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Imparare a vivere questo tempo infinito – Consigli per convivenze forzate

coronavirus-4939290_1920di Sonia Schettino e Diego Barrio García | 

La situazione di confinamento in casa, unita all’incertezza della durata e della portata di questo evento, può portare a un forte malessere psicologico. Si perdono le abitudini, le relazioni sociali, si deve smettere di “correre” (al lavoro – sul lavoro) e ci si trova improvvisamente con un tempo infinito che non si sa come riempire.

Ecco alcuni semplici consigli per proteggersi ed evitare di imbattersi in uno stato d’ansia ed angoscia.

NO ALLA SOVRAINFORMAZIONE La sovrainformazione, illusione di controllo, è l’anticamera della perdita di controllo. Prendetevi cura di voi, evitate la tv accesa tutto il giorno in cerca degli ultimi aggiornamenti su contagi, zone di contagio, cure possibili. Informatevi in un singolo momento del giorno scelto previamente. Può essere il TG del mattino, del pomeriggio o della sera, quello che preferite, categoricamente una volta al giorno. Evitate di ricercare altre informazioni sul coronavirus nel tempo rimanente, fate altro!

CAMBIATE PUNTO DI VISTA Non focalizzatevi sul non poter uscire di casa, sulle cose che dovreste ma non potete fare, aumenta la frustrazione. Valorizzate il sacrificio personale. Lo fate per voi, per i vostri familiari, per gli amici, per gli altri più fragili e per la comunità intera. Stiamo facendo qualcosa che è essenziale al bene comune.

USO INTELLIGENTE DELLA TECNOLOGIA Sì all’uso della tecnologia per restare in contatto con i vostri cari, per arricchire il vostro tempo con un bel film che altrimenti non avreste mai trovato il tempo di guardare, studiare online seguendo qualche webinar o tutorial di vostro interesse. Il tempo è sempre prezioso, e anche a casa dev’essere di qualità.

MANTENERSI ATTIVI Oltre alla tecnologia… Scopriamo un bel libro, proponetevi una tabella di attività fisica giornaliera, attività manuali e creative, sperimentate nuove ricette, rispolverate i giochi in scatola, iniziate lavori in casa da sempre rimandati. Pianificate dei piccoli obiettivi giornalieri e settimanali, ricreate una nuova routine.

UN PATTO DI AIUTO MUTUO Riunite tutti i membri della famiglia e prendete consapevolezza delle difficoltà che possono sorgere in questi giorni di convivenza forzata a livello psicologico e relazionale. Fate una sorta di “trattato di pace” nel quale si collabora e ci si appoggia gli uni agli altri, con l’obiettivo di rendersi la vita più facile (magari proponetelo come un gioco a premi). Non soffocatevi a vicenda con lamentele e ipotesi catastrofiche sull’avvenire.

AIUTO, FIGLI A CASA!!! Anche e soprattutto per loro è fondamentale creare e mantenere una routine. Per i bimbi non scolarizzati, cercate di proporre attività stimolanti e creative, la tecnologia in questo può essere un valido supporto, l’uso della tv dev’essere limitato. Il mattino attività più intense che coinvolgono anche il fisico, tardo pomeriggio giochi rilassanti e letture per prepararli a un buon sonno.

Per i bambini scolarizzati oggi la scuola rioccupa parte della giornata dei vostri figli. Si possono poi proporre attività interattive lontane da schermi, per riposare gli occhi dei figli. Fatevi aiutare nelle faccende di casa, a cucinare, a riordinare, giocate assieme assecondando gli interessi dei vostri figli. I bambini devono capire perché non possiamo uscire di casa, senza enfatizzare la paura del contagio, piuttosto la protezione verso le persone più a rischio.

Stare a casa è un atto d’amore, di valore e di forte senso civico.

Sonia Schettino è psicologa e psicoterapeuta e svolge la libera professione a Rovereto (Trento) Diego Barrio García è assistente sociale e educatore per la cooperativa sociale Kaleidoscopio, sempre a Rovereto.

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