecipazione dei cittadini. Senza sostituirsi ad essi né timore di essere sostituiti.
Vincenzo Linarello, Nicola Basile, Marianella Sclavi

6Professionalità conversazionali
Per affrontare i problemi che affliggono la vita dei singoli e delle comunità servono tanti saperi, tante competenze, tante discipline, capaci di dialogare. Servono professionalità “conversazionali”.
Cristiana Dante, Ugo De Ambrogio, Flavia Franzoni, Luigi Gui

7Linguaggi sperimentali, linguaggi routinari
Per produrre evoluzioni nella realtà occorre uscire dai linguaggi routinari che condannano alla ripetizione. E sperimentare altri linguaggi capaci di farci vedere e sentire “cose nuove”.
Davide Fant, Lea Iandiorio, Valentino Merlo

8Amministrare dal basso, amministrare dall’alto?
È il dilemma di tanti amministratori locali. Una via d’uscita è riconoscere che le sperimentazioni più generative si hanno laddove la politica locale governa i territori con le reti sociali e dei servizi.
Simone Lucido, Maria Carla Marchesi, Giuseppe Mattina, Anna Maria Palmieri

9Lavorare sulle risorse, lavorare sulle mancanze?
È come se un diffuso approccio “diagnostico” portasse a focalizzare le disfunzioni. E se per vedere le risorse delle persone occorresse spostare lo sguardo sulle risorse dei contesti?
Pietro Buffa, Claudia Marabini, Emilio Vergani

10Allearsi strumentalmente o per lo sviluppo?
Tante imprese sociali stanno imboccando la via delle alleanze: per ottimizzare i costi, per competere sui mercati. Quali alleanze per lo sviluppo di un territorio?
Oliviero Motta, Manuela Olia, Alessandro Seminati, Donatella Turri, Flaviano Zandonai

11Scuola istituzione, scuola istituente
La scuola ha un’anima che difende l’istituito e una che promuove l’istituente. Se la prima soffoca la seconda, la scuola implode. Un rischio oggi da evitare: perché a scuola si fa società.
Giovanni Del Bene, Giulio Caio, Lorenza Patriarca, Mariapia Veladiano

12Abitare i confini, vivere l’altrimenti
L’esercizio del potere buono, quello che ha a che fare con il senso del possibile, è strettamente connesso all’esercizio del pensare. Pensare è imparare ad abitare i confini, per scorgere l’altrimenti.
Gianni Vattimo, Santiago Zabala, Giuseppe Iannantuono

13La cura tra comunità e territorio
Il dispositivo “residenzialità” è messo sotto pressione da richieste di contenimento della spesa e territorialità della cura. Urge confrontarsi.
Vincenzo Balestra, Giuseppe Iraci Sareri, Livia Racca

Iscriviti